venerdì , 15 Novembre 2019
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Tempo di invernamento

Tempo di invernamento: I’ultima operazione in apiario della stagione

L’invernamento, ultima operazione in apiario della stagione, è senz’ altro di fondamentale importanza per porre solide basi alla successiva primavera.
L’intervento dell’apicoltore consisterà quindi nel preparare gli alveari affinché giungano nelle condizioni ottimali alla nuova annata apistica.
In una prima visita accurata chiamata di preinvernamento sono da valutare le condizioni delle colonie, la loro consistenza, lo stato sanitario, le scorte, il materiale con il quale si sta lavorando (arnie, telaini, tettoie). Alla luce di questi dati si deve procedere all’operazione vera e propria dell’invernamento, che dovrà tener conto di alcune regole essenziali:

  1. La forza dell’alveare, valutata in base al numero di api adulte e all’estensione della covata presente. Le api adulte devono occupare almeno cinque-sei favi. Colonie su sei-otto favi sono in buone condizioni, ottime quelle oltre gli otto favi.
    La covata deve essere sana e di bell’aspetto in quanto darà vita a quelle api che ritroveremo in primavera e alle quali verrà affidato il compito di avviare la nuova stagione. Le famiglie al di sotto della forza minima devono invece essere riunite.
  2. Particolare attenzione alla valutazione delle scorte, che in media possono essere stimate in 12-18 chilogrammi. di provviste, in relazione alla forza della famiglia, della zona in cui si trova, della durata e dell’intensità del periodo invernale. Indicativamente un favo da nido completo contiene circa quattro chili di miele: i favi che contengono miele sono nella parte alta (2-2,5 kg.). Per i più esperti la valutazione delle scorte viene effettuata con il semplice sollevamento delle arnie, ottenendo utili indicazioni in merito.
  3. All’interno dell’arnia si deve ridurre lo spazio a quello occupato dalle api, ricorrendo all’uso del diaframma che potrà essere realizzato con materiale coibente. Favi vecchi e alterati devono essere eliminati, quelli contenenti scorte devono essere posizionati a ridosso delle api che comporranno il glomere. L’entrata e l’uscita delle api sarà regolata dalla porticina collocata in posizione invernale, evitando in questo modo l’intrusione di piccoli animali. Altro materiale coibente (teli di stoffa o lana, fogli di carta di giornale, polistirolo espanso, sughero, lana di roccia) sarà posto tra il coprifavo e la tettoia, accertandosi però che venga mantenuta una sufficiente traspirazione dell’umidità, che risulta essere molto più dannosa delle basse temperature, in quanto può dare origine a malattie fungine.
  4. Adeguata scelta delle postazioni degli alveari, che dovranno essere orientati preferibilmente verso sud/sud – est, riparati dai venti (se ciò non fosse possibile si può ricorrere a eventuali protezioni quali possono essere siepi, lamiere, od altro), sufficientemente sollevati da terra (almeno 20 cm.), posizionati su basi adeguatamente solide e leggermente inclinate in avanti per favorire una rapida uscita di piccole quantità di acqua che si potrebbero comunque formare all’interno del nido. Per garantire la stabilità delle tettoie, specialmente quelle a due spioventi, si possono posizionare dei pesi su di esse (mattoni, blocchi di cemento) oppure legarle con corde e filo di ferro.

Eventuali nevicate non devono destare particolari preoccupazioni. E bene provvedere a disperdere davanti agli alveari foglie secche, paglia, trucioli o altro materiale che possa dare appoggio alle api nelle loro uscite in giornate di bel tempo. Tranne in casi di assoluta necessità è bene non aprire le arnie nei mesi invernali. Le api devono essere disturbate il meno possibile, evitando così di creare dannosi scompigli che determinano inutili abbassamenti della temperatura interna.

È dunque sufficiente osservare con attenzione le arnie dall’esterno. Ricavando utili informazioni dal volo delle api e dall’esame dei detriti presenti sui fondi, per chi utilizza fondi antivarroa o telaini indicatori.
Nel periodo compreso tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, se vi fossero dubbi riguardanti la scorta alimentare, si potrà integrare la stessa posizionando del candito in corrispondenza della apposita apertura posta sul coprifavo.

Guido Brianza
Esperto apistico

Ragstore

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2 Commenti

  1. Buona sera avrei bisogno di una piccola informazione riguardante la varroa, ho fatto l’ottavo trattamento con sublimato e questa mattina ho visto che un po continua a scendere, a questo punto cosa faccio? Vado a vanti o cambio metodo …grazie

    • Se hai sublimato per otto volte, ogni 3-4 giorni, il ciclo di covata l’hai completato. Se cade ancora varroa cambi immediatamente metodo e prodotto.

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