sabato , 24 Febbraio 2024
La lavorazione dei fogli cerei

La lavorazione dei fogli cerei

I pani di cera, di colore variabile dal giallo chiaro al bruno, vengono utilizzati dall’apicoltore per la produzione dei fogli cerei i quali riproducono il tramezzo di separazione tra le cellette di un favo naturale portando impressi in rilievo i fondi di cellette femminili (fig. 1). La fabbricazione dei fogli cerei avviene con l’utilizzo di attrezzature dette genericamente faccettatrici, le quali possono essere a stampo o a cilindri.

Fig. 1 Telaini-con-foglio-cereo-montato
Figura 1. Telaini con foglio cereo montato

Le prime, dette anche a pressa, sono costituite da due piastre metalliche sovrapponibili l’una all’altra; quella superiore porta due bracci terminanti in sfere le quali, trovando alloggiamento in apposite nicchie portate dalla piastra inferiore, servono a collegare al momento dell’uso le piastre stesse. Quella inferiore si trova poi a fare corpo con una piccola sponda metallica che la circonda, cosi da venire a costituire, nel suo complesso, una bacinella. Sulle due piastre si trovano incisi in rilievo i fondi delle cellette.

Per adoperare questo tipo di faccettatrice, dopo aver fatto fondere la cera a bagno-maria, per evitare che la stessa aderisca alle pareti si provvede alla accurata lubrificazione delle due piastre (soluzione formata con due parti di acqua, due di alcool ed una di miele oppure amido stemperato in acqua bollente ed in seguito diluito con acqua oppure semplicemente acqua saponata). Si versano sulla piastra inferiore 100 ± 150 grammi di cera fusa e si uniscono le due parti della faccettatrice raccogliendo l’eccedenza nella vaschetta situata sui bordi della piastra inferiore. La faccettatrice si raffredda tramite immersione in acqua fredda’. Quando si alza la piastra superiore il foglio cereo rimane aderente; è sufficiente utilizzare un coltello per staccarlo con facilità. L’attrezzo sopra descritto corrisponde a quello della cosiddetta faccettatrice a mano a pressione tipo «Rietsche ».

La faccettatrice a cilindri (fig. 2), ideata dall’americano Root, è costituita da due rulli orizzontali e paralleli sui quali si trovano incisi i fondi delle celle e la cui distanza è regolabile. Mediante un apposito ingranaggio questi cilindri vengono fatti ruotare in senso inverso da un motore mentre si fa passare fra di essi il nastro di cera precedentemente preparato facendo ricorso, originariamente, ad una tecnica speciale basata sull’uso di apposite assicelle di legno duro accuratamente piallate. ideate dal Monnier e dal Weed facendo sostanzialmente riferimento alle comuni macchine per la lavorazione della pasta.

Macchina per la produzione di fogli cerei
Figura 2. Faccettatrice a cilindri

Le faccettatrici a cilindri, per l’alto costo e la notevole produzione che possono fornire, non sono di regola adatte per il singolo apicoltore, ma vengono utilizzate con profitto dall’industria della fabbricazione dei fogli cerei. Questi hanno sempre uno spessore maggiore di quello del tramezzo dei favi naturali. Le api lo riducono utilizzando il materiale in eccesso per l’innalzamento delle pareti laterali delle cellette, Allo scopo di economizzare cera è stato proposto l’uso di fogli cerei molto sottili mentre è invece preferibile, specialmente quando si vogliono ottenere ‘sollecite costruzioni, usare fogli piuttosto spessi e quindi decisamente più resistenti e in grado di non deformarsi sotto l’azione del caldo. I fogli cerei da nido si considerano normali quando ne occorrono 8 ± 10 per arrivare ad un kilogrammo di peso, mentre si chiamano sottili quando ne occorrono da 11 a 12.

Tabella 1 – Numero di cellette presenti in un dm2 rapportato alla misura di 10 cellette.
Misure di 10 cellette (mm) 50 51 52 53 54 55 56 57
N. cellette in 1 dm2 920 890 850 820 790 760 740 710

Molto importante è il numero delle impronte di cellette per ogni decimetro quadrato di superficie (su di entrambe le facce) perché le dimensioni delle cellette da operaia devono essere simili a quelle che l’ape stessa costruisce in natura. Celle di dimensioni non appropriate comportano grossi inconvenienti: se sono troppo piccole le larve non si sviluppano adeguatamente, mentre se sono troppo grandi la regina depone quasi esclusivamente covata maschile. Il diametro medio delle celle costruite dalle razze d’api europee è compreso tra 5,13 mm (A. m. ligustica) e 5,51 mm (A. m. carnica); di conseguenza sul foglio cereo sono presenti rispettivamente 875 celle/dm2 e 760 celle/dm2. Esistono molti metodi per calcolare il numero di cellette presenti in un dm2 di foglio cereo. Un sistema molto semplice consiste nel misurare, da centro parete a centro parete, n. 10 cellette contigue. Dalla misura espressa in mm, adoperando la tab. 1, si può risalire direttamente al numero (approssimato) di cellette presenti in un dm2.

PIERO PITON Istituto di Entomologia agraria e Apicoltura Università di Torino
Fonte: L’apicoltore moderno 73, 105-107 (1982)

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