venerdì , 21 settembre 2018
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Api che bevono l'acqua

Lavori del mese di marzo

Da adesso in avanti sia per le api e sia per l’apicoltore incomincia il lavoro vero e proprio in apiario.

Le api si affrettano ad effettuare i bisogni fisiologici, per scaricare l’ampolla rettale, per pulire gli alveoli e il fondo dell’alveare dai residui di opercoli o altri materiali caduti durante l’inverno.

Possiamo aiutare le api a pulire il fondo con un raschietto, per rimuovere le api morte ed eventuali residui caduti durante l’inverno. Un aiuto più sostanzioso lo possiamo dare travasando le famiglie con tutti i telaini in un’altra arnia, cosi da poter sostituire le arnie rotte, fradicie e piene di umidità interna dovuta alla condensa invernale, o all’entrata di acque di pioggia dovuta ad un errata inclinazione degli alveari sui supporti.

Questo è il periodo adatto per effettuare anche i travasi dalle arnie rustiche a quelle razionali, poiché negli alveari vi sono poche api, scorte e molte risorse esterne disponibili.

Prima di accingersi ad effettuare la prima visita interna al nido, se non è stata fatta nel mese precedente, va controllata dapprima l’intensità del volo delle api bottinatrici e se trasportano il polline, da questo possiamo capire già la vitalità della famiglia.

Poiché in marzo avviene un incremento di mortalità delle famiglie, uscite dall’inverno senza scorte o malate, è preferibile quando si verifica di consultare l’esperto apistico della zona in caso contrario prendere un campione di api o un pezzo di covata e spedirli ad un laboratorio specializzato che farà le opportune analisi.

I telaini trasparenti vanno controllati scrupolosamente e se non presentano sintomi di malattie vanno portati in laboratorio è protetti contro la tarma della cera, che in questo periodo con l’innalzarsi delle temperatura gli attacchi diventano più virulenti.

Una volta aperti gli alveari vanno controllate le quantità delle scorte, la compattezza e l’estensione della covata indice anche della qualità della regina. In questo mese se le scorte scarseggiano gli alveari vanno nutriti con sciroppo, che serve a stimolare la regina a deporre. La quantità di sciroppo deve essere pari a quello che le api riescono a consumare nell’arco della giornata, per evitare che se resta nei nutritori fermenti o venga immagazzinato nei favi adulterando il nettare raccolto dalle api.

Durante la fornitura dello sciroppo bisogna stare attenti a non lasciarlo in giro, per evitare il richiamo delle api saccheggiatrici, specialmente se le risorse esterne non sono ancora disponibili. Le entrate degli alveari, che contengono famiglie che coprono all’incirca tre o quattro favi, vanno ridotte per evitare rischi di saccheggio da parte degli alveari forti.

Se durante i controlli si trovano famiglie orfane, si consiglia di inserire regine feconde in modo da dare la possibilità alle famiglie di riprendersi velocemente, in alternativa si possono riunire ad altre famiglie deboli per evitare di perdere, oltre la produzione di miele, anche materiale biologico.

Se troviamo favi vuoti di colore scuro, tendenti al nero e se messi in controluce hanno perso la loro trasparenza vanno sostituiti per rinnovare i favi del nido.

In questo mese s’incomincia ad allargare il nido, ristretto nella fase di preinvernamento o invernamento, fornendo telaini contenenti fogli cerei che vanno posizionati tra l’ultimo telaino di covata e uno di scorte, per dare la possibilità alle api ceraiole, numerose in questo periodo, di sfogarsi nella costruzione dei favi.

A secondo del programma dell’apicoltore, se le famiglie sono uscite in condizioni ottimali dall’inverno o si sono riprese abbastanza, al Sud si possono incominciare a fare gli sciami artificiali e si devono controllare assiduamente gli alveari forti, per impedirli di sciamare. Per avere un raccolto abbondante dobbiamo nutrire le famiglie ininterrottamente, con sciroppo zuccherino, almeno quaranta giorni prima di una imminente fioritura.

Pasquale Angrisani

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Un commento

  1. molto positivo l’articolo , terrò in seria considerazione ciò che è stato detto in maniera molto professionale. Grazie!

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