martedì , 7 Luglio 2020
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Mielometro

Il grado di umidità nel miele durante la vendita

Dopo il raccolto, il miele che è destinato alla vendita all’ingrosso è messo nei fusti, che ospitano all’incirca tre quintali di miele ciascuno. I fusti poi, sono stoccati in ambienti con un’umidità relativa inferiore al 60 %, perché, con quest’umidità, la percentuale di acqua nel miele che dipende, oltre che dall’origine botanica, dalle condizioni ambientali e dalla lavorazione eseguita dall’apicoltore non varia.

L’umidità ottimale nel miele deve essere pari al 18 % oltre questa percentuale, il miele può andare incontro a fenomeni di fermentazione, essendo una sostanza molto igroscopica. Poiché la vendita, di solito, avviene dopo mesi di stoccaggio, anche se i fusti sono stati chiusi ermeticamente, è importante verificare periodicamente i campioni prelevati nei fusti, perché un contenuto troppo elevato di acqua nel miele può causare problemi di conservazione e commercializzazione.

I campioni di miele sono controllati con il mielometro, che è uno strumento ottico che permette di determinare rapidamente il contenuto di umidità nel miele e il grado zuccherino espresso in gradi Brix in tempo reale. I campioni dovrebbero essere presi non prima di due settimane dall’ultima smielatura da sotto i maturatori, facendo fuoriuscire prima una piccola parte di miele per liberare il condotto da miele eventualmente non miscelato, così da fare un prelevamento corretto e rappresentativo dell’intera massa.

Questa conoscenza del grado di umidità ci permette di stabilire il grado di conservazione del miele e il suo valore commerciale.

Durante la contrattazione sono presi dalle partite di miele dei campioni e controllati dagli acquirenti, quelli disonesti sanno che il miele contenuto nei fusti se non è ben amalgamato dopo un certo tempo si deposita a strati, a causa del contenuto di acqua e della temperatura che fanno variare la densità del miele da 1,39 a 1,43 g/cm3.

Nella parte inferiore del fusto si trova un miele denso, più asciutto, mentre nella parte superiore si trova un miele meno denso, più leggero, cioè la parte più acquosa del miele. Ed è proprio lì che gli acquirenti chiedono e pretendono il campione di miele per analizzarlo, se la percentuale di umidità supera quella consentita dalla legge, anche se è solo la parte superficiale dei fusti, l’acquirente ne approfitta per deprezzare tutta la partita di miele, truffando così il venditore.

Per ovviare a tutto questo, quando il campione di miele è preteso che sia preso direttamente nella parte superiore dei fusti, dove il miele ha un contenuto di umidità superiore alla norma, preventivamente per non farsi fregare dall’acquirente, il venditore deve omogeneizzare completamente i fusti agitando completamente la massa, con un agitatore, per poi estrarre il campione di miele, oppure estrarre il campione di miele con una cannuccia a una profondità adeguata nel fusto.

Il campione di miele da prendere in esame è molto importante e gioca un ruolo significante nella vendita del miele e deve essere rappresentativo di tutta la partita di miele prodotta e non solo della parte superficiale.

Pasquale Angrisani

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