martedì , 26 Maggio 2026
L’esposizione a mix di pesticidi influenza il successo riproduttivo dell’ape solitaria Osmia cornuta
Osmia cornuta (Latreille, 1805) Autore. František ŠARŽÍK

L’esposizione a mix di pesticidi influenza il successo riproduttivo dell’ape solitaria Osmia cornuta

Negli ambienti agricoli le api sono normalmente esposte a varie contaminazioni da pesticidi. Per proteggere gli impollinatori la normativa vigente proibisce o restringe fortemente l’uso degli insetticidi durante la fioritura di colture ad impollinazione entomofila, pertanto i loro livelli nei campi e sulle colture selvatiche nelle vicinanze delle aree agricole sono generalmente bassi e poco dannosi per le api.

Non è ancora a oggi però approfondito in che misura possano manifestarsi i loro effetti subletali, ovvero quelli che, pur non provocando la morte diretta degli insetti, ne compromettono le funzioni vitali, la riproduzione e la persistenza delle popolazioni.

Gli impollinatori sono inoltre normalmente esposti a varie combinazioni di prodotti, che esercitano sugli organismi diversi effetti sinergici, anch’essi ancora poco studiati. Per citare un esempio, i fungicidi SBI (inibitori della biosintesi degli steroli) che hanno bassa o nulla tossicità nei confronti delle api, aumentano però la tossicità di molti insetticidi di uso comune, quali ad esempio piretroidi, neonicotinoidi ed altri, a causa dell’inibizione dell’enzima P450, atto a detossificare dai citati prodotti gli organismi colpiti. Tali insetticidi, pur non venendo utilizzati nei periodi di volo, rimangono comunque presenti nell’ambiente in quantità residuale, diventando molto dannosi in combinazione con i fungicidi usati in fioritura.

La loro presenza simultanea, pur non venendo direttamente utilizzati negli stessi periodi, è stata documentata nei fiori, nel polline e nel corpo delle api, come pure un precedente studio di laboratorio (Sgolastra et al. 2018) ha mostrato che l’esposizione alla combinazione dei due prodotti, ma non ai singoli componenti, ha compromesso lo sviluppo ovarico e la durata di vita delle Osmie. Quest’ultimo aspetto è particolarmente indicativo in quanto è associato a una ridotta produzione di prole e a una maggior presenza di maschi, il sesso dalle dimensioni inferiori.

Un altro studio di laboratorio (Azpiazu et al. 2019) ha dimostrato che l’esposizione alla combinazione fungicida SBI-neonicotinoide riduce la funzionalità della termoregolazione, che nelle Osmie è un fattore limitante l’attività di bottinamento.

Nel recente studio di Albacete et al. condotto in Marzo e Aprile 2022, sono stati testati i potenziali effetti dovuti all’esposizione orale del neonicotinoide Acetamiprid in combinazione col fungicida SBI Tebuconazole sulle performance di nidificazione ed il successo riproduttivo dell’ape solitaria Osmia cornuta in condizioni di semi-campo.

Paragonato ad altri insetticidi della sua classe l’Acetamiprid ha una tossicità relativamente bassa, pertanto non è incluso nell’elenco dei neonicotinoidi vietati dall’Unione Europea, e viene comunemente usato, così come il fungicida Tebuconazole, su diversi fruttiferi e sulla colza.

Le femmine di Osmia valutate dallo studio, dopo lo sfarfallamento successivo allo svernamento e la selezione di esemplari di taglia simile sono state suddivise in gruppi, ai quali è stata offerta una soluzione nutritiva contenente o il fungicida, o l’insetticida o il mix dei due prodotti, alle dosi normalmente presenti in campo, mentre a un gruppo di controllo non è stato somministrato alcun prodotto.

Dopo tale esposizione le api sono state marcate e successivamente rilasciate in gabbie posizionate su un campo di colza in fioritura, e ne sono poi stati monitorati quotidianamente l’attività di nidificazione attraverso osservazioni visive, ed il successo riproduttivo mediante la conta giornaliera delle celle di nidificazione realizzate.

Le api esposte ad un singolo prodotto non hanno manifestato differenze rispetto al gruppo di controllo, mentre quelle esposte al mix sono state meno predisposte ad iniziare l’attività di nidificazione ed hanno avuto un minor periodo di nidificazione, con conseguente calo di fecondità.

Nel gruppo di controllo e in quelli trattati coi singoli formulati, infatti, le femmine hanno prodotto circa 6-7 celle in cui hanno poi ovideposto, mentre nei gruppi trattati col mix il numero di celle è sceso a 4-5.
Non sono stati invece riscontrate differenze nel peso corporeo, nella sex ratio e nella mortalità della progenie.

Sarebbe necessario che le importanti informazioni scaturite da questo studio influenzassero fortemente le scelte di campo di produttori e agricoltori, e che venissero considerate per sviluppare programmi di controllo dei parassiti che provvedano efficacemente sia alla risoluzione dei problemi di campo che alla protezione degli impollinatori.

I risultati esposti dovrebbero anche essere un forte richiamo alla revisione della valutazione del rischio dei pesticidi, che non consideri più solamente gli effetti dei singoli formulati ma anche quelli delle loro interazioni normalmente presenti nelle dinamiche di campo.

Serena Alessandrini
Fonte: mieleinforma

Info Redazione

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