venerdì , 19 Luglio 2019
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Inseminazione strumentale di una regina

La spermateca 2° parte

Lettura della spermateca

Lo stato riproduttivo di una regina è rilevato dall’ombreggiatura e dalla densità della sua spermateca. L’esperienza dell’osservazione di vari esempi vi metterà in grado di riconoscere queste differenze. Una vergine e una regina feconda sono facilmente distinguibili. Inoltre potrete riconoscere se una regina è fecondata bene o male e se la riserva di sperma di una regina vecchia si è impoverita.

La presenza o meno del colore nella spermateca è dovuta alla quantità di sperma che contiene. La membrana trasparente della spermateca color cristallo chiaro è evidente in una regina vergine.

La spermateca di una regina ben cristallizzata ha il colore dello sperma maschile, che è cremoso, caffè latte, con un motivo di volute marmorizzate chiare e scure. Lo sperma tende ad ammucchiarsi in fasce ed è stipato densamente, e così si crea il motivo di volute. Un confronto fra la spermateca di una regina vergine ed una ben fecondata è dato nelle foto.

Un aspetto nuvoloso o bianco latte della spermateca indica una provvista di sperma inadeguata. Le variazioni del colore ombreggiato della spermateca indicano le differenti densità dello sperma immagazzinato.

Come regola generale, il rifornimento di sperma è insufficiente se la spermateca non mostra un colore marmorizzato di ombre contrastanti. In questo caso diventerà presto in tutto o in parte una fucaiola. Osservando la spermateca delle regina nei vari stadi della loro vita presto diventerete capaci di riconoscere il loro stato riproduttivo.

Valutazione delle regine

La valutazione delle regine è una parte essenziale dell’apicoltura. Gli apicoltori che seguono buone pratiche di conduzione e valutano le colonie una ad una, possono imparare a fare previsioni generalizzate e prendere decisioni basate sopra il sacrificio di una regina occasionale. Alcuni problemi il cui risultato è una perdita economica possono essere previsti e prevenuti.

Una semplice analisi della spermateca sul campo elimina dubbi e può essere eseguita dovunque senza speciali attrezzature. Prendere abitudine a riconoscere i vari gradi di colorazione e densità della spermateca è qualcosa che ogni apicoltore può fare.

Ogni apicoltore può fare una diagnosi sullo stato delle regine. E’ importante saper riconoscere quando una regina sta decadendo, quando la sua capacità di deporre è diminuita, quando non è più capace di soddisfare i bisogni di una colonia e deve essere sostituita. Imparare a riconoscere la condizione oggettiva di una regina sospettata di essere vergine o non buona elimina i dubbi.

Una buona conduzione richiede l’abitudine alla sostituzione delle regine non più valide o sostituite. Una regina scadente non migliora mai. Le regine di sostituzione sono spesso inferiori e nell’accoppiamento naturale le caratteristiche comportamentali selezionate si diluiscono geneticamente, e questo costa all’apicoltore una perdita di tempo, fatica e produzione.

Un uso giudizioso dell’analisi della spermateca mette l’apicoltore in grado di diventare più consapevole del grado di efficienza della regina e di prevedere e rimediare più facilmente alle situazioni problematiche, il che è un buon strumento di conduzione per mantenere apiari forti in maniera uniforme e con le caratteristiche produttive desiderate.

Conclusione

spermaL’apicoltura è cambiata tremendamente con l’introduzione della varroa. Noi abbiamo percorso la strada dei trattamenti fino al punto che la varroa, così come l’agente patogeno della peste americana, sono diventati resistenti ai trattamenti chimici di routine. In questo processo, senza rendercene conto, abbiamo mantenuto la vulnerabilità dell’ape e selezionato generazioni di acari ed altri agenti patogeni sempre più virulenti.

Noi stiamo entrando in una nuova era dell’apicoltura focalizzata sul miglioramento della razza. Il cambiamento consiste nel selezionare ed allevare api che siano produttive e naturalmente resistenti alle varie malattie; e per realizzarlo è essenziale una conoscenza di base del rapporto fra biologia ed allevamento dell’ape.

Il genetista Rob Page descrive l’allevamento dell’ape come un pallone. La pressione applicata su un punto causa la fuoriuscita di cose inaspettate in altri luoghi. La complessità e le dinamiche del comportamento dell’ape da miele presenta una serie di ostacoli unica. Noi stiamo incominciando a scoprire solo ora le sfumature di come tutto questo funziona.

I principali progressi in agricoltura sono dovuti alla realizzazione di programmi di selezione negli animali e nelle culture. L’industria apistica non ha raggiunto gli stessi risultati. La maggior parte dei programmi di selezione genetica in apicoltura fanno affidamento sull’imparentamento per fissare tratti ed ottenere partite uniformi; ma poiché le api da miele sono particolarmente sensibili all’imparentamento a causa del loro sistema riproduttivo aplo-diploide, questa operazione presenta limiti particolari.

La diversità e la flessibilità nell’espressione dei tratti comportamentali, sono ciò che permette al superorganismo ape da miele di ottenere i migliori risultati. Partite di regine da produzione devono essere selezionate tenendo conto di molti caratteri contemporaneamente. Le caratteristiche che sono economicamente interessanti sono comportamentali, poligeniche (cioè controllate da molti geni) e fortemente influenzate dal rapporto con l’ambiente; e ciò rende il processo di valutazione più difficile.

Un altro fattore che complica le cose è l’impossibilità di controllare l’accoppiamento. E’ impossibile mantenere partite selezionate quando le regine si accoppiano con molti maschi di origine genetica sconosciuta. Sono necessarie aree di accoppiamento isolate e saturate con maschi selezionati, e/o deve essere usata anche l’inseminazione strumentale. I programmi di allevamento inoltre sono un lavoro intensivo, richiedono uno sforzo specializzato e un impegno a lungo termine.

Noi abbiamo una conoscenza della genetica e dei meccanismi di eredità che è ancora di base e siamo allo stadio d’infanzia dell’allevamento dell’ape. Le ricerche che sono state fatte fino ad ora sono focalizzate sullo studio di singoli tratti specifici. Sono state allevate partite con caratteristiche particolari, come la resistenza alla varroa, che possono essere usate per trasferire tratti di resistenza agli apiari commerciali; e questo è un primo passo. Comunque non ci sono molte informazioni disponibili per gli apicoltori su come sviluppare e condurre programmi pratici di allevamento.

Il programma Page-Laidlaw di allevamento delle api in una situazione di popolazione chiusa probabilmente offre gli strumenti più pratici ed efficaci per il miglioramento di partite commerciali (Page & Laidlaw, 1982). Il loro libro Quenn rearing & bee breeding copre le basi tecniche.

L’interesse crescente fra gli apicoltori nell’avviare programmi di allevamento delle api e lo sviluppo da parte della comunità scientifica di nuove tecnologie e metodologie per migliorare partite commerciali, presenta la possibilità di un futuro molto interessante. L’intenzione di questo articolo è fornire una piccola introduzione e retroterra di base per gli elementi principali che riguardano l’allevamento pratico delle api. La disponibilità di una notevole quantità di partite di alta qualità fornirà la soluzione migliore e più duratura per i nostri problemi correnti, ed è essenziale per un sano futuro della nostra industria.

Prima parte

La spermateca di Susan Cobey (Traduzione di Gabriele Milli, dall’American Bee Journal, marzo 2003) Uscito in Apitalia.

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