lunedì , 26 Ottobre 2020
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Lotta alla Varroasi in Trentino proposte di intervento anno 2020

Dopo la stagione disastrosa del 2019, il 2020 non è stata una annata brillante anche se localmente le produzioni di miele sono state se non buone, soddisfacenti. La primavera non ha registrato gravi ritorni di freddo e quindi situazioni di emergenza per le colonie, soprattutto dal punto di vista della loro alimentazione.

L’aridità della prima parte della primavera e le prolungate piogge ed i correlati abbassamenti di temperatura (specialmente notturna) di fine maggio e inizio giugno hanno però complicato notevolmente l’accesso ad alcune grandi fioriture come acacia, castagno e tiglio e le api in molti casi non sono riuscite ad accumulare adeguate scorte nei nidi.

Si sono osservati inoltre rallentamenti se non temporanee interruzioni nella deposizione di covata e questo può aver influito sull’infestazione di Varroa nelle colonie. Da quanto riportato in genere dagli apicoltori a fine giugno, non sembra che ci siano infestazione particolarmente gravi da Varroa. In ogni caso i trattamenti estivi non sono certamente da ritardare per non mettere a rischio la salute delle colonie e la loro predisposizione ad un adeguato invernamento.

Lo stato di moderato benessere delle colonie può comunque permettere agli apicoltori di scegliere con maggiore tranquillità le più idonee strategie di difesa, considerando che con tecniche come il blocco di covata, si può iniziare il trattamento estivo continuando per almeno 3 settimane la raccolta di miele, specie alle quote in cui le fioriture o le melate saranno ancora presenti. Il blocco della covata e le altre tecniche apistiche, abbinate all’uso di Acido ossalico, si sono infatti rivelate negli anni le soluzioni più razionali ed efficaci nel controllo della Varroa ma anche nella gestione estiva delle colonie. Nella scelta di queste tecniche si deve però tenere conto della locale situazione ambientale ed ovviamente del grado di infestazione delle colonie. I diversi metodi e le modalità di scelta, e di combinazione di più tecniche e prodotti acaricidi, sono già stati illustrati negli anni scorsi nei bollettini emanati congiuntamente da FEM ed APSS. Se invece si intende basare il controllo della Varroa solo sull’uso di sostanze acaricide, negli ultimi anni le possibilità si sono ampliate ed i prodotti a disposizione degli apicoltori sono numerosi ed adeguatamente testati.

Sia per quanto riguarda le sostanze acaricide ammesse per l’uso in apicoltura che per il panorama delle tecniche apistiche, non si registrano novità per la stagione 2020 e quindi quanto consigliato ed esposto nel Fondazione Mach Notizie Apicoltura n. 1 del 2019 resta valido e viene dunque riproposto, sia nei concetti preliminari che nelle modalità di attuazione. Occorre ancora una volta ricordare però che un singolo apicoltore non deve rigorosamente applicare la stessa strategia in tutti i suoi apiari e nemmeno in ognuno di questi; come verrà ulteriormente precisato l’importante è che all’interno di ogni apiario le tempistiche di azione delle strategie adottate siano le medesime.

Un altro consiglio importante è quello di non adottare su tutti i propri apiari una sostanza o una tecnica apistica (specialmente se complessa) non personalmente sperimentata in precedenza, a meno che non si operi sotto la supervisione o il consiglio dei locali esperti apistici o di apicoltori che la adottano da più tempo.
Vista l’ampia scelta di prodotti e soluzioni autorizzate ed ufficiali, è del tutto inutile, contro-producente ed illegale utilizzare sostanze non ammesse in Italia o che vengano proposte come integratori e sanificanti ma col preciso scopo di utilizzarle per controllare la Varroa. Nei negozi on-line è un continuo fiorire di prodotti che velatamente o meno dichiarano un’efficacia, alle volte miracolosa, contro questo grave parassita. Non ci sono prodotti miracolosi non ammessi agli apicoltori italiani e inoltre non vale assolutamente la pena affidarsi a sostanze non adeguatamente testate sia per quanto riguarda la salute delle api che dei consumatori.
Si ricorda inoltre che i trattamenti per combattere la Varroa (almeno due a stagione) sono obbligatori e che i servizi veterinari di APSS, come richiesto dal Ministero della Salute con specifica circolare, debbono fare delle visite in apiario per verificare l’effettuazione dei trattamenti con prodotti autorizzati e la loro efficacia.
I riferimenti per le pubblicazioni FEM citate sono elencati alla fine di questo notiziario.
Si consiglia inoltre di consultare le Linee guida per il controllo dell’infestazione da Varroa destructor – 2020, elaborato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.
Clicca qui per leggere quale strategia adottare.

Info Redazione

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