sabato , 18 Aprile 2026
La formazione di sciami artificiali dopo la sciamatura naturale (1° metodo)
Celle reali opercolate su stecca portacelle.

Celle reali: criteri di identificazione

La corretta valutazione delle celle reali è una competenza fondamentale per chi gestisce un apiario. Distinguere tra celle di sostituzione e celle di sciamatura non è solo una questione terminologica: è essenziale per comprendere lo stato fisiologico della colonia e pianificare interventi efficaci.
Un’errata valutazione può comportare la perdita di uno sciame o, al contrario, la soppressione di un naturale processo di rinnovo della regina. Per questo motivo, occorre osservare non solo la morfologia delle celle, ma soprattutto il contesto biologico in cui vengono costruite.

La cella reale: struttura e funzione
Nel favo, la cella rappresenta l’unità strutturale di base. Le api operaie costruiscono celle esagonali destinate allo stoccaggio delle scorte e all’allevamento della covata. La cella reale si distingue nettamente per dimensioni e orientamento.
Morfologicamente, è allungata in verticale e presenta una superficie esterna rugosa, simile a un guscio di arachide. Si sviluppa modificando o ampliando una cella preesistente e cresce verso il basso. La sua funzione è esclusivamente quella di allevare una nuova regina.
Biologicamente, la colonia avvia l’allevamento di celle reali in tre situazioni principali: sostituzione fisiologica della regina, orfanità improvvisa o sciamatura. Di seguito analizziamo le differenze tra sostituzione e sciamatura, le situazioni più frequentemente oggetto di dubbio durante le ispezioni.

Celle reali: criteri di identificazione
Celle di sostituzione al centro del favo.

Celle di sostituzione: dinamica e segnali
La sostituzione è un processo interno di rinnovo della regina. Si verifica quando la regina, pur essendo presente, mostra un calo di efficienza nella deposizione o nella qualità della covata.
Le cause principali includono l’invecchiamento, la riduzione della funzionalità della spermateca, una deposizione discontinua o una diminuzione della produzione di feromoni mandibolari. La colonia percepisce questi segnali chimici e comportamentali e avvia un allevamento reale mirato alla sostituzione.

In questa situazione, la colonia non mostra congestione né eccessiva pressione demografica. La covata può essere ancora compatta, ma tende a ridursi progressivamente, mentre la popolazione si mantiene stabile. Non si osservano accumuli anomali di nettare né comportamenti tipici di preparazione alla sciamatura.
Le celle di sostituzione sono poche, spesso da una a tre, e vengono costruite sulla superficie del favo, prevalentemente in area centrale, vicino a covata giovane. La vecchia regina può continuare a deporre fino alla nascita della nuova e, in alcuni casi, si osserva una breve fase di coesistenza. La transizione avviene senza interruzioni significative della dinamica della colonia.
Dal punto di vista gestionale, la sostituzione fisiologica non richiede interventi, salvo evidenti segnali di debolezza o rischi di blocco della covata.

Celle di sciamatura: il processo riproduttivo
La sciamatura è il meccanismo naturale di riproduzione della colonia. A differenza della sostituzione, non è correttiva, ma espansiva. Si verifica soprattutto in primavera o all’inizio dell’estate, quando la densità della popolazione è elevata e le condizioni ambientali sono favorevoli.
Fisiologicamente, la sciamatura è preceduta da un incremento della popolazione giovane, da un’intensa raccolta di nettare e da una riduzione progressiva dello spazio disponibile per la deposizione. La regina diminuisce l’ovodeposizione e viene alleggerita nell’alimentazione per favorire il volo.
Le celle di sciamatura sono numerose e si sviluppano lungo i margini inferiori dei telaini o nei punti periferici del nido. La presenza di celle in stadi diversi di sviluppo indica una programmazione progressiva dell’evento sciamatorio.
La colonia diventa molto attiva e talvolta irrequieta. Dopo l’opercolatura delle prime celle reali, la vecchia regina lascia l’alveare con parte della popolazione, mentre nella colonia madre rimangono una o più regine in sviluppo.

Per una gestione professionale dell’apiario è essenziale conoscere con precisione la tempistica di sviluppo della regina, poiché permette di programmare le visite ispettive e prevedere eventi critici come la sciamatura. L’intero ciclo, dall’uovo alla nascita della regina, dura mediamente 16 giorni.
Dal giorno 0 al 3, l’uovo rimane in posizione verticale nella cella. Al terzo giorno avviene la schiusa e inizia la fase larvale. Dal giorno 3 all’8, la larva viene alimentata esclusivamente con pappa reale, una nutrizione abbondante e continua che determina lo sviluppo completo dell’apparato riproduttivo della futura regina.
Intorno allottavo giorno, la cella reale viene opercolata, un momento cruciale per l’apicoltore. Nelle colonie in fase di sciamatura, lo sciame primario parte generalmente poco prima o subito dopo l’opercolatura della prima cella reale. Dal giorno 8 al 16 si sviluppa la fase pupale e la regina vergine emerge intorno al sedicesimo giorno dalla deposizione dell’uovo.

Nei giorni successivi effettua i voli di orientamento e poi i voli di fecondazione, condizioni meteo permettendo. La ripresa della deposizione avviene mediamente tra il ventesimo e il venticinquesimo giorno dall’inizio del ciclo.
Le celle aperte, contenenti larve immerse in pappa reale, indicano un processo avviato da pochi giorni, mentre le celle opercolate segnalano una nascita imminente, generalmente entro circa otto giorni. Nella sciamatura, lo sciame primario parte normalmente tra l’opercolatura e la nascita della prima regina vergine. Nella sostituzione, la tempistica è simile, ma la colonia resta stabile, senza congestione né preparativi di volo, e la nuova regina subentra gradualmente.
Eventuali condizioni climatiche avverse possono ritardare i voli di fecondazione e l’inizio della deposizione, prolungando l’assenza di covata fresca. Per questo motivo, la rimozione di celle opercolate senza un’attenta valutazione può compromettere l’equilibrio della colonia e ritardare la ripresa della deposizione per settimane.

Pasquale Angrisani

Info Pasquale Angrisani

Guarda anche

Aree di aggregazione dei fuchi

Apiario ad alta produttività

L’apicoltura è un’attività intrinsecamente legata all’equilibrio naturale, dove ogni dettaglio, dal microclima dell’apiario all’orientamento delle …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.