giovedì , 21 Gennaio 2021
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lotta alla varroa

Lotta alla Varroa: il trattamento risolutivo in assenza di covata

 La strategia di lotta all’ acaro da attuarsi, in collaborazione e con l’assistenza di Associazioni e Servizi di Medicina Veterinaria delle A.S.L., è composta da due trattamenti: uno, da attuarsi in estate possibilmente entro il mese di agosto, ha la funzione di eliminare un numero di acari tale da permettere alla famiglia di giungere al trattamento successivo con un livello di infestazione accettabile (trattamento “tampone” in presenza di covata), l’altro, da effettuarsi in autunno prima dell’invernamento, ha lo scopo di ripulire definitivamente l’alveare (trattamento “risolutivo” in assenza di covata), anche se, purtroppo, la farmacoresistenza, l’efficacia comunque inferiore al 100% e il fenomeno della reinfestazione fanno sì che nessuno tra i trattamenti attualmente in uso possa definirsi realmente definitivo, permettendo di fatto alla famiglia ma anche all’ acaro di sopravvivere.

E’ importante non sottovalutare la necessità di effettuare regolarmente entrambi i trattamenti, anche se gli alveari non sembrano fortemente infestati (poche o nessuna varroa nel fondo mobile): non fare il trattamento tampone perché le api sembrano pulite, perché c’è ancora importazione o perché ormai ci si è protratti in là nella stagione e sembra valga la pena di fare un solo trattamento risolutivo può significare arrivare a novembre con un livello di infestazione non visibile ma in grado di condizionare la sopravvivenza invernale o lo sviluppo primaverile della famiglia. Non effettuare il trattamento tampone significa vanificare il trattamento risolutivo, che se non effettuato porta nella maggior parte dei casi alla morte della famiglia.

varroaDi seguito riportiamo alcuni punti fondamentali da osservare al fine di effettuare con il maggior profitto possibile il trattamento risolutivo in assenza di covata, rimandando, per quanto concerne i prodotti da utilizzare e i relativi tempi e modalità alle “Indicazioni operative per la lotta alla varroasi”, emanate dal Servizio Veterinario.
Data l’importanza del trattamento antivarroa e le singolari caratteristiche di diffusione dell’ acaro, si raccomanda tuttavia agli apicoltori di rivolgersi alle Associazioni o ad esperti apistici qualificati, in grado di valutare le singole situazioni anche alla luce di elementi variabili quali le condizioni morfologiche e climatiche di un determinato areale o le diverse strategie di lotta operate in passato.

  1. Controllare la situazione sanitaria della famiglia e l’infestazione contando le varroe. Controllare la situazione sanitaria ed effettuare la diagnosi significa poter valutare il livello di infestazione media degli apiari per poter utilizzare nella maniera più corretta il metodo di lotta più opportuno. Si possono contare le varroe utilizzando l’apposito fondo in lamiera o adattando un fondo provvisorio in cartone, evitando sprechi inutili quanto dannosi di principio attivo. Attenzione: sottovalutare la presenza dell’acaro comporta la mancanza di una corretta diagnosi, il che potrebbe essere ancora più pericoloso.
  2. Effettuare i trattamenti solo in assenza di covata. Al fine di non danneggiare le famiglie più di quanto possa farlo la varroa, è necessario effettuare i trattamenti solo in assenza di covata, condizione per la quale i trattamenti sono stati ideati e testati. Applicare il principio attivo quando è ancora presente covata significa permettere la sopravvivenza, all’interno delle cellette ancora opercolate, di una parte di varroe in grado di moltiplicarsi.
  3. Trattare con temperature adeguate. L’efficacia del trattamento potrebbe essere vanificata dalle condizioni ambientali, in particolare dalla temperatura che, per un trattamento ottimale, dovrebbe essere compresa, e possibilmente costante, tra i 10 e i 25 C”.
  4. Contemporaneità dei trattamenti. E’ molto importante, per il buon esito dei trattamenti, trattare contemporaneamente tutti gli alveari di uno stesso apiario e, possibilmente, tutti gli apiari di uno stesso areale. La contemporaneità dei trattamenti effettuati da tutti gli apicoltori di un area geografica rappresenta l’unico mezzo per evitare la reinfestazione degli alveari.
  5. Maneggiare con prudenza i prodotti chimici. Utilizzare sempre guanti monouso, mascherina per il viso e, se necessario, occhiali protettivi, attenendosi sempre scrupolosamente alle dosi indicate. I principi attivi utilizzati sono nocivi per l’uomo e possono contaminare cibi e bevande.
  6. Rivolgersi alle Associazioni. Rivolgersi alla propria Associazione per reperire i prodotti ma soprattutto per informazioni e chiarimenti da parte degli esperti apistici, anche in presenza del più piccolo dubbio.

MariaElena Caminada
Fonte: “Apinforma anno IX n. 5”

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