venerdì , 3 Aprile 2020
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sciami con due regine

Sciami con più regine

È questo un fenomeno poco studiato dalla quasi totalità degli autori apistici mentre è abbastanza frequente nelle primavere caratterizzate da alternanze di bel tempo con grosse e durevoli perturbazioni atmosferiche.

Nella pianura e in una zona pedemontana bergamasca, la sciamatura avviene solitamente tra la fioritura del tarassaco (seconda metà di aprile) e la fioritura della robinia (10-25 maggio). Queste date valgono mediamente per le stagioni normali. Ora, sappiamo che una famiglia di api quando decide di sciamare, inizia contemporaneamente l’allevamento di molte larve-regina e lo sciame può uscire dopo otto giorni dall’inizio dell’allevamento.

Siamo in primavera, stagione matta per eccellenza: a un giorno caldissimo può seguire un bel temporale, oppure a una bella settimana estiva segue una settimana invernale, magari con qualche grandinata mista a neve. Mettiamo il caso che le api decidano di sciamare e inizino l’allevamento delle larve-regina durante una settimana di bel tempo. Avviene che la settimana successiva il tempo cambi e inizino una o due settimane invernali: se la temperatura non scende troppo in basso le api continuano, malgrado il tempo inclemente, a tenere in vita le larve-regina, che nascono regolarmente dopo sedici giorni. Se il tempo rimane ancora invernale per qualche altro giorno, avviene che all’interno dell’alveare vi sono la regina madre e qualche regina vergine, nata nel frattempo.

Ora si presentano almeno due probabilità: la prima è che torni il bel tempo entro uno o due giorni dai lieti eventi regali e in questo caso potremo avere uno sciame con più regine (solitamente escono con lo sciame le regine vergini, ma capita anche di trovare la regina madre accompagnata dalle sue figlie ancora vergini); la seconda: avremo quello che io chiamo il fenomeno della sciamatura rientrata che si verifica appunto quando il brutto tempo si mantiene per un periodo superiore (tre, quattro o più giorni da quando sono nate le giovani regine). Preciso che dicendo brutto tempo non penso necessariamente a neve o tempesta, ma basta che il cielo sia coperto e faccia un po’ freddo, tanto da impedire l’uscita degli sciami. Ebbene dopo questo primo periodo di «pace regale», essendosi le nuove nate rinforzate fisicamente, avrà inizio la guerra di selezione. La prima a soccombere sarà la regina madre che, a causa della maggiore età e minore vigoria fisica, sarà impossibilitata a sopportare la furia omicida delle figlie e diventerà un facile bersaglio per il pungiglione di una di esse.

La conferma di questa seconda probabilità è che durante le primavere «balorde» (alternanza di bel tempo con lunghi periodi di brutto tempo) si hanno pochi sciami, ma per contro molte famiglie cambiano la regina, appunto in conseguenza della sciamatura rientrata.

Consideriamo ora la prima possibilità, cioè che il bel tempo torni entro uno o due giorni da quando sono nate le giovani regine. In queste condizioni quasi sempre negli sciami normali e grossi si trovano più di una regina. Qualche anno fa, in un solo sciame siamo riusciti ad individuare ben tre regine vergini, che per altro non si azzuffavano tra loro. Dividemmo lo sciame in tre piccoli sciametti che utilizzammo per la fecondazione delle api regine vergini. Questa operazione è relativamente facile per chi adotta arnie con fondo mobile. Infatti, in questo caso, usammo tre corpi da nido sovrapposti e separati da un foglio di compensato oppure da un foglio di plastica simile a cartone. Ottenuta la fecondazione delle regine procedemmo alla ricomposizione di un’unica famiglia dopo aver utilizzato le regine in eccesso.

Per seguire la ricerca delle regine nello sciame, noi mettiamo lo sciame in un’arnia, alternando un telaino costruito a due o tre telai con solo foglio cereo. Inarniato lo sciame richiudiamo l’arnia e lasciamo trascorrere mezz’ora di tempo. Così facendo molte volte avviene una separazione naturale, cioè le regine vanno a sistemarsi sui favi costruiti e lì capita di ritrovarle facilmente nel successivo controllo dopo una trentina di minuti.

La conferma della tesi degli sciami con più regine si può avere facilmente controllando nei giorni successivi all’inarniamento davanti al nuovo alveare: capita spesso di trovare uno o più cadaveri di regine morte nei combattimenti di selezione.

Non vi sono regole o leggi fisse nel comportamento delle api, bensì tante possibilità di comportamento.

Una possibilità di comportamento in contrasto con le normali regole si può avere per esempio, quando esce uno sciame dopo almeno una decina di giorni di brutto tempo. Se lo sciame riesce a coprire almeno tre favi e non più di sei o sette, lo si inarnia mettendo nell’arnia a 10 favi in successione lTFC-2FC-4TFC-2FC- lTFC (FC = favo costruito, TFC = telaino con foglio cereo).

Si richiude l’arnia e si sistema davanti alla parte centrale dell’entrata un listello di legno in modo che rimangano due piccole aperture alle due estremità dell’entrata stessa. Esternamente, sul predellino di volo in corrispondenza del listello si mette un ostacolo – un mattone oppure una manciata di erbe, fermata con un sasso – per separare le due piccole entrate. Ebbene, contrariamente a ogni regola, specie se nei giorni successivi farà sempre bel tempo, all’interno della stessa arnia si formeranno due nuclei distinti, ognuno con una propria regina vergine, che nei giorni successivi uscirà per i voli di fecondazione. Si formeranno così due famiglie distinte, separate solamente da tre o quattro telaini con foglio cereo. E andranno avanti così fino a quando non avranno costruito quasi tutti i fogli cerei che le separano, sempre che nel frattempo non si sia verificata una forte diminuzione di importazione nettarifera, che provocherebbe inevitabilmente l’uccisione di una regina, la riunione in una sola famiglia e l’abbandono dei favi rimasti senza regina.

Queste situazioni sono state da noi esaminate in vari anni di allevamento delle api con attenta osservazione e frequenti aperture dell’arnia per i vari controlli da eseguire.

Francesco Pesenti
Fonte: “L’ape nostra amica, Anno VII – n. 2”

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