Gli acari Varroa sono il peggior nemico dell’apicoltura a livello globale, quindi la ricerca di metodi per combatterli è fondamentale. Attualmente, un’azienda americana sta lanciando Norroa, un trattamento rivoluzionario che cambia l’approccio tradizionale, mirando a modificare l’RNA degli acari per combatterli. In questo articolo vi spiegheremo di cosa si tratta.
Nella lotta contro la Varroa sono stati testati innumerevoli metodi, dall’uso di acaricidi di ogni tipo fino all’impiego di mini cannoni laser guidati dall’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’acaro continua a rappresentare una minaccia, decimando gli apiari di tutto il mondo e mettendo a rischio la redditività dell’apicoltura.
Ora, un’azienda americana propone un vero e proprio cambio di paradigma nella lotta contro la Varroa. Si tratta di GreenLight Biosciences, una società specializzata in tecnologie agricole. La sua proposta si chiama Norroa, un trattamento che viene descritto come rivoluzionario e definito “una svolta definitiva nella lotta contro la Varroa”.
In questo articolo, vi spiegheremo cos’è Norroa, perché rappresenta un punto di svolta nella strategia di controllo della Varroa e come viene utilizzato in apicoltura. Continuate a leggere per scoprire di più su questo prodotto, appena lanciato negli Stati Uniti.
Norroa è stato introdotto negli Stati Uniti di recente. Infatti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha annunciato a settembre di aver approvato il trattamento sviluppato da GreenLight Biosciences. L’azienda, con sede a Medford, Massachusetts, ha comunicato che il suo prodotto è ora disponibile per la vendita negli Stati Uniti.
1 – Norroa: cos’è e come funziona questo nuovo anti-varroa
La grande innovazione di Norroa risiede nella sua capacità di attaccare gli acari Varroa. A differenza degli acaricidi, che rilasciano tossine che indeboliscono o uccidono gli acari, questo prodotto influisce sulla capacità riproduttiva della Varroa. Inibendo il ciclo riproduttivo degli acari, questi, alla fine, scompaiono.
L’idea alla base di Norroa si chiama Vadescana, un principio attivo che, rilasciato nell’alveare, agisce sugli acari Varroa attraverso l’interferenza dell’RNA (RNAi). Questo meccanismo è un processo biologico mediante il quale l’espressione genetica viene regolata negli organismi, prendendo di mira specifiche sequenze di acido ribonucleico.
Il principio attivo Vadescana ha una struttura a RNA a doppio filamento (dsRNA). Si tratta di una molecola di acido ribonucleico composta da due filamenti complementari di nucleotidi, simile alla struttura del DNA nelle cellule, ma composta da ribosio anziché desossiribosio. Questo tipo di RNA può costituire il materiale genetico di alcuni virus, noti come virus a RNA a doppio filamento.
Nelle strategie per combattere virus o altre malattie, il dsRNA attiva le risposte immunitarie nelle cellule eucariotiche, come la produzione di interferoni, che possono inibire la sintesi proteica virale e limitare le infezioni. In questo caso, la tecnica RNAi cerca di ridurre la capacità riproduttiva dell’acaro, inibendola attraverso questa interferenza genetica. In altre parole, Norroa sembra essere in grado di eliminare la spinta genetica a riprodursi nelle Varroa.
Pertanto, con il calo del tasso riproduttivo, l’alveare si libera dall’acaro e il potenziale di infezione si riduce significativamente. In un certo senso, si potrebbe dire che questo nuovo approccio agisca come un vaccino.
Nessuna resistenza o residui
I maggiori vantaggi di questo nuovo approccio nella lotta contro la Varroa sono che non genera resistenza negli acari e non lascia residui nel miele o nell’alveare. Nei trattamenti acaricidi, infatti, la Varroa sviluppa frequentemente resistenza, riducendo l’efficacia dei principi attivi utilizzati, siano essi organici o sintetici.
Inoltre, la maggior parte dei prodotti acaricidi deve essere utilizzata quando il miele non viene raccolto o conservato nell’alveare, per evitare la presenza di residui nel miele.
Agendo sul ciclo riproduttivo della Varroa, l’obiettivo di Norroa è anche quello di eliminare la principale difesa dell’acaro contro altri trattamenti: la sua capacità di nascondersi nelle celle opercolate, dove si riproduce e sfugge agli acaricidi.
Un momento di cambiamento
I responsabili di GreenLight Biosciences, l’azienda che ha sviluppato Norroa, affermano che “la registrazione di Norroa da parte dell’EPA segna una svolta nella protezione delle colonie di api mellifere, essenziali per il nostro sistema alimentare”.
Andrey Zarur, CEO dell’azienda, elogia i funzionari dell’EPA per il loro “lavoro diligente nel condurre una revisione completa di questa tecnologia all’avanguardia, sviluppata in America, che porta una significativa innovazione agli apicoltori americani”. Secondo Zarur, “sfruttando la precisione delle nostre tecnologie brevettate, offriamo agli apicoltori una soluzione ecologica che affronta in modo specifico ed efficace una delle minacce più devastanti per la salute delle api”. Il CEO sottolinea inoltre che Norroa è sicuro per le api e “preserva la biodiversità benefica e l’equilibrio dell’ecosistema circostante, in linea con le pratiche agricole sostenibili”.
2 – Come applicare Norroa agli alveari
Questo nuovo prodotto anti-varroa è molto facile da usare, rendendolo pratico e adattabile per gli apicoltori negli apiari. Ecco come procedere:
- – Bustine singole. Norroa è venduto in bustine. All’interno di ogni bustina c’è un tampone imbevuto di prodotto. Ogni bustina tratta un alveare.
- – Aprire e posizionare. La bustina viene aperta e posizionata nella posizione indicata, con un lato rivolto verso l’alto, direttamente sopra le intestazioni della cornice.
- – Nessuna limitazione. Per utilizzare Norroa, non è necessario prestare attenzione alla temperatura o al periodo dell’anno. Può essere utilizzato in qualsiasi momento.
- – 18 settimane. I responsabili di Norroa assicurano che un trattamento garantisca “18 settimane di controllo degli acari”.
Risultati interessanti, prezzo elevato
Con queste istruzioni, il trattamento è molto semplice e presenta vantaggi come la possibilità di utilizzarlo in qualsiasi momento, l’assenza di residui e l’assenza di resistenza al prodotto.
Secondo i dati forniti da GreenLight Biosciences, i risultati sono promettenti. Nel loro annuncio pubblico, affermano di aver ottenuto una grande efficacia nelle prove sul campo. Questo è confermato da un articolo scientifico pubblicato sulla rivista Insects, che descrive gli esperimenti condotti.
Secondo la documentazione presentata, le api trattate con Norroa (o Vadescana, il suo principio attivo) vivono in media 25,4 giorni, un dato relativamente simile a quello ottenuto quando trattate con Amitraz, uno degli acaricidi più noti, che offre una durata media di vita di 28,7 giorni. Le api non trattate con Varroa, invece, non vivono più di 21,8 giorni.
Inoltre, i dati dei ricercatori dimostrano che l’uso di Norroa e della sua tecnica di interferenza dell’RNA non ha alcun impatto negativo sulle colonie di api: né sulle regine, né sulla covata, né sugli altri individui.
Gli esperimenti hanno anche rivelato che gli alveari utilizzati nei test sul campo hanno mostrato un tasso di sopravvivenza invernale del 75%, “quasi il doppio del tasso di sopravvivenza degli alveari trattati chimicamente”. Vale la pena notare che negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno registrato tassi di mortalità invernale sorprendentemente elevati.
Tra gli aspetti meno vantaggiosi del prodotto va segnalato il prezzo: attualmente, Norroa costa 9 dollari per alveare (circa 7,80 euro al cambio attuale), se acquistato nel formato da 24 unità, il più grande disponibile. Ipotizzando che l’apicoltore effettui due trattamenti all’anno, in primavera e in autunno, il costo annuale sarebbe di circa 18 dollari, ovvero 15,60 euro per colonia. Al momento, il prodotto è disponibile esclusivamente negli Stati Uniti.
3 – La tecnologia potenzia la lotta contro la Varroa
L’arrivo di Norroa rappresenta un nuovo impulso nella lotta contro la Varroa, grazie all’introduzione di uno strumento innovativo e di un approccio completamente diverso, che con ogni probabilità porterà allo sviluppo di ulteriori trattamenti in futuro.
Mostra anche come, negli ultimi anni, la tecnologia abbia giocato un ruolo centrale nel contrasto all’acaro Varroa. Su Apicoltura e Miele abbiamo seguito l’evoluzione di numerosi trattamenti innovativi: dagli acaricidi biologici all’avanguardia, come Calistrip, fino a dispositivi basati sull’intelligenza artificiale in grado di rilevare l’acaro all’interno dell’alveare. Sono stati inoltre sperimentati nuovi principi attivi di origine vegetale, estratti da piante come noce, origano e menta piperita.
Altri approcci si basano su metodi fisici, come le “saune dell’alveare”, la raschiatura della covata, la creazione di nuclei sanitari o l’inanellamento delle regine per interrompere il ciclo riproduttivo dell’acaro.
Stanno emergendo anche innovazioni puramente tecnologiche. All’ultima edizione di Apimondia sono state presentate soluzioni davvero sorprendenti, come uno scanner in grado di monitorare in tempo reale il grado di infestazione negli alveari grazie all’intelligenza artificiale. Una tecnologia simile è stata sviluppata anche da Beesion, un dispositivo recentemente presentato in Israele, capace di analizzare i favi e rilevare la presenza di acari Varroa direttamente sulle api.
Altre soluzioni recenti includono ingressi intelligenti che distribuiscono il trattamento automaticamente, mini cannoni laser che colpiscono gli acari, e numerose proposte che uniscono tecniche di gestione con le più moderne tecnologie disponibili.
Infine, anche la ricerca genetica sulle api resistenti alla Varroa sta compiendo notevoli progressi: forse la strada definitiva per eliminare questo parassita che continua a decimare gli apiari in tutto il mondo. Nel frattempo, Norroa si presenta come uno strumento estremamente promettente nel cammino verso questo obiettivo finale.
Redazione
Fonte: apiculturaymiel
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Lasanta, Eugenio (2018) Apicoltura pratica tradizionale e moderna: l’essenza nell’esagono . Madrid: Liber Factory.
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