martedì , 20 Agosto 2019
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La Corte dell’Unione europea, si pronuncia su causa apicoltore bavarese

“Il polline del mais ‘Mon810′, non vitale, e dunque inidoneo a fecondare, non e’ un organismo vivente e, pertanto, non puo’ essere considerato un ogm”. Tuttavia “la presenza involontaria nel miele, anche in minime quantita’, di polline della varieta’ di mais ‘Mon810′ ha per conseguenza che tale miele dev’essere soggetto ad un’autorizzazione all’immissione in commercio”, perche’ diventa comunque ‘modificato’.

Lo ha stabilito l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Yves Bot. Come spiega nelle sue motivazioni della decisione, “il fatto che il polline di cui trattasi provenga da un ogm autorizzato all’emissione deliberata nell’ambiente e la circostanza che taluni altri prodotti derivati da tale ogm possono essere legalmente commercializzati come prodotti alimentari, non sono determinanti in quanto il miele che contiene tale polline non e’ stato oggetto di autorizzazione” conformemente al regolamento in vigore.

La decisione riguarda la causa tra l’apicoltore Karl Heinz Bablock e la Freeistaat Bayern. Nel 1998, ricorda l’organismo di giustizia Ue, la Monsanto ha ottenuto un’autorizzazione all’immissione in commercio del mais geneticamente modificato della linea ‘Mon810′. Il Freistaat Bayern (Land della Baviera, Germania) e’ proprietario di diversi terreni sui quali negli ultimi anni e’ stato piantato a scopi di ricerca il mais ‘Mon810’.

Nel 2005, in un campione di polline di mais raccolto da Bablok in alveari posti a una distanza di 500 metri dai terreni del Freistaat Bayern, “e’ stata riscontrata la presenza, da un lato, di dna di ‘Mon810’, e dall’altro, di proteine geneticamente modificate”. Inoltre, anche il miele di Bablok presentava in alcuni campioni, “modesti” quantitativi di dna di ‘Mon810′. Cio’ ha indotto Bablok ad avviare procedimenti contro il Land della Baviera davanti alle autorita’. L’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Yves Bot, ha constatato che “sia il miele in cui e’ riscontrabile la presenza di polline di mais ‘Mon810′, sia gli integratori alimentari a base di polline contenenti polline della medesima varieta’ di mais sono alimenti prodotti a partire da ogm”.

Tale polline, sostiene Bot, “costituisce un ingrediente, in quanto e’ utilizzato nel processo di preparazione di tali prodotti apicoli e i prodotti finiti ne contengono a loro volta tracce”. Nell’ambito della causa tra Bablock e il Land della Baviera l’avvocato generale della Corte di giustizia Ue precisa che “un alimento che contiene materiale di una varieta’ vegetale geneticamente modificata deve sempre essere qualificato come prodotto a partire da ogm”, e questo “indipendentemente dal fatto che tale materiale sia stato incluso intenzionalmente o meno in detto alimento”.

Infatti, spiega Bot, “il rischio che un alimento geneticamente modificato puo’ comportare per la salute umana prescinde dalla consapevolezza o meno dell’introduzione di tale materiale derivante da una varieta’ vegetale geneticamente modificata”.

aiol.it

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