mercoledì , 3 Marzo 2021
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Attività antiossidanti dei prodotti delle api

Attività antiossidanti dei prodotti delle api: stato dell’arte e prospettive future

Servono metodi analitici più standardizzati per valutare e comparare le caratteristiche antiossidanti dei prodotti delle api, e di conseguenza anche la loro qualità. Lo affermano i ricercatori del Centro di referenza nazionale (CRN) per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), che hanno condotto una revisione critica degli studi scientifici pubblicati sulle attività antiossidanti dei prodotti delle api, con l’obiettivo di aggiornare lo stato attuale delle conoscenze sul tema. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Antioxidants.

I prodotti dell’apicoltura come miele, propoli, polline, pappa reale, cera d’api e veleno d’api sono da sempre tra i prodotti naturali più comunemente usati grazie al loro valore nutritivo e terapeutico. Come confermato da studi scientifici, l’alto contenuto di molecole bioattive, capaci di produrre effetti benefici sull’organismo, attribuisce ai prodotti delle api proprietà antibatteriche, antiinfiammatorie, antitumorali, antivirali. In particolar modo sono considerati anche una potenziale fonte di antiossidanti naturali, ovvero molecole in grado di rallentare o inibire l’ossidazione di altre molecole, prevenendo così i processi di degradazione (stress ossidativo) e morte cellulare alla base di molte malattie croniche e degenerative.

Lo studio dell’IZSVe ha preso in esame gli articoli pubblicati dal 2010 circa a oggi sull’impiego di test non biologici (saggi chimici) per la determinazione dell’attività antiossidante dei prodotti delle api.

Uno studio dell’IZSVe ha esaminato gli articoli pubblicati dal 2010 a oggi sull’impiego di test non biologici (saggi chimici) per la determinazione dell’attività antiossidante del miele e degli altri prodotti delle api. I ricercatori hanno concluso che è difficile valutare globalmente le loro caratteristiche antiossidanti a causa di una grande variabilità nei metodi analitici impiegati per la loro determinazione.

“Esaminando la letteratura siamo arrivati alla conclusione che è difficile valutare globalmente le caratteristiche antiossidanti del miele e degli altri prodotti, a causa di una grande variabilità nei metodi analitici impiegati”, spiega Marianna Martinello, autrice dello studio assieme a Franco Mutinelli, direttore del CRN per l’apicoltura. “Abbiamo riscontrato da studio a studio una ampia varietà di risultati, dovuta sia alla composizione complessa e incostante dei prodotti dell’alveare, sia alla variabilità intrinseca dei metodi analitici utilizzati per studiarne l’attività antiossidante” continua la ricercatrice.

Un primo elemento di disparità è dato dalle differenze botaniche, climatiche e geografiche tra i campioni analizzati. In seconda battuta, anche quando i ricercatori utilizzano lo stesso metodo analitico, modifiche procedurali nell’esecuzione rendono difficile confrontare i risultati dello stesso test eseguito da laboratori diversi. Il risultato analitico può variare anche a seconda del solvente utilizzato per sciogliere il prodotto apistico in esame e in base alle condizioni di estrazione, come per esempio tempo e temperatura. Ancora, anche quando la tecnica analitica è la stessa, i risultati possono essere espressi in unità di misura diverse da studio a studio.

Le proprietà antiossidanti di diversi prodotti delle api possono quindi essere confrontate solo quando i dati sono ottenuti utilizzando gli stessi metodi e unità di misura per le diverse matrici.

“È necessaria un’accurata standardizzazione dei metodi analitici per definire criteri di qualità e supportare la stima del valore commerciale di questi prodotti naturali” conclude Franco Mutinelli sottolineando i gap individuati dal lavoro IZSVe “Lavorare con metodologie standardizzate, accettate da ricercatori e laboratori di analisi, con protocolli analitici adeguati che definiscono i solventi, le procedure di estrazione e i criteri per esprimere i risultati, consentirà la raccolta di dati affidabili e confrontabili”.

Fonte: www.izsvenezie.it

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