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Primi fiori sulla coda dell'inverno

Gli apiari a fine inverno: consigli pratici

Verifica dello stato nutrizionale delle colonie

In questo periodo dell’anno le colonie di api stanno riprendendo l’allevamento di covata. È il momento in cui il consumo alimentare aumenta rapidamente e quindi bisogna controllare sia lo stato delle scorte interne all’alveare che il consumo di candito.

Per verificare lo stato delle scorte è possibile aprire l’arnia e controllare i telaini di scorte solo se la temperatura ambientale è di almeno 8/10°C.

In caso contrario, è sufficiente soppesare l’arnia o il prendisciami alzandolo con una mano dal lato posteriore.

In caso di arnie con tetto in lamiera, togliendo il tetto prima di questa operazione si ha una maggior sensibilità.

È utile ricordare che le scorte potrebbero talvolta essere costituite da “manna”, cioè da miele così cristallizzato che le stesse api non sono in grado di consumarlo.

Risulta quindi fondamentale rinnovare il candito se questo è stato consumato del tutto o quasi.

Somministrazione alimenti proteici alle api.

A fine inverno-inizio primavera potrebbe risultare utile fornire alle colonie nutrimenti complessi contenenti sia zuccheri che proteine.

Questa nutrizione proteica ha una azione stimolante sulla deposizione di covata e quindi deve iniziare quando la stagione è in netta ripresa.

Esistono in commercio prodotti sia a base di candito che di sciroppo con composizione complessa, in grado di fornire anche proteine ed, in alcuni casi, grassi.

Se durante la stagione precedente è stato raccolto polline in aree incontaminate, conservato per disidratazione o congelamento, è possibile somministrarlo semplicemente alle api mescolandolo al candito (se prodotto in casa) o allo sciroppo anche direttamente nel nutritore.

Questo è il modo più semplice per ottenere un alimento proteico per le api, senza correre il rischio di contaminare la colonia con sostanze che potrebbero trovarsi, ad esempio, nelle farine.

Verifica della sopravvivenza delle colonie

Se durante le visite di fine inverno si trovano delle colonie morte, occorre verificare la causa per escludere malattie come la Peste americana, la Peste europea ed il Nosema.

In questa operazione può essere utile per apicoltori principianti l’aiuto di un esperto apistico locale al fine di non avere dubbi.

Le arnie ed i prendisciami delle colonie morte vanno rimosse al più presto dall’apiario per evitare saccheggi e l’eventuale diffusione di patologie gravi e, soltanto dopo aver escluso la presenza di tali patologie, il materiale residuo (telaini costruiti vuoti e di scorte in buono stato) va ripulito dalle api morte e potrà essere dato alle colonie durante la ripresa primaverile.

I telaini delle colonie morte durante l’inverno, come pure le arnie o i prendisciami, dovrebbero essere in ogni caso disinfettati con prodotti idonei come soluzioni di ipoclorito di sodio o meglio ancora con prodotti a base di ossigeno attivo (reperibili nei negozi di materiale apistico) che vanno spruzzati sui telaini e sulle superfici interne delle arnie e prendisciami.

Trattamento primaverile contro la Varroa

Recenti ricerche dimostrano che fino ai primi di marzo il 75% della Varroa non entra nella covata ma resta sulle api adulte. In questa fase potrebbe essere utile fare un trattamento specialmente se si teme che quello invernale non sia stato del tutto efficace.

Un trattamento con acido ossalico gocciolato, fatto in tarda mattinata, in giornate non troppo fredde (almeno 10°C di temperatura ambientale) e meglio ancora se le api non sono in glomere, è il modo più semplice e pratico per ridurre ulteriormente la popolazione di Varroa all’interno degli alveari.

Il trattamento primaverile dovrebbe essere fatto entro le prime due settimane di marzo. Anche se le modalità di esecuzione e l’efficacia dei trattamenti primaverili richiedono ulteriori indagini per una definitiva verifica e messa a punto, è utile ricordare che un ossalico in questo periodo non danneggia le api.

Iasma notizie apicoltura n. 1 – d.d. 20.02.2013

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