martedì , 23 ottobre 2018
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Nitrato d'ammonio in granuli

L’anestetico in apicoltura

Il protossido d’azoto (N2O) in apicoltura non è molto usato, anche se in molte occasioni può facilitare la cattura, la manipolazione e la riunione di più sciami.  Le sue proprietà come “gas esilarante” sono state descritte per la prima volta da un chimico inglese Sir Humpry, Davy, (1778 -1829) e le sue proprietà narcotiche ne hanno favorito l’impiego in chirurgia come anestetico.

Esso si può produrre dalla decomposizione termica del nitrato d’ammonio (NH4NO3) impiegato in agricoltura come fertilizzante, dato l’elevato contenuto d’azoto.

Quest’ultimo è reperibile sotto forma di cristalli incolori e inodori a basso costo in tutti i consorzi agrari, è molto solubile in acqua (1920 g/l a 20°C) e mediamente solubile in etanolo (38 g/l a 20° C) ed è stabile a temperature ordinarie.

Api anestetizzate cadute a terra
Api anestetizzate

In apiario l’apicoltore può produrre il protossido d’azoto bruciando nella caldaia dell’affumicatore all’incirca 5 gr. di nitrato d’ammonio, con questa dose non vi sono controindicazioni. Quando la combustione darà luogo ad un fumo,   di colore bianco e denso,  ricco di protossido d’azoto, si potrà dirigere il getto di fumo sui telaini per calmare l’aggressività delle api.

Occorrono all’incirca 15 – 20 secondi affinché la dose che viene inspirata possa portare alla perdita di conoscenza delle api che si protrarrà per circa 15 minuti. Con la dose di circa 20 g. si riesce ad addormentare una famiglia.

Con questo sistema però, mentre il nitrato d’ammonio brucia, la quantità di protossido d’azoto andrà diminuendo. Si consiglia: per ottenere una fuoriuscita costante del protossido d’azoto (N2O) dall’affumicatore, di bruciare delle strisce di juta immerse preventivamente in una soluzione contenente nitrato d’ammonio ed acqua nel rapporto 2 : 1 e fatte poi asciugare.

Vi sono dei rischi diretti che possono subire le api dovuti ad un cattivo dosaggio del nitrato d’ammonio immesso nell’affumicatore; lo deduciamo dal fatto che quando lavoriamo all’aperto  incominciamo a notare su di noi sintomi di sonnolenza che scompariscono in pochi minuti nel momenti in cui ci allontaniamo dalla nube di fumo. Ciò sta ad indicare che la dose che stiamo somministrando alle api è molto vicina a quella che potrebbe ucciderle.

Api risvegliate dopo l'anestesia
Dopo l’effetto dell’anestesia

Vi sono dei rischi indiretti sulle api: lavorare con temperature esterne inferiori ai 15° C. Durante la cattura, le api anestetizzate che cadono a terra, rischiano di rimanere schiacciate sotto i nostri piedi oppure morire per assideramento.

Per salvaguardarle, a secondo il tipo d’intervento che stiamo facendo e la stagione, si consiglia di raccogliere le api anestetizzate man mano che cadono, in un recipiente abbastanza largo avente l’accortezza di non creare uno strato eccessivo di api altrimenti moriranno per surriscaldamento.

Inoltre dato che il protossido d’azoto che si sviluppa dalla decomposizione termica del nitrato d’ammonio, è più pesante dell’aria e pertanto tende a depositarsi nelle zone basse dei locali chiusi, se si lavora in ambienti piccoli e chiusi e per un lungo periodo di tempo, l’apicoltore deve stare attento a non saturarli per non inalare il gas, in quanto un eccesso di concentrazione di N2O nell’aria porta ad una riduzione del tenore d’ossigeno necessario alla respirazione, con rischio di asfissia, mentre in ambienti aperti e ben aerati, anche in assenza di vento, è assai difficile che possa essere inalato dall’apicoltore.

Pasquale Angrisani

Articolo pubblicato sulla rivista Apicultura sin Fronteras – n.96 – mayo de 2018

Info Pasquale Angrisani

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4 Commenti

  1. Vorrei avere la certezza di quello che ho letto nell’articolo. Il nitrato di ammonio è quello che si usa in agricoltura come fertilizzante che si vende nei consorzi agrari.

    • Il nitrato d’ammonio è uno dei più importanti composti azotati, usati come concime in agricoltura, che si vende nei consorzi agrari. È stabile a temperatura ambiente, ma se viene bruciato nella caldaia dell’affumicatore ad una temperatura di 170 – 260°C si decompone producendo il protossido di azoto che è un narcotico sintetico per le api.

  2. Vero 🙂 Grazie e buona giornata

  3. Ho cercato disperatamente nei consorzi agrari il nitrato di ammonio, non lo si trova quasi mai puro. Con una ricerca in internet ho scoperto che è il reagente principale nelle buste di ghiaccio istantaneo, molto più facilmente reperibile in farmacia e in quantità più che sufficiente per scopi apistici (150 gr per busta).

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