martedì , 22 agosto 2017
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Esemplare di vespa velutina in 3d

Vespa Velutina …. difendersi dall’invasione

Il Calabrone asiatico (Vespa velutina) ha invaso l’Europa nel 2004 uccidendo, al suo passaggio, api e molte altre specie di insetti impollinatori. Rappresenta una nuova minaccia per l’apicoltura, l’agricoltura, la biodiversità e quindi mettendo in serio rischio l’equilibrio ecologico.

E’ arrivata per la prima volta in Francia probabilmente attraverso i rapporti commerciali con il Sud-Est Asiatico ed attualmente è presente in gran parte del territorio Europeo ed è in continua espansione…

Sembrerebbe che, purtroppo, siano ancora responsabili le attività antropiche.

Particolari condizioni ecologiche possono favorire l’evoluzione di nuove caratteristiche fisiche (taglia, peso, ampiezza delle ali etc.) che, a loro volta, possono influenzare la velocità di volo di questi insetti e dunque favorirne la dispersione a lungo raggio.

Essendo predatore di insetti impollinatori (api, bombi, farfalle etc.) sta mettendo in serio rischio la capacità riproduttiva di migliaia di specie di piante in Europa.

Ormai abbiamo visto i danni che sta arrecando all’apicoltura ligure e possiamo affermare che la velutina è un efficientissimo cacciatore di api.
Quando questo predatore tiene sotto assedio gli alveari le api smettono di uscire per raccogliere il cibo (nettare e polline) necessario per nutrire la famiglia e di conseguenza la colonia si indebolisce pericolosamente.

La Biodiversità è a rischio!

L’apicoltura in questi ultimi anni ha già conosciuto e vissuto tante avversità, morie apparentemente inspiegabili e cali di produzione che fanno segnare sempre di più una crisi più profonda per l’apicoltura italiana.

In Francia, a causa di Vespa velutina, sono state segnalate perdite degli alveari che arrivano fino al 50%.

L’ape è il principale insetto impollinatore. Dalla sua sopravvivenza dipende la capacità riproduttiva di almeno 130 mila specie di piante.

Charlie, Bravo, Alfa 3, Alfa 2 e Alfa 1, sono 5 i livelli identificativi in caso di allerta terrorismo usati in Europa. “Riteniamo – secondo il Presidente dell’Associazione Api e Biodiversità di Terra di Lavoro – Antonio De Matteo – che oggi l’apicoltura e la biodiversità vegetale siano in allarme “Charlie”, se possiamo usare questo estremo sistema di allerta, una situazione normale o di allarme solo ipotetico che potremo capire solo nel tempo. Abbiamo il dovere di svolgere ancora di più quel ruolo sociale – conclude De Matteo – che in silenzio gli apicoltori svolgono ogni giorno, diventando anche “sentinelle” dei territori a presidio della biodiversità, attraverso anche la collaborazione con enti di ricerca e autorità locali “.

Nel 2012 si leggeva sulle riviste nazionali del coleottero Aethina Tumida, di origine Sudafricana, che convive con una sottospecie africana di Apis Mellifera in quanto non sembra risentirne.

Nel settembre 2014, mentre ancora eravamo convinti che questo coleottero non avrebbe mai potuto arrivare in Europa, a Gioia Tauro venivano rinvenuti i primi esemplari di coleottero che solo per caso sono stati ritrovati grazie a esche dislocate per studi relativi a parassiti degli agrumi.

Ancora oggi sono ancora discordanti le ipotesi su come sia potuto arrivare il coleottero Aethina Tumida. Si può ipotizzare: attraverso un carico commerciale proveniente dall’Africa o anche attraverso il commercio materiale apistico.

Era impossibile immaginare questa invasione nel 2012 ed oggi questo nuovo nemico delle api, dal quale non sanno difendersi, risulta “confinato” per il momento in Calabria, nella zona di protezione, causando un quasi cataclisma dell’apicoltura italiana.

Questa storia, che purtroppo è ancora il presente, fa capire che occorre non aspettare che il nemico arrivi sul ns campo e ci colga impreparati. Serve puntare all’aggiornamento degli apicoltori, per renderli edotti della pericolosità, dei danni, di come poter riconoscere in tempo questi nemici prima che sia troppo tardi. Per le conseguenze che la Vespa Velutina può causare è fondamentale PREVENIRLA, conoscere le sue abitudini, saperla riconoscerla dalla sua omonima europea, la vespa cabro, ed agire per catturare le regine in dispersione di questa specie prima che possano insediarsi e creare una propria colonia.

Da un nido di calabrone asiatico infatti possono gemmare, l’anno successivo, almeno 30-40 altre colonie.

Mentre in Liguria ed in Piemonte sono attive delle squadre di monitoraggio che hanno il compito di ricercare i nidi del calabrone asiatico, riteniamo importante concentrare anche noi l’attenzione su questo rischio per non farci cogliere impreparati nell’eventualità che questo nemico giunga nelle ns regioni meridionali, il cui clima e le condizioni ambientali si prestano molto alla sopravvivenza del calabrone.

UNA REGINA CATTURATA : FINO A 3000 CALABRONI ASIATICI IN MENO

Ad ogni modo dobbiamo contribuire, svolgendo il ns ruolo anche sociale di apicoltori, ossia sentirsi anche “guardiani dei territori e difensori della biodiversità”.

La comunità scientifica europea da tempo si sta interrogando sul controllo della vespa attraverso l’introduzione di parassiti, parassitoidi, patogeni o antagonisti.

Al momento però sono pochissimi gli studi in merito e l’introduzione o la diffusione di specie per la lotta biologica rappresenta un alto rischio per le specie endemiche (V. crabro).

Per questo una rete di centraline biologiche vuole tenerla sotto controllo e per questo è nata da poco la rete “LOVER” per monitorare la presenza del calabrone asiatico in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Una rete nata grazie alla collaborazione delle Associazioni e attraverso la quale l’apicoltura fa squadra e gli apicoltori sono scesi in campo provvedendo a posizionare delle trappole anti-vespa attorno ai loro alveari per permettere cosi un costante controllo della presenza di calabroni.

Al momento, praticamente, in Italia esiste una rete nazionale di monitoraggio divisa in due zone, ossia gialla e rossa.

La zona rossa è un’area dove la velutina è arrivata e dove sono disseminate più di mille trappole e dove è attivo un sistema di avviso e invio di squadre di bonifica per distruggere i nidi.

La gialla, invece, è la zona in cui Vespa velutina potrebbe diffondersi nei prossimi anni. In questa zona è attiva una rete di monitoraggio capillare, composta da una moltitudine di alveari sentinella.

Il calabrone asiatico è in arrivo anche nel sud Italia….…?

Il sud non è al momento, e speriamo che non lo sia mai, interessato da questa emergenza.

Praticamente potremmo dire che siamo nella “zona verde” dove, al momento, non sono segnalati casi di ritrovamenti di esemplari di nidi o vespe velutine.

Una cosa ci deve far riflettere per non abbassare la guardia: c’è lo siamo dimenticati com’è arrivata in Europa?

La globalizzazione e lo scambio di merci, spesso senza efficaci controlli da una parte all’altra del mondo, portano a fare una riflessione e a trovare la risposta alla ns domanda.

Per questo, l’Associazione Api e Biodiversità di Terra di Lavoro, forse la prima nel sud Italia, ha sentito subito il dovere di impegnarsi, insieme ai suoi soci, nel costruire una rete di monitoraggio, composta da una moltitudine di trappole a presidio quotidiano.

“Auspichiamo – secondo l’esperto apistico Christian Pilotti del Servizio “Help ME!” – che questa attività preventiva resti soltanto un “momento culturale” e non utile a fronteggiare nessuna emergenza nel sud Italia. Non vogliamo creare allarmismi, ma vogliamo stare in guardia. Crediamo che sia molto importante valorizzare proprio il nostro lavoro soprattutto se svolto con etica e professionalità, non solo tramite lavori strettamente connessi alle api e all’agricoltura ma anche tramite attività che promuovano la salvaguardia della biodiversità e degli equilibri ecologici

Riguardo il tema ambientale noi di Api e Biodiversità siamo stati sempre molto sensibili e partecipi, tanto che vogliamo far capire che l’apicoltore ha un ruolo fondamentale in agricoltura e nell’ambiente circostante poiché è il rilevatore di ciò che accade all’interno del territorio in cui opera e, per primo nel proprio lavoro, deve salvaguardarne il patrimonio.

Un bravo apicoltore è colui il quale sa di non sapere! Per questo puntiamo sulla formazione e l’aggiornamento professionale. Siamo impegnati, in regime di autofinanziamento, sulla formazione innanzitutto degli apicoltori, nel caso specifico dell’emergenza silenziosa della Velutina, rendendoli capace di poter riconoscere una vespa crabo, informarli su cosa poter far e cosa non fare. Nei giorni scorsi abbiamo avanzato la ns proposta di collaborazione alla rete Italia “Stop Velutina”, una rete nazionale promossa da enti di ricerca, istituzioni ed associazioni di apicoltori per combattere la vespa velutina, la cui Coordinatrice è la dott.ssa Laura Bortolotti del CREA-API. Abbiamo avanzato le ns perplessità e la stessa ha subito condiviso l’utilità di una Rete di Sorveglianza nel Centro-Sud Italia, valutandola addirittura quale di estrema importanza, in virtù proprio delle modalità di diffusione (possibile indiretto trasporto di merci) delle velutina”.

La rapida individuazione è fondamentale per stabilire un piano di lotta e la ns rete potrebbe costituire una prima batteria.

Va poi aggiunta anche l’eventuale presenza di vespa orientalis, un’altra specie predatrice delle api diffusa dalla Sicilia alla Campania, per cui sarebbe interessante monitorare l’eventuale arrivo di entrambi i predatori.

L’ubicazione dove saranno attivate le trappole, saranno aggiunte alla rete nazionale promossa da www.stopvelutina.it Non è da escludere che il Sud Italia, già luogo dello storico incontro dove a Teano nel 1860 Garibaldi e Vittorio Emanuele II fecero l’Italia, diventi anche lo “storico incontro” tra due nemici delle api e della biodiversità vegetale, Vespa Velutina, che potrebbe scendere dal Nord Italia e Aethina Tumida, salire dal Sud”.

Al fine di fornire un’adeguata informazione a tutti gli apicoltori, il servizio di assistenza dell’Associazione Api e Bio “HELP ME!”, ha organizzato per il prossimo 25 marzo, nel ridente comune di Pietravairano, a confine con Lazio e Molise, una giornata formativa dedicata al “Connubio tra Api e Ambiente” ed in particolare alla “Vespa Velutina, conoscerla per sapersi difendere”.

“Ci appelliamo – per il Vice Presidente, il dr Sebastiano Del Vecchio – a tutte le organizzazioni apistiche ed agricole presenti in particolar modo in Campania, Lazio e Molise, agli apicoltori di qualsiasi organizzazione facciano parte, agli ambientalisti, ai cittadini sensibili, affinché si attivino sul nostro esempio e si aggiungano alla rete nazionale di monitoraggio. Per contribuire, infatti, a costruire una rete di monitoraggio, non è fondamentale essere apicoltori o detenere alveari. Il ns. appello è rivolto a tutti compreso le istituzioni e quelle persone che sono sensibili al delicato tema dell’equilibrio ecologico e alla biodiversità vegetale”.

In caso di riscontri o anche solo dubbi contattare l’Associazione Api e Biodiversità di Terra di Lavoro infoapibio@libero.it oppure effettuare una segnalazione attraverso il link: www.stopvelutina.it/effettua-una-segnalazione

Info Concetta Fazzone

Segretario - Tesoriere, Delegata BDR Associazione Api e Biodiversità di Terra di Lavoro Piazza Salvo D'Acquisto, c/o Centro Aggregazione Giovanile 81040 - Pietravairano (Ce) Tel. 349-1169160 Email: infoapibio@libero.it

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