lunedì , 19 novembre 2018
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Gli apicoltori di tutta Italia si riuniscono a Capaccio

Sarà la Campania ad ospitare, quest’anno il 34esimo congresso AAPI, organizzato dall’Associazione apicoltori professionisti italiani, chiamando a raccolta tutta l’apicoltura professionista a Capaccio Paestum dal 31 gennaio al 4 febbraio.

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Unione nazionale delle associazioni apicoltori italiani, Apas – Apicoltori campani associati, l’Associazione allevatori api regine, Ambasciatori dei mieli, Gambero Rosso e Città del gusto di Napoli, oltre al patrocinio della Regione Campania e del Ministero delle Politiche agricole e forestali. Cinque giornate, all’Hotel Ariston, che vedranno la presenza di circa 500 operatori italiani e importanti professionisti provenienti dagli Stati Uniti e dalla Francia, paesi ospitati.

Tra gli argomenti in programma, spiccano le tematiche di approfondimento sulla ricerca e la selezione di specifici caratteri genetici negli USA, che vedono come relatrici l’illustre ricercatrice Marla Spivak del Dipartimento di entomologia dell’Università del Minnesota, USA e Jackie Park-Burris importante allevatrice di regine ligustiche e membro del Comitato nazionale di conservazione del germoplasma apistico del URS-USDA, USA; sono previste anche relazioni su particolari aspetti dell’apicoltura negli USA e sulla salute dell’ape nel Nord America. Il programma prevede un intervento del ricercatore francese dell’Inra André Kretzschmar su diagnosi e trattamento delle malattie delle api e diverse relazioni sul nomadismo, sulle strategie di lotta alla Varroa, sulla normativa apistica nazionale e regionale. Importanti su tale aspetto saranno i contributi dei rappresentanti istituzionali e dei tecnici del Ministero dell’Agricoltura e del Ministero della Salute che tratteranno, in particolare, l’anagrafe apistica nazionale.

Oltre alle sessioni di lavoro ordinarie, il programma prevede anche visite ad alcune importanti realtà apistiche campane, un corso di cristallizzazione del miele organizzato da “Piana ricerca e consulenza” con Lucia Piana e Amanda Dettori e un corso di cucina con il miele organizzato da Ambasciatori dei Mieli in collaborazione con Città del Gusto di Napoli con gli chef della Gambero Rosso Academy. Spazio anche alla commercializzazione, con un incontro tra i principali confezionatori dei mieli italiani. Oltre quaranta gli sponsor nazionali e internazionali che parteciperanno al congresso per i quali sarà allestita un’area espositiva ad hoc.

Come sempre, dunque, il Congresso sarà una speciale occasione di confronto e conoscenza per un settore dai numeri importanti. La BDA, l’anagrafe nazionale apistica, registra ben 1,2 i milioni di alveari allevati sul territorio italiano. Gli apicoltori possessori di partita Iva sono circa 20.000 e detengono l’80 per cento degli alveari italiani. L’apicoltura si conferma un importante fattore produttivo del settore agricolo nazionale. Il valore stimato dei prodotti dell’apicoltura italiana (miele, cera, propoli, polline, pappa reale, veleno d’api) si aggira sui 170 milioni di euro. Il valore dell’attività di impollinazione che le api svolgono, consentendo alle piante coltivate di produrre cibo, corrisponde a circa 2 miliardi di euro. L’Italia vanta anche  l’invidiabile record per le varietà di miele prodotto: cinquantuno di cui circa trenta monoflora. L’apicoltura campana con 67.000 unità, si colloca all’ottavo posto in Italia per numero di alveari e al terzo posto tra quelle meridionali e insulari. Un settore fortemente in crescita sia come alveari che come aziende apistiche. Caratterizzato da tante piccole realtà produttive ma anche da alcune aziende di notevoli dimensioni dedite alla produzione di miele, ma anche all’allevamento di api regine e alla produzione di sciami. Di rilievo è il servizio d’impollinazione sia in campo aperto che sotto serra, di cui la Campania è diventata negli ultimi anni una delle regioni leader in Italia.

Spiega Claudio Cauda, presidente di AAAPI: “Il convegno annuale raccoglie le istanze e le problematiche espresse dall’apicoltura produttiva italiana e le traduce in proposte percorribili e positive. È importante la capacità della nostra associazione, l’AAPI e del mondo UNAAPI di riunire intorno a un tavolo tutti gli operatori della filiera, per favorire incontri, dibattiti, confronti, nella ricerca di soluzioni comuni.L’evento è cresciuto enormemente negli anni, grazie alla consapevolezza che la piena condivisione delle conoscenze sia fondamentale per aggiornare le strategie produttive, e cercare di superare le difficoltà che il settore sta scontando negli ultimi anni. Non da ultimo, quest’anno il congresso affronterà anche il problema ingente dell’inquinamento ambientale prodotto da sostanze usate in agricoltura, mettendo in evidenza i potenziali pericoli diretti e indiretti che possono colpire l’apicoltura produttiva. L’AAPI ha da sempre favorito Il confronto e la condivisione, anche con operatori internazionali (ricerca, aziende, università e associazioni) e il congresso rappresenta il momento di estrema sintesi di un lavoro che costantemente viene stimolato tra tutti gli attori del comparto. L’incontro tra produttori provenienti da tutta Italia è utile a favorire confronti, a cementare rapporti e a stringere collaborazioni, il tutto in un clima sereno e informale”.

Aggiunge Giuseppe Cefalo, presidente UNAAPI: “L’UNAAPI storicamente è il partner di AAPI nell’organizzazione del congresso dell’apicoltura professionale. Del resto, l’Unione ha come principale missione quella di favorire la collaborazione tra le associazioni aderenti. Una così lunga continuità e crescita del congresso può reggersi solo sulla piena collaborazione tra l’associazione regionale ospitante, l’associazione AAPI e l’Unione. Il programma dei lavori è altamente qualificato, e anche quest’anno tocca tematiche gestionali, sanitarie, normative e commerciali. La moderna azienda apistica professionale, oltre a gestire scelte produttive e gestionali, deve saper interpretare le difficoltà esogene e ambientali come i cambiamenti climatici, la perdita di culture con potenziale nettarifero e la difficile convivenza con modelli di produzione agricola a forte impatto di pesticidi. Oggi più che mai, l’inquinamento ambientale e agricolo, ha pesanti ripercussioni sulla filiera produttiva dell’apicoltura. La scelta della Campania è stata la conseguenza della crescita dell’associazione regionale APAS, una delle più attive tra quelle aderenti a UNAAPI. Lo scenario splendido dei templi di Paestum e l’ottima posizione della struttura ospitante, hanno fatto il resto nella scelta della regione”.

Dichiara Angelo Petretta, presidente APAS ‘Apicoltori associati della Campania’: “Per la Campania, ospitare il maggiore evento congressuale di apicoltura nazionale, è un motivo di enorme orgoglio, e al tempo stesso un riconoscimento del lavoro che l’associazione APAS ha svolto negli ultimi anni a favore del settore apistico regionale. La nostra associazione è di gran lunga l’associazione apistica più importante in Campania con circa 250 soci e 38.000 alveari sparsi sul tutto il territorio regionale. Abbiamo svolto un enorme lavoro sul territorio, con attività di assistenza tecnica mirata, formazione di base e specialistica, consulenza alle aziende, attività seminariali, convegni e tantissimi momenti di incontro, di dialogo e di proposte. Mi preme ringraziare la Regione Campania, ed in particolare l’Assessorato all’Agricoltura, da sempre sensibile alle tematiche apistiche regionali, che anche in occasione di questo 34° Congresso dell’apicoltura professionale non ha fatto mancare il patrocinio e il suo contributo. Ma l’assessorato ha dimostrato grande sensibilità anche nei confronti delle proposte dell’APAS sul nuovo PSR 2014/2020 introducendo elementi che mettono l’apicoltura al centro di molte iniziative ed incentivi previsti dai bandi in corso. Il congresso ci stimola anche nel continuare a lavorare per una serie di obiettivi di lungo e breve periodo quali il varo di una nuova e moderna legge regionale sull’apicoltura, l’introduzione della premialità per gli investimenti apistici presentati con il PSR, il rafforzamento dello staff tecnico dell’APAS, un maggior dialogo con le istituzioni sanitarie e con le associazioni agricole”.

Conclude Franco Alfieri, capo della segreteria del Presidente della Regione Campania: “Per lo sviluppo del comparto, abbiamo messo in campo una serie di misure riconducibili al ‘Sottoprogramma apistico regionale per il triennio 2017/2019’ e al PSR Campania 14-20, grazie al quale assicuriamo un sostegno agli investimenti aziendali sia in immobilizzazioni materiali sia per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti dell’apicoltura. Il nostro obiettivo è favorire l’innovazione e la competitività delle aziende, migliorare le condizioni degli allevamenti, valorizzare e diversificare il prodotto miele, incentivare l’associazionismo e la collaborazione tra produttori e, infine, contenere i fenomeni di spopolamento del patrimonio apistico regionale. In tal modo, il comparto potrà esprimere tutte le sue potenzialità e contribuire, nell’ambito di una più articolata strategia che coinvolga tutte le specificità del territorio di produzione, ad uno sviluppo sostenibile delle aree interne”.

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