martedì , 22 agosto 2017
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Favo di covata in vari stadi

Blocco di covata con favo orizzontale

Questo metodo che ho chiamato “blocco di covata con favo orizzontale”, è nato dall’idea di effettuare un blocco di covata con tutti quei requisiti che necessitano per una buona gestione di una colonia di api, cercando di non tralasciare neppure particolari che potrebbero sembrare semplici, infatti questo mio metodo permette:

  • alla regina di continuare la deposizione sullo stesso favo,
  • alle api di non subire shock per la mancanza di covata,
  • alla covata di essere presente con i loro ferormoni
  • alla regina il controllo di tutto l’alveare, con la sua presenza,
  • di non manipolare la regina, che rimane sul favo sul quale si trova con risparmio di tempo e lavoro,
  • di non usare materiali diversi da quelli che sono gia in possesso dell’apicoltore, con notevoli risparmi economici,
  • unico impegno è la costruzione di una sola apposita cornice ( ma volendo è possibile girare il coprifavi evitando la costruzione della cornice)
  • di recuperare il favo infettato dalla varroa qualora il favo prelevato fosse ancora in buono stato.

perrettaCome si costruisce la cornice, essa sarà alta 6-7-8 cm, e avrà due scanalature per alloggiarvi il telaino, a metà della scanalatura un chiodo permetterà di tenere sollevato il telaino e permettere alla regina la deposizione anche sul lato inferiore.

Come si procede, in 7 punti
  1. si preleva il telaino sul quale c’è la regina
  2. si poggia sul nido l’escludiregina
  3. si pone la cornice sul nido sopra l’esludiregina e si alloggia appoggiato ai chiodi delle scalanatura e il telaino con la regina ( la cornice es. 38,5×45 misure interne, telaino 47)
  4. si apre e preleva il telaino, dopo circa 19-20 giorni, meglio 19 a volte la nascita può anticipare se le temperature sono alte e i calcoli dei giorni non sono precisi, meglio qualche giorno prima piuttosto che una cella aperta con la varroa.
  5. si scuotono le api con la regina che si trovano sul favo nel nido
  6. si pulisce il favo che sarà pieno di covata infestata dalla varroa, ed in seguito sarà rimesso all’interno del nido.
  7. dopo qualche giorno 3-4 la regina avrà iniziato la deposizione e si potrà fare un trattamento antivarroa.

La regina rimessa nel nido non avrà alcun problema di accettazione, sia per la quantità di deposizione fatta, ma penso soprattutto per il fatto che è stata a contatto con tutto il nido, e non segregata ad un lato dell’alveare.

Il telaino può essere recuperato con il mio ormai collaudato metodo del “getto d’acqua” e vediamo come:
Invece di usare la forchetta disopercolatrice, che rovina inevitabilmente gli alveoli strappandoli sporcandoli e schiacciando le larve, uso il getto di acqua “l’uovo di Colombo?” può darsi, ma certo è che il getto d’acqua rompe l’opercolo senza danneggiare l’alveolo e con la sua forza estrae anche le larve della covata, su ciascuna larva è possibile contare anche 4-5 varroe.

Il telaino poi viene lavato con acido peracetico, oppure con specifici disinfettanti e sanificanti “presidi sanitari” che abbiano una notevole carica antibatterica e virale, numerosi sono i prodotti in commercio, sciacquato sgocciolato e rimesso nel nido dove le laboriose api finiranno di asciugarlo. Tutto questo è fattibile se il telaino è nuovo, come nel caso in figura, altrimenti conviene eliminarlo bruciandolo.

Permettetemi questo seguito da appassionato apicoltore che interpreta le api prima di tutto come indispensabili per la sopravvivenza stessa della natura, convinto che la preparazione ad una buona apicoltura tecnica, non può prescindere da una formazione culturale ed ambientale, quell’ambiente di cui le api sono sentinelle sensibili e sempre più vulnerabili.

Lo scambio di informazioni all’interno delle associazioni, i dibattiti anche accesi che ne derivano, sono quello che io amo chiamare, utilizzando terminologie apistiche “trofallassi culturale” (dal greco trophe nutrimento, più allássō scambiare).

Questo sistema di passaggio dell’alimentazione tra api, che gli apicoltori conoscono bene, favorisce, oltre l’arricchimento dell’alimento, anche un’importante funzione di coesione del gruppo, come dovrebbe avvenire in tutte le associazioni di apicoltori.

E’ pur vero che l’elaborazione delle tesi ed infine la sintesi appartengono al singolo, ma sono sempre più convinto che essa è il frutto di quella “trofallassi culturale” che associazioni e condivisioni culturali, come questo e altri siti web saranno riusciti a trasmettere ed arricchire, come è avvenuto per questa mia proposta di blocco di covata, e quelle di altri apicoltori.

Giacomo Perretta
perretta.giacomo@libero.it

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2 Commenti

  1. Buonasera sono un neo apicoltore, ho iniziato il 30 maggio u.s. acquistando 4 nuclei e ho bisogno di alcuni chiarimenti riguardo al blocco di covata.
    Domenica 9 luglio ho fatto il blocco di covata con telaino orizzontale ma ho dei dubbi su come procedere;
    1) ho sostituito il favo da eliminare con un foglio cereo inserito nella parte centrale del alveare (tra due favi con covata), è corretta la posizione o devo spostarlo?
    2) per stimolare la costruzione del favo nuovo è opportuno nutrire con sciroppo?
    3) posso visitare gli alveari nel periodo di blocco di covata? se si come è meglio fare?
    4) il 24esimo giorno di blocco di covata sarà mercoledi 2 agosto, quel giorno devo liberare la regina ma il trattamento con ossalico( Api bioxal) gocciolato posso farlo il sabato successivo?
    5) il favo da eliminare lo devo bruciare o posso metterlo nella sceratrice?

    Grazie per la Sua cortese risposta
    Giampaolo

  2. Giacomo Perretta

    Caro Gianpaolo, spero di riuscire a dissolvere i tuoi dubbi, ma come purtroppo devo ripetermi, quando si scrive di problemi, dubbi, richieste di aiuto, informazioni di vario genere sulle api è INDISPENSABILE conoscerne la dislocazione ( almeno l’altitudine, che tipi di fonte nettarifere se di coltivazioni o spontanee e quante più informazioni possibili) Detto questo cercherò di rispondere alle tue domande, ipotizzando che tu sia in una zona omogenea alla mia altrimenti …… ti ricordo che le api fanno il miele ma il nettere lo producono i fiori, l’ambiente è altrettanto importante .
    1) sbagliato non si inserisce mai un foglio cereo al centro della covata, poi l’inserimento del foglio cereo non serve se non c’è importazione che invece potrebbe venire rosicchiato intorno al filo di sostegno, se proprio devi dare spazio e non credo visto l’aumento di volume superiore metti il FC sempre al penultimo posto, dx o sx non ha importanza-
    2) Dipende sempre da molti fattori , clima, forza della famiglia e importazioni (indipendentemente dall’alimentazione che serve a poco a questo scopo in questo periodo, utile a fare scorte o utilizzare come alimento)
    3) NO! mai visitare gli alveari durante la clausura, solo nel caso del Blocco Covata Orizz. se tra il coprifavo e la cornice è stato messo un foglio di plastica trasparente in modo da visualizzare la regina e valutare la covata, non è raro che qualche maglia dell’escludi regina sia più larga e la regina riesce a passare
    4) Puoi liberare anche prima la regina verso il 20° giorno poi aspetti cinque sei giorni che anche i fuchi siano nati e che la regina abbia iniziato la deposizione(è importante), poi fai il trattamento
    5) A volte capita di inprigionare la regina con un favo nuovo, in questo caso lo puoi tranquillamente recuperare lavandolo, per una maggiore garanzia puoi spruzzzare sul favo lavato candeggina dopo un paio di ore lo sciacqui e lasciato asciugare lo puoi riutilizzare, non preoccuparti la candeggina degrada facilmente all’aperto e al sole quindi nessun pericolo per le api neppure se qualora vi fosse del miele sul telaino. Se poi il favo è vecchio lo puoi tranquillamente mettere nella sceratrice.

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