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Aethina tumida non ci sono delle belle novità

La Commissione Europea, in data 10 Settembre 2019, ha adottato la Decisione di Esecuzione (UE) 2019/1399 “che modifica la precedente 2014/909/UE per quanto riguarda l’elenco di zone soggette a misure di protezione relative al piccolo coleottero dell’alveare in Italia”.

Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. 253/3 del 12.09.2019.

La Decisione è stata presa in conseguenza dello sconfinamento di Aethina tumida dalla Calabria alla Sicilia (notificata dall’Italia all’Unione Europea il 21 Giugno 2019), stabilisce che l’intera regione Sicilia debba essere classificata “Zona soggetta a misure di protezione”.

Vale la pena di ricordare, a tal proposito, quali sono le “Misure di protezione” già in vigore in Calabria e ora nuovamente estese anche alla Sicilia, la cui attuazione deve essere garantita dall’Italia:

  1. divieto di spedizione di partite di api mellifere, calabroni (NdR: qui forse gli uffici di traduzione hanno fatto confusione con i bombi destinati al servizio di impollinazione e sarebbe opportuna una rettifica altrimenti i bombi da impollinazione saranno liberi di circolare liberamente, con tutte le conseguenze del caso), sottoprodotti apicoli non trasformati (miele, cera d’api, pappa reale, propoli, polline, non destinati al consumo umano e che non siano stati sottoposti ad alcuna procedura di trasformazione), attrezzature apistiche (alveari usati, parti di alveari e utensili utilizzati nelle attività di apicoltura), miele in favo per il consumo umano;
  2. effettuazione immediata di ispezioni ed indagini epidemiologiche con identificazione e controllo degli spostamenti dei prodotti “da e verso” gli apiari e gli stabilimenti di estrazione del miele situati in una zona nel raggio di 20 Km dagli alveari infestati da Aethina tumida; notifica alla Commissione dei risultati di tali ispezioni.

L’Italia, inoltre, dovrà effettuare ulteriori ispezioni e indagini epidemiologiche comprendenti il controllo degli spostamenti di prodotti “da e verso” l’intero territorio della regione Calabria e della regione Sicilia.

Contestualmente, il nostro Ministero della Salute, ha emanato il “Decreto 10 settembre 2019” che dispone “Modifica e integrazione al decreto 19 novembre 2014 recante «Misure straordinarie di eradicazione e indennizzo coneguente all’infestazione da Aethina tumida». Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 10 settembre 2019, n. 220. Una concomitanza di interventi urgenti che lascia intendere, da un lato, un coordinamento tra la Commissione Europea e l’Italia; ma anche la proclamazione di uno stato di allerta che agita tutti dinanzi alla conclamata incapacità di contenere l’avanzamento della malattia e all’inefficacia dei provvedimenti finora adottati.

Il Decreto ministeriale chiarisce intanto, come richiesto da Bruxelles, che alla zona di protezione dei 20 km di raggio a partire dall’ultimo focolaio di Aethina tumida rilevato in Sicilia, sarà estesa una ulteriore zona di sorveglianza di almeno 5 km di raggio individuata a partire dal margine esterno della zona di protezione.

Fanno in tutto 25 km di “fascia protetta” entro i quali entra in vigore il divieto di movimentazione, l’entrata, l’uscita e il transito di ogni alveare.

A questo riguardo si aprono due ulteriori e preoccupanti scenari. Il primo riguarda il rischio che la Sicilia Nord Orientale venga divisa da quella Sud Orientale. In sostanza, gli apicoltori delle province di Messina e Catania non potranno più entrare nelle province di Siracusa e Ragusa. O viceversa. Salvo che non aggirino l’ostacolo allungando il tragitto e aggirando eventuali controlli e blocchi stradali (ammesso che li facciano) e spingendosi sul territorio della provincia di Enna.

Secondo e preoccupante scenario: in nessuna parte del provvedimento viene specificato il punto preciso del focolaio, mentre sarebbe opportuno conoscere le coordinate geografiche per un corretto calcolo dei raggi di protezione e sorveglianza di 20 e 5 Km (vedi mappa).

Per contro registriamo una novità che va incontro agli apicoltori che temevano distruzioni dei loro allevamenti: al posto degli abbattimenti totali, verranno operati abbattimenti di tipo selettivo negli apiari infestati, mentre saranno distrutti gli apiari abbandonati e non registrati in BDA.

I melari, inoltre, potranno essere inviati in vincolo sanitario verso gli impianti di smielatura presenti sul territorio regionale, a condizione che siano stati sottoposti ad un esame ispettivo da parte del veterinario che autorizza il viaggio se verranno avvolti in cellophane a tenuta.

Notizia di apertura da Apitalia 10_2019

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Un commento

  1. L’unica nota positiva, nel decreto del 10 settembre 2019, che al posto della distruzione dell’intero apiario si ha la distruzione solo dell’alveare infestato da Aethina tumida

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