L’11 settembre 2014 il Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha confermato il primo accertamento in Italia di Aethina tumida, presente in un nucleo esca nel comune di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria.
In seguito, il 7 novembre 2014, il Centro di referenza nazionale per l’apicoltura ha confermato il primo caso di Aethina tumida in Sicilia, in provincia di Siracusa. Il Ministero della salute ha emanato disposizioni per la distruzione degli apiari infestati, l’esecuzione di controlli clinici degli apiari presenti in un chilometro di raggio, l’istituzione di una zona di protezione di 10 km di raggio dove vietare le movimentazione degli apiari nonché l’esecuzione di un’indagine epidemiologica.
Il 16 settembre 2015 era stata confermata la presenza di adulti e di una larva in un apiario sito in località Figurelle di San Martino nel Comune di Taurianova (RC). L’apiario era costituito da 32 sciami formati ai primi di agosto e destinati all’impollinazione del lampone. Dei 32 sciami presenti e visitati, 8 sono risultati infestati. Si è trattato della prima segnalazione di un apiario infestato nel corso del 2015. Nel comune di Taurianova (RC) erano stati in precedenza rilevati due apiari infestati da Aethina tumida rispettivamente il 13 e il 20 ottobre 2014.
Il 25 luglio 2016 è stata confermata la presenza di adulti di Aethina tumida in un apiario posto nel Comune di Grimaldi in provincia di Cosenza. Successivamente, altri tre apiari dello stesso apicoltore sono risultati infestati nello stesso comune di Grimaldi e nel comune di Altilia. Gli apiari infestati si trovano a circa 100 km dalla zona di protezione di Gioia Tauro istituita nel settembre del 2014 a seguito del primo ritrovamento di Aethina tumida.
Il 20 giugno 2019, dopo quasi 5 anni dalla prima ed unica segnalazione della presenza di Aethina tumida nella regione Sicilia, un apiario è risultato positivo nel comune di Lentini, sempre in provincia di Siracusa. L’indagine epidemiologica realizzata dai Servizi veterinari successivamente al riscontro del nuovo focolaio ha identificato la sua origine in una movimentazione non autorizzata di alveari dalla Calabria alla Sicilia. Sono state quindi adottate le stesse misure di controllo e sorveglianza già sperimentate in precedenza, ed istituita una zona di protezione di 5 km di raggio attorno al focolaio, sempre con il supporto di nuclei sentinella.
I controlli clinici effettuati dal giungo 2019 negli apiari e nei nuclei sentinella presenti sia nella zona di protezione che di sorveglianza non hanno portato all’accertamento di nuovi focolai di infestazione. A fronte della favorevole situazione epidemiologica, nel febbraio 2020 il Servizio veterinario della regione Sicilia ha disposto la revoca della zona di protezione istituita in corrispondenza del focolaio di Lentini. Il territorio della stessa regione rimane soggetto a sorveglianza per Aethina tumida secondo il piano nazionale. Nell’ambito delle misure adottate al fine di limitare la diffusione di Aethina tumida, la Decisione di esecuzione 2019/1399/UE del 10 settembre 2019 ha stabilito la chiusura delle regioni Calabria e Sicilia rispetto al restante territorio dell’UE.
Di seguito sono specificate tutte le informazioni più aggiornate che riguardano la situazione epidemiologica dell’Aethina tumida in Italia.
Situazione epidemiologica attuale
- Tabella 1: casi di Aethina tumida confermati in Calabria e Sicilia
- Tabella 2: nuclei sentinella positivi
- Figura 1: zona di protezione (raggio di 30 km dal luogo di ritrovamento di Aethina tumida in Calabria)
- Figura 2: zona di protezione (raggio di 10 km dal luogo di ritrovamento di Aethina tumida in provincia di Cosenza, regione Calabria)
- Figura 3: zona di protezione (raggio di 5 km dal luogo di ritrovamento di Aethina tumida in Sicilia)
- Figura 4: attività di sorveglianza nei confronti di Aethina tumida svolta nelle regioni Calabria e Sicilia
Aethina tumida in Calabria
Apicoltore Moderno