domenica , 19 Maggio 2019
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Apicoltore che visiona le celle reali in un telaino portastecche

Virus della cella nera della regina ( BQCV ) e problematiche sanitarie della covata.

Black queen cell virus ovvero virus della cella reale nera è stato isolato da Bailey e Woods nel 1977. Il nome gli deriva dall’essere stato rinvenuto in larve e prepupe opercolate di regina che presentavano il caratteristico annerimento delle pareti della cella. Si ritiene che il BQCV infetti principalmente le regine, ma potrebbe non essere così. Le larve infettate assumono un caratteristico pallore giallognolo che può ricordare i sintomi della peste europea.

Viene riportato (Chen 2011) che anche le operaie possono essere infettate dal BQCV, ma che NORMALMENTE non mostrano sintomi apparenti.

Dal lavoro di Chen risulta dimostrato che il BQCV è, dopo il virus delle ali deformate DWV, il virus più presente negli alveari.

Negli alveari , la comparsa di situazioni sintomatiche derivanti da BQCV risulta collegata alla presenza di Nosema. Quando l’incidenza di Nosema è più alta in primavera ed estate, l’infezione da BQCV risulta maggiormente prevalente ( presente ) nelle api ( Bailey 1081). Lo stesso Bailey ha osservato (1982) che il BQCV si moltiplica rapidamente nelle api adulte infette da Nosema. Si ritiene che siano le nutrici a trasmetterlo alle larve reali e anche alla covata da operaia attraverso le secrezioni ghiandolari (pappa etc.) [Bailey 1982] che costituiscono la nutrizione. Il Nosema infetta i tessuti dello stomaco delle api adulte aumentando la suscettibilità del canale alimentare alle infezioni da BQCV.

Anche la Varroa può in certi particolari casi risultare vettore del Virus BQCV.

In alcune zone d’Italia sono state osservate consistenti problematiche alla covata, apparentemente simili alla peste europea. I test effettuati hanno fatto rilevare nella covata morta unicamente la presenza del virus BQCV.

Curiosamente la patologia sembra attenuarsi spostando le api (ovvero cambiando in meglio le fonti alimentari).

Ci si può trovare di fronte a un quadro sanitario nuovo e molto particolare che avrebbe necessità di essere studiato in maniera approfondita. A lume di naso si può avanzare la seguente ipotesi. La presenza del Nosema (che potenzialmente può essere attenuato con migliore nutrizione proteica) porta ad un consistente sviluppo del virus BQCV nelle api adulte (forse anche in conseguenza di particolare veicolazione da parte della varroa). L’elevato carico virale presente sulle nutrici viene trasferito alla covata che non sembra essere dotata di elementi di resistenza. L’incidenza della problematica sanitaria potrebbe perciò essere ridotta da minor presenza di nosema (ottenibile con adeguati trattamenti), miglior alimentazione proteica delle api, minor livello di presenza virale (ottenibile con adeguati trattamenti) e minor livello di presenza di varroa (ottenibile con adeguati trattamenti).

Savorelli Gianni – Prodotti per apicoltura Via Sangiorgi, 50 47522 Cesena ( Fc ) tel 0547.602018 fax 0547603070 cell 339 6634688 email gsavore@tin.it
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