Norroa è il marchio scelto da GreenLight Biosciences, un’azienda con sede in Massachusetts specializzata in soluzioni per la nutrizione e la salute animale. Nel settembre 2025, l’azienda ha ottenuto l’approvazione dalle autorità sanitarie statunitensi, e si prevede che Norroa sarà presto disponibile anche in Europa.
Il prodotto si distingue per il suo approccio innovativo. I trattamenti contro l’acaro Varroa destructor sono generalmente basati su sostanze tossiche (acaricidi), sia sintetiche sia di origine naturale. Norroa, invece, non utilizza acaricidi: si avvale di una tecnologia chiamata interferenza dell’RNA (RNAi).
Il principio attivo di Norroa, chiamato Vadescana, consiste in una sequenza di RNA a doppio filamento di 402 paia di basi, complementare a un gene che codifica una proteina simile alla calmodulina. La calmodulina è una proteina che lega ioni calcio (Ca²⁺), essenziale nei processi di segnalazione intracellulare e nella riproduzione degli acari.
In termini pratici, quando Vadescana entra nel corpo dell’acaro Varroa, interferisce con l’espressione di questo gene, riducendo drasticamente la capacità riproduttiva dell’acaro senza provocarne la morte immediata. Questo limita la proliferazione della popolazione nell’alveare.
Questo metodo presenta due vantaggi principali: non induce resistenze negli acari, come spesso accade con gli acaricidi tradizionali, e non lascia residui nel miele o in altri prodotti dell’alveare.
Interferenza dell’RNA: cos’è e perché è interessante in apicoltura
I primi studi su Norroa sembrano confermare l’efficacia dell’interferenza dell’RNA nel controllo dell’acaro Varroa. Questi risultati si aggiungono a una serie di studi pubblicati negli ultimi due o tre anni, che hanno evidenziato l’utilità di questo approccio sia in condizioni di gestione convenzionali (Bortolin et al., 2025), sia tramite simulazioni al computer (Bulgarella et al., 2025).
L’idea alla base di questi studi, così come delle sperimentazioni di Norroa, si fonda sull’interferenza dell’RNA, un processo che, in parole semplici, consiste nell’interferire con il funzionamento dei geni degli acari per alterarne o modificarne il comportamento naturale.
L’RNA, o acido ribonucleico, è una molecola presente in tutte le cellule viventi che funge da intermediario tra il DNA e le proteine. In altre parole, mentre il DNA immagazzina le istruzioni genetiche, l’RNA è responsabile della loro lettura, copiatura ed esecuzione all’interno della cellula. Senza questo “manuale di istruzioni”, le cellule non saprebbero come svolgere correttamente le loro funzioni.
Dal punto di vista chimico, l’RNA è una catena di nucleotidi. Ogni nucleotide contiene uno zucchero chiamato ribosio, un gruppo fosfato e una delle quattro basi azotate (A, U, C e G). A differenza del DNA, che forma la famosa doppia elica, l’RNA è solitamente a singolo filamento, flessibile e capace di ripiegarsi su se stesso assumendo diverse forme. Questa piccola modifica strutturale – lo zucchero diverso e l’uso dell’uracile al posto della timina – lo rende meno stabile del DNA, ma molto più dinamico.
In biologia molecolare, l’RNA svolge un ruolo fondamentale. Nel nucleo cellulare, viene prodotto l’RNA messaggero (mRNA) attraverso la trascrizione, copiando un segmento di DNA. L’mRNA lascia quindi il nucleo e serve da stampo per assemblare gli amminoacidi in una proteina, nel processo chiamato traduzione, che avviene nei ribosomi, strutture composte principalmente da RNA ribosomiale (rRNA). L’RNA di trasferimento (tRNA) agisce come traduttore, trasportando gli amminoacidi specifici al ribosoma secondo il codice genetico.
Come viene alterato l’RNA?
L’interferenza dell’RNA (RNAi) è sia una tecnica sia un meccanismo naturale mediante il quale le cellule silenziano geni specifici utilizzando piccole molecole di RNA come “chiave molecolare”. Questo processo comporta la degradazione selettiva dell’mRNA, impedendo così l’espressione del gene e la produzione della proteina associata.
In ambito biomedico e di biologia molecolare, questa tecnica viene utilizzata per disattivare geni di interesse, studiarne la funzione o progettare terapie mirate a ridurre proteine coinvolte in malattie come il cancro, infezioni virali e altre patologie.
La tecnologia RNAi è già applicata in trattamenti approvati e in numerosi studi clinici per silenziare geni dannosi o iperattivi nell’uomo. Il primo farmaco di questo tipo a raggiungere la sperimentazione clinica è stato il patisiran, indicato per l’amiloidosi.
Oggi sono disponibili farmaci basati sull’interferenza genica per trattare malattie metaboliche e rare, come la porfiria epatica acuta e l’iperossaluria primaria di tipo 1. In campo cardiovascolare, l’RNAi viene utilizzato per abbassare il colesterolo LDL silenziando il gene PCSK9; grazie alla lunga durata d’azione, può essere somministrato solo a intervalli prolungati.
Ora questa tecnologia innovativa è arrivata anche nell’apicoltura, offrendo la speranza di un trattamento pulito ed efficace contro l’acaro Varroa. I primi test di Norroa sembrano confermare questa prospettiva.
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Apicoltore Moderno