mercoledì , 19 Giugno 2019
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Particolare di una galla di cinipide del castagno

Segnalata la ricomparsa del cinipide del castagno

Questa primavera è ricomparso in Valle d’Aosta, dopo quattro anni di tregua, il cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus).

Si tratta di un insetto ‘divoratore’ di clorofilla dell’ordine degli imenotteri detto galligeno perché induce la comparsa di ingrossamenti tondeggianti detti ‘galle’ su germogli e foglie delle piante colpite nei quali la sua larva compie il ciclo vitale. Particolarmente dannoso per il castagno e specie affini per cui ne viene considerato l’insetto più nocivo a livello mondiale a causa del veloce deperimento delle piante che attacca. Il cinipide attacca i germogli delle piante ospiti causando la formazione di galle, arrestandone la crescita vegetativa e provocando una riduzione della fruttificazione. Infestazioni gravi possono portare al deperimento della pianta.

Dopo il ritrovamento ufficiale avvenuto nella nostra regione nel 2011, il parassita è stato combattuto con successo attraverso l’uso dell’insetto utile Torymus sinensis, un parassitoide introdotto per la prima volta nelle zone castanicole valdostane dall’Amministrazione regionale in collaborazione con l’Università di Torino e il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

La ripresa massiccia di galle contrata quest’anno dimostra che esiste un ciclo preda-predatore con fluttuazioni che in determinati casi possono essere a favore del cinipide.

Trattandosi di fenomeni biologici soggetti a dinamiche complesse e dipendenti anche da fattori esterni (es. climatici), l’evoluzione del rapporto tra i due insetti non era completamente prevedibile, benché ritenuta probabile, in quanto già manifestatasi in Giappone qualche decennio fa dopo un primo successo della lotta biologica.

Sulla base dei primi controlli dell’Ufficio Servizi fitosanitari effettuati su galle raccolte nella primavera 2019, risulta che l’insetto utile Torymus sinensis è ancora ben presente in natura con percentuali di colonizzazione che variano dall’8% al 70% e pertanto non si ravvisa la necessità di fare nuove introduzioni.

Per favorire un nuovo equilibro a favore di Toymus sinensis e raggiungere al più presto un risultato nella lotta, che si presume potrà manifestarsi nell’arco di uno/due anni, è fondamentale non rimuovere le galle che si sono formate questa primavera o bruciare le galle secche (nidi del cinipide) che rimarranno sui rami in autunno in quanto contengono anche l’insetto antagonista già attivo e non effettuare alcun trattamento insetticida né sui castagni, né in prossimità degli stessi.

Va comunque sottolineato che il recupero produttivo dei castagneti dai danni causati dal cinipide richiede anche specifici interventi da parte dell’uomo, quali, ad esempio, potature per l’eliminazione dei rami secchi (badando a non distruggere le galle che devono essere lasciate nel bosco), o dei rami affetti da cancri virulenti e per la rinnovazione delle chiome o apporti di sostanze nutritive.

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