sabato , 21 ottobre 2017
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Melario pieno di miele e api

Lavori del mese di giugno

In questo mese al nord continuano i raccolti, mentre al sud si pensa alla smielatura, e dopo il raccolto del castagno, per gli apicoltori esperti il nomadismo diventa più frenetico. Durante la raccolta del miele si consiglia di tener separato il miele di origine animale e vegetale qualitativamente scadente, dal miele chiaro o scuro.

Il prelievo del miele dai melari va fatto quando è maturo, cioè quando è opercolato per almeno tre quarti. Per capire se il miele è maturo, anche se non è opercolato, si può fare una prova empirica: si prende un favo di miele non opercolato e si scuote energicamente, se non escono goccioline di miele dalle cellette allora è maturo. Vi è anche uno strumento, detto mielometro, che misura il grado di umidità nel miele.

Le grandi aziende apistiche per raccogliere il miele, una volta alzato il melario e appoggiatolo in verticale sull’alveare, utilizzano un soffiatore che genera aria compressa che viene immessa attraverso un tubo flessibile sui telaini che devono essere liberati dalle dalle api.

I piccoli apicoltori invece usano l’apiscampo, attrezzo che permette di far transitare le api in un solo senso, e che va inserito tra il nido e il melario tanti giorni prima quanti sono i melari da togliere da sopra il nido. I melari non devono presentare buchi o fessure, altrimenti non essendo più presidiati dalle api sono soggetti a facili attacchi dalle api saccheggiatrici.

Se si è usato l’escludi regina, non troveremo covata nel melario e possiamo togliere i telaini senza problemi. Le poche api rimaste sui favi saranno allontanate con una spazzola a setole lunghe che, quando non si utilizza, è costantemente bagnata in un secchio d’acqua, per evitare pericoli di saccheggio. Se durante il prelievo dei favi troviamo ancora api nel melario si possono essere verificate due cause.

La prima causa può essere che l’apiscampo l’abbiamo posto al rovescio, la seconda è che non è stato usato l’escludi regina e vi è covata nel melario, in questo caso i telaini contenenti covata non vanno prelevati ma lasciati sull’alveare fino a quando sono liberati dalla covata. In seguito, il miele raccolto da questi telaini che hanno contenuto covata, non va mischiato con il miele prelevato con l’ apiscampo.

Il miele dovrà essere usato per l’alimentazione delle api o per pasticceria. I melari possono essere prelevati in qualsiasi momento della giornata, avendo l’unica accortezza di non far sgocciolare il miele, perché le api saccheggiatrici in questo mese sono sempre in agguato, ma di portarli subito in laboratorio o accatastarli sul mezzo di trasporto debitamente coperti con dei panni umidi.

Terminato il lavoro di smielatura, i melari vanno restituiti alle api, se vi è ancora un altro raccolto; altrimenti si fanno solo pulire dalle api, per poi accatastarli in magazzino proteggendoli dalla tarma della cera, con anidride solforosa.

In questo mese a causa delle alte temperature, le api sono continuamente attaccate dai predatori, che vanno tenuti sotto controllo tramite trappole. Durante il raccolto del castagno è possibile creare sciami artificiali, perché la loro formazione è più redditizia, rispetto a un melario di miele di castagno raccolto.

In questo mese si rafforzano gli sciami artificiali che stentano a partire, inserendo telaini di miele opercolato e covata, questo favorirà il superamento della stagione invernale.

Pasquale Angrisani

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