giovedì , 13 Agosto 2020
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Apicoltore che ispeziona un favo

Lo sciame artificiale classico

E’ il capostipite di tutti gli altri metodi, che sono delle varianti a quello classico. La formazione dello sciame artificiale classico è molto semplice e si perde nella notte dei tempi, si può applicare all’inizio della stagione apistica su quelle famiglie che sono uscite ottime dall’invernamento, prima o dopo un raccolto o per ridurre la sciamatura naturale nelle famiglie forte.

S’inizia in questo modo: Una volta individuato l’alveare forte con abbondante covata ed esente da malattie si procede alla sua divisione lasciando nell’alveare e nell’arnietta telaini di provviste coperti di api e covata in tutti gli stadi e  in parti uguali.

Durante la formazione dello sciame, la parte superiore dell’arnietta dovrà essere sempre aperta, per evitare che chiudendo in continuazione il coprifavo le api, possono rimanere schiacciate e che vedendo la luce a intermittenza si possono alzare in volo indebolendo i telaini coperti d’api.

Non sapendo in quale famiglia capiterà la regina, dopo le manipolazioni dei favi, si deve lasciare in ambedue le famiglie almeno un telaino con covata aperta con meno di 24 ore di vita per far sì che le api per induzione naturale possono allevare le celle reali nella famiglia orfana.

Fatto questo lo sciame sarà spostato in un’altra postazione distante almeno sei kilometri dal posto originario, per evitare lo spopolamento delle api bottinatrici e durante il trasporto il fondo grigliato dell’arnietta deve essere aperto per favorire l’areazione.

L’alveare salassato va ristretto con un diaframma e nutrito abbondantemente con sciroppo.

Gli svantaggi di questo metodo sono:
  • Il tempo e il lavoro che comportano lo spostamento degli sciami artificiali in un’altra postazione distante almeno sei Kilometri;
  • La disponibilità del terreno in un’altra località, dove far sostare gli sciami, almeno per il tempo di fecondazione delle regine;
  • Il mancato raccolto, poiché la famiglia madre scende al disotto del suo potenziale produttivo;
  • Nelle successive visite di controllo, non sapendo in quale famiglia è la regina madre, si è costretti a visitare sia l’alveare di partenza e sia lo sciame artificiale, distante sei kilometri dalla sede aziendale, per controllare la costruzione delle celle reali e l’eventuale fecondazione della regina.
I vantaggi di questo metodo sono:
  • La rapidità nella formazione dello sciame artificiale, perché non si deve ricercare la regina nell’alveare madre;
  • Non si corre il rischio di trasmettere malattie ai futuri sciami artificiali, perché operiamo su un unico alveare;
Vi sono alcune varianti al metodo classico:
  1. Si possono prelevare dall’alveare di partenza al massimo tre favi coperti di api e covata in tutti gli stadi, mentre gli altri due favi pieni di provviste saranno presi in altre famiglie o in magazzino.
  2. Si possono prelevare per non ridurre ulteriormente il potenziale produttivo della famiglia, favi da più alveari e riunirle in un unico sciame. Le api non si combattono tra di loro, a causa della pluralità di odori che sono provvisti i telaini e la loro nuova arnietta.

Con queste piccole varianti, le regine resteranno nell’alveare di partenza e continueranno a deporre senza sosta e gli alveari che forniranno i telaini non saranno ridotti sotto la loro potenzialità produttiva, anzi ne trarranno giovamento, perché li abbiamo indeboliti tanto da non farli sciamare.

Pasquale Angrisani

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2 Commenti

  1. Franco Alessandro Guarnieri

    Salve, ho letto un suo articolo del 4/01/2009 “Lo sciame artificiale classico”. Formato lo sciame, e quindi due alveari anzichè uno, invece di spostarne uno a 6 Km, non si possono accostare i due (stesso colore) in modo che ognuno occupi metà dello spazio in qui era posto l’alveare iniziale? operando così credo che ritornando alla base, le api bottinatrici possano entrare in egual misura nei due alveari. Grazie

    • Pasquale Angrisani

      Il sistema da lei descritto è usato da molti apicoltori, anche se gran parte delle bottinatrici ritornano nel nucleo dove si trova la regina. Per ovviare a questo inconveniente, dopo alcuni giorni, si devono invertire i nuclei per pareggiarli.

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