martedì , 17 luglio 2018
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Un sistema di monitoraggio nell’alveare

Oldooz Pooyan, studentessa di ingegneria dei sistemi meccatronici della Simon Fraser University in Canada, ha ideato un sistema di monitoraggio intelligente che mette gli apicoltori in grado di controllare gli alveari costantemente per capire quello che accade alle api senza in alcun modo disturbarle.

Si tratta di una piattaforma ad alta tecnologia dotata di una serie di sensori di piccole dimensioni e microfoni utili a monitorare i suoni all’interno dell’alveare, importanti ad esempio ai fini della valutazione del benessere degli insetti sono i cambiamenti nel ronzio dell’ape, sia in termini di frequenza che di volume.

Il dispositivo si compone anche di schede per il controllo della temperatura e dell’umidità.

Il sistema diapi monitoraggio1 monitoraggio si installa lungo una delle pareti dell’arnia in modo tale che, raccogliendo costantemente tutti i dati utili, possa segnalare eventuali anomalie tra cui malattie delle api o morte della regina. In questo caso gli apicoltori vengono avvisati tempestivamente in modo da poter intervenire subito per arginare il problema e salvare le api.

Si tratta quindi di un modo efficace e non invasivo per monitorare grandi quantità di api, le cui attività possono essere seriamente interrotte (anche per 24 ore) ogni volta che un alveare viene aperto per mettere in atto gli attuali metodi di monitoraggio delle malattie degli alveari.

Il progetto è stato ideato in risposta al misterioso declino delle api negli Stati Uniti e in tutta Europa. Negli ultimi dieci anni la popolazione delle api del Nord America è infatti diminuita del 30% e si cerca quindi di trovare dei sistemi per arginare questo pericoloso fenomeno. Se le api continuano a diminuire, infatti, si rischia un impatto importante sia sull’impollinazione delle colture sia sull’ambiente nel suo complesso, bisogna dunque capire perché sta accadendo questo e trovare una soluzione.

Il progetto di Pooyanfar si inserisce in questo scenario con la speranza di poter contribuire, su una scala macro, a capire quali sono i problemi principali che devono affrontare le api, sulla microscala invece diventare uno strumento prezioso per i singoli apicoltori.

Finora i sensori sono stati installati solo su due alveari, forniti dalla compagnia Chilliwack Worker Bee Honey, ma è necessario indubbiamente sperimentare il meccanismo su un campione più ampio per valutarne le reali possibilità.

Francesca Biagioli

Info Redazione

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