lunedì , 19 novembre 2018
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Riunione con doppio travaso

Uno dei problemi a cui spesso vanno incontro gli apicoltori, specie i meno esperti, è quello della riunione di due ed anche tre famiglie deboli per formarne una forte e, stagione permettendo, subito produttiva.
Al riguardo i libri suggeriscono vari sistemi quali quello della farina di fiore sparsa sui telaini e sulle api, quello della pagina di giornale e quello dell’escludiregina con alveari sovrapposti. Da me sperimentati si sono dimostrati brigosi e soprattutto non danno risultati certi. Il metodo della farina spesso presenta uno spettacolo sconsolante con decine e decine di api morte in mezzo a cumuli di farina sul fondo dell’alveare. Le sopravvissute, inoltre, sono costrette ad un superlavoro di pulizia delle celle e di tutte le fessure. Quanto ai metodi di sovrapposizione degli alveari, questi non sono attuabili se si dispone di arnie a fondo fisso.

Un sistema rapido, sicuro, di facile esecuzione e che può essere attuato in qualunque periodo è quello, da me chiamato, del «doppio travaso».
Per attuarlo i preliminari sono gli stessi degli altri tipi di riunioni. Cioè, gli alveari da riunire devono essere vicini se si vuole evitare la perdita delle bottinatrici che, altrimenti, non trovando più nella posizione abituale la propria dimora, entrano nelle altre.

Per la riunione con doppio travaso si opera così: un’arnia vuota, nuova o che non contenga api da almeno qualche mese, viene collocata in quella che sarà la sua sede definitiva. Poi in quest’ultima si mettono da un lato i telai con una famiglia e dall’altro quelli con l’altra famiglia in modo che al centro vengano liberamente a contatto, naturalmente dopo aver eliminato la regina peggiore.
Si chiude poi con il coprifavo sopra al quale si mette un nutritore con sciroppo zuccherino. Uno o due giorni dopo, se la stagione lo permette, si può aggiungere un melario. Nel caso fossero stati uniti due o tre sciami con fogli cerei nuovi ed appena iniziati dalle api, bisognerà nutrire un paio di volte in più.
Questo metodo di riunione dà ottimi risultati in quanto le api, trovandosi in un alveare privo del loro odore e quindi non riconosciuto come proprio, non hanno un comportamento bellicoso nei confronti delle api dell’altra famiglia,
Inoltre il nutritore di sciroppo zuccherino attira tutte le api. Queste scambiandosi il cibo per trofallassi assumono tutte il medesimo odore diventando così parte di un’unica forte famiglia.

Stefano Tonelli

Info Redazione

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