La sciamatura è uno dei fenomeni più naturali e affascinanti nella vita delle api: avviene quando una colonia raggiunge una popolazione elevata e si divide per dare origine a una nuova famiglia. Dal punto di vista biologico rappresenta il principale sistema di riproduzione dell’ape mellifera e permette alla specie di diffondersi nell’ambiente.
Per l’apicoltore, tuttavia, la sciamatura può rappresentare un problema. Quando uno sciame lascia l’alveare, una parte importante della popolazione abbandona la colonia e questo comporta inevitabilmente una riduzione della forza dell’alveare e, spesso, anche della produzione di miele.
Nella maggior parte dei casi la sciamatura avviene in primavera, periodo in cui le condizioni ambientali sono favorevoli e la colonia cresce rapidamente. In questa fase la regina madre abbandona l’alveare insieme a una grande quantità di api operaie, talvolta anche la metà della popolazione. Nell’arnia rimangono covata e celle reali dalle quali nascerà una nuova regina destinata a sostituire la precedente.

Questo processo è perfettamente naturale, ma in un apiario gestito può creare diversi problemi. L’alveare perde improvvisamente molte bottinatrici e impiega tempo per recuperare la propria forza. Di conseguenza la raccolta di nettare diminuisce e la produzione di miele può ridursi in modo significativo.
Per questo motivo il controllo della sciamatura rappresenta una delle attività fondamentali nella gestione dell’apiario. Una colonia che sciama non solo produce meno, ma può anche indebolirsi e diventare più vulnerabile a malattie, parassiti e condizioni climatiche sfavorevoli. Inoltre, quando nasce una nuova regina da celle di sciamatura, il suo accoppiamento avviene liberamente in natura e l’apicoltore perde il controllo sulla genetica della colonia. Questo può compromettere caratteristiche selezionate nel tempo, come la docilità, la produttività o la resistenza alle malattie.
Per prevenire la sciamatura è importante comprendere i fattori che la favoriscono. Uno dei principali è lo squilibrio tra il numero di api nutrici e la quantità di covata da accudire. All’inizio della primavera può verificarsi un eccesso di api giovani rispetto alla covata disponibile e questo stimola la costruzione delle celle reali. Anche l’età della regina ha un ruolo determinante: con il passare del tempo la produzione di feromoni diminuisce e le api possono percepire una sorta di indebolimento della regina, iniziando così ad allevare nuove regine.
Un altro fattore molto comune è la mancanza di spazio all’interno dell’alveare. Quando la camera di covata si riempie di miele, polline e covata opercolata, la regina trova sempre meno celle disponibili per deporre. Questa situazione di congestione favorisce l’istinto di sciamatura. Per questo motivo è importante aggiungere spazio al momento giusto, inserendo telaini con foglio cereo o aggiungendo i melari durante le fioriture più abbondanti.
Anche una crescita troppo rapida della popolazione può contribuire al problema. Quando l’alveare diventa molto popoloso, la diffusione dei feromoni della regina all’interno della colonia diminuisce e alcune api possono percepire una carenza del segnale reale. In queste condizioni aumenta la probabilità che la colonia avvii il processo di sciamatura. Inoltre, durante le grandi fioriture, l’abbondanza di polline stimola una produzione intensa di covata e accelera ulteriormente lo sviluppo della colonia.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la genetica delle api. Alcune linee sono naturalmente più predisposte alla sciamatura. Per questo motivo è sconsigliabile moltiplicare colonie che hanno già manifestato una forte tendenza a sciamare, mentre è preferibile selezionare regine provenienti da famiglie più stabili e meno inclini a questo comportamento.
Una delle tecniche più utilizzate per prevenire la sciamatura consiste nel ridurre la popolazione delle colonie più forti. Durante i periodi di grande raccolto è possibile prelevare telaini di covata opercolata o gruppi di api per rinforzare alveari più deboli oppure per formare nuovi nuclei. In questo modo si mantiene un migliore equilibrio tra le colonie dell’apiario.
Anche l’alimentazione primaverile deve essere gestita con attenzione. Una nutrizione eccessiva, soprattutto con sciroppo liquido, può stimolare una crescita troppo rapida della colonia. Quando è necessario alimentare, spesso è preferibile utilizzare nutrizione solida, che tende a stimolare meno la deposizione della regina.
Un’altra tecnica efficace consiste nell’inserire telaini con foglio cereo nella camera di covata. In questo modo si offre alla regina nuovo spazio per la deposizione e si mantiene le api impegnate nella costruzione dei favi, riducendo la pressione che può portare alla sciamatura. Allo stesso tempo è buona pratica sostituire regolarmente le regine più vecchie, perché una regina giovane produce più feromoni e contribuisce a mantenere la colonia più stabile.

La gestione della sciamatura può variare anche in base alle dimensioni dell’apiario. Nei piccoli apiari è più facile effettuare controlli frequenti e intervenire tempestivamente rimuovendo eventuali celle reali o aggiungendo spazio nell’alveare. Negli apiari più grandi, invece, diventa fondamentale lavorare sulla selezione genetica e sulla sostituzione programmata delle regine, riducendo così la necessità di interventi continui.
Una pratica molto diffusa tra gli apicoltori è la sciamatura artificiale. Questa tecnica consiste nel dividere una colonia forte prima che sciamano naturalmente, distribuendo telaini di covata e api in nuove arnie oppure creando nuclei che svilupperanno una nuova regina. In questo modo si controlla la riproduzione delle colonie senza perdere api e senza compromettere la produzione.
Rimane comunque fondamentale l’osservazione costante dell’apiario. In primavera è consigliabile controllare regolarmente gli alveari per individuare i primi segnali di sciamatura, come la presenza di celle reali, un forte sovraffollamento o la tipica barba di api all’ingresso dell’arnia nelle giornate più calde. Anche la presenza di molte api inattive e gonfie di miele all’interno dei favi può indicare che la colonia è vicina alla sciamatura.
Il controllo della sciamatura è quindi il risultato di una buona gestione complessiva dell’apiario. Spazio adeguato, regine giovani, equilibrio della popolazione e osservazione costante sono gli strumenti principali che permettono all’apicoltore di mantenere colonie forti e produttive. Con esperienza e attenzione è possibile ridurre sensibilmente questo fenomeno, mantenendo allo stesso tempo il rispetto per il naturale ciclo di vita delle api.
Pasquale Angrisani
Apicoltore Moderno