giovedì , 21 Gennaio 2021
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Apis mellifera Ligustica Spinola
Foto di Luca Mazzocchi.

La rumorosa prigionia delle api regine.

L’ape regina ronza molto forte – un “toot” – nell’alveare per informare le api operaie che hanno una regina fertile e attiva e che devono proteggerla dalle sue rivali. A dirlo è il nuovo studio “The prediction of swarming in honeybee colonies using vibrational spectra”, pubblicato su Scientific Reports da un team di ricercatori britannici della Nottingham Trent University, francesi dell’Institut National de Recherche en Agriculture, Alimentation et Environnement (INRAE) e belgi del Centre Apicole de Recherche et d’Information – CARI, che spiega che le api regine vergini vengono tenute prigioniere nelle loro celle dalle operaie dell’ape regina in carica e rispondono al richiamo della monarca con un “quack”, che, i ricercatori dicono sia il loro segnale alla colonia che sono pronte e in attesa di sostituire la regina appena se ne andrà via.
E’ da tempo che le api regine “convivono” l’alveare, lo studio fa nuova luce sul perché lo fanno. Gli scienziati della Nottingham Trent University, che hanno studiato la comunicazione delle api all’interno dell’alveare – sono convinti che «Oltre a prevenire i conflitti, l’importante segnale è legato al comportamento brulicante delle api» e hanno scoperto che quando fino alla metà delle api sciamano per formare una nuova colonia seguendo la regina, «Il tooting si interrompe immediatamente, il che viene percepito dalle rimanenti operaie come un segnale per liberare la nuova leader», che smette di fare quack e inizia a fare toot.

I risultati dello studio suggeriscono anche che «Quando il ronzio quacking si interrompe completamente, la colonia sa che non ci sono regine vergini rimaste e che le api non devono sciamare di nuovo o rimarranno senza una regina».

Per realizzare lo studio sono stati inseriti sensori vibrazionali ultra sensibili – chiamati accelerometri – nel cuore degli alveari per cercare di capire, in modo non invasivo, i segnali vibrazionali prodotti dalle api, per cercare indizi che potrebbero aiutare a monitorare e prevedere il processo di sciamatura delle api. La vibrazione è una delle forme di comunicazione che le api usano per preservare la coesione delle colonie.

Usando queste informazioni, il team di ricerca è stato in grado di confrontarle con l’utilizzo dei toots e dei quack da parte delle api durante tutta la stagione della sciamatura.

I ricercatori scrivono su Scientific Reports che «Il tooting della regina è iniziato tra i 4 e i 7 giorni dopo lo sciame iniziale e un “duetto” di tooting e quacking poi è persistito fino all’uscita dello sciame finale, quando rimane l’ultima regina». Secondo loro, «I risultati dimostrano per la prima volta che l’assenza di tooting è il fattore scatenante per la colonia per liberare una nuova regina».

Martin Bencsik, ricercatore capo della School of science and technology della Nottingham Trent University ‘Università. Spiega che «La precedente interpretazione comune di questo duetto era che si trattava di un esercizio di confronto tra le regine mobili e le prigioniere in cattività. Il nostro lavoro fornisce una forte prova del fatto che il tooting e il quacking delle regine sono in realtà una comunicazione a livello di colonia per aiutare la popolazione delle operaie nell’ordinato coordinamento del rilascio delle regine. L’avanti e indietro informa la colonia che una regina è in giro libera e quante sono incapsulate nelle loro celle regina e questo consente alle api operaie di comportarsi di conseguenza. In particolare, lavorano per evitare la concorrenza diretta tra di loro. Se non fosse per le api operaie che tengono in cattività le regine vergini, verrebbero ascoltate contemporaneamente due o più regine, qualcosa che non si sente mai nelle nostre registrazioni. Il quacking indica alla colonia che le regine sono ancora disponibili per ulteriori sciami. La regina mobile e metà della colonia possono sciamare via, perché sanno che altre regine devono ancora essere rilasciate. Quando il quacking cessa, indica alla colonia che il pool di regine prigioniere si è esaurito e che tutte le api devono rimanere dove sono».

I ricercatori dicono che, utilizzando dati vibrazionali e monitorando un’alveare per un periodo di circa 10 giorni, sono anche in grado di prevedere con un alto grado di precisione se si verificherà lo sciame o meno.

Uno degli autori dello studio, Michael Ramsey della Nottingham Trent University, aggiunge che »I nostri metodi che utilizzano spettri vibrazionali ottenuti dal cuore degli alveari delle api hanno mostrato un enorme potenziale come strumento utile per gli apicoltori per monitorare la probabilità che le loro colonie sciamino. Fornendo loro informazioni continue sui preparativi per gli sciami, gli apicoltori saranno in grado di stabilire le priorità dei loro sforzi, risparmiando tempo e denaro e regolando le misure di prevenzione degli sciami per minare l’interruzione delle loro colonie, consentendo loro di svilupparsi in modo più naturale».

Yves Le Conte, direttore della ricerca all’INRAE, conclude: «Quando guardiamo una colonia di api, è sempre affascinante vedere migliaia di individui lavorare insieme per sviluppare il loro nido. La grande domanda è come lo fanno? Il nostro lavoro ha dimostrato la complessità e la bellezza della comunicazione chimica e acustica tra le api mellifere e ci ha permesso di comprendere meglio la loro capacità di comunicare insieme come una colonia. Crediamo che su questo argomento ci sia molto altro da scoprire».

Fonte: greenreport

Info Redazione

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