sabato , 24 Febbraio 2024
Il calendario dell'apicoltore: febbraio

Il calendario dell’apicoltore: febbraio

Febbraio gamba corta. Questo è il mese più corto dell’anno, con giornate incerte fra neve e pioggia e giornate di sereno e freddo alternato a giorni quasi primaverili.

Guardando bene in giro l’occhio esperto dell’apicoltore vedrà già i primi segnali della primavera, ai bordi delle strade più assolate fiorisce il farfaro; alacremente visitato dalle api il nocciolo; dove la neve si sta sciogliendo si trova l’erica carnea ricca di nettare e polline; qua e là spunta qualche primula e nelle coste assolate le prime viole. Dentro l’alveare la deposizione della covata è già ripresa da tempo e con l’apporto di nuovo bottino sta già occupando qualche favo.

Forse sembra una battuta, ma questo è proprio il mese nel quale si deve completare l’invernamento perché con l’avanzare della covata e la temperatura ancora fredda all’esterno, le api hanno bisogno di stare strette e al caldo.

Visitando gli alveari in una bella giornata di sole troveremo molti telaini vuoti e magari quelli laterali ancora pieni di miele e polline, perciò bisogna togliere i vuoti e avvicinare i pieni alla covata restringendo ulteriormente anche il nido se necessario. Regolare le porticine in modo che ci sia aria sufficiente perché possa evaporare l’umidità formatasi con lo sviluppo della covata.

È importante durante queste visite tenere coperto in parte l’alveare con una coperta o un sacco e usare poco fumo per non provocare il volo di troppe api che poi con il freddo della notte vanno perse.

Là dove ci sarà bisogno si potrà iniziare anche la nutrizione con candito magari integrato con vitamine, molto importanti per le api dopo il lungo periodo di clausura. Allo scopo si presta benissimo il candito proteico.

Non usare ancora la nutrizione liquida, sarebbe pericolosa con l’avvento di giornate fredde. Nelle api, costrette alla clausura, provocherebbe senz’altro diarrea, l’umidità provocherebbe micosi e nosema. Il candito con vitamine, oltre a favorire lo sviluppo della covata, aiuta le api vecchie già stremate dall’inverno, a resistere più a lungo e infonde energie abbondanti atte a poter sfruttare al meglio le poche risorse disponibili.

C’è da notare che è sempre più efficace un apporto di nutrizione dall’esterno in quanto stimola l’ape a capire che è iniziata l’importazione.

Non è raro osservare alveari pieni di miele e polline lasciati in autunno dall’apicoltore che a febbraio marzo non hanno ancora iniziato la covata malgrado abbiano regine giovani. Questo è dovuto proprio alla mancanza di stimolo e da una sorta di pigrizia da parte dell’ape stessa, perciò, specialmente in questi casi, bisogna aiutarla. Lo si può fare graffiando i telaini dalla parte rivolta verso la covata costringendo così le api a mettersi in contatto con il miele e il polline.

In questo periodo bisogna controllare bene le scorte rimaste appunto per sapersi regolare con la nutrizione. In questo periodo si manifestano eventuali infestazioni di acariosi o nosemiasi, con i primi voli si cominciano a notare api tremolanti sui fili d’erba incapaci. di alzarsi in volo e molte rimangono sul predellino morte o moribonde. In questo caso è utile farle analizzare. In caso di nosema all’interno dell’arnia si trovano defecazioni sparse sulle pareti e sui telaini, quando ci sono questi sintomi è bene intervenire subito altrimenti è quasi sicura la perdita dell’alveare. Si può risolvere questa malattia somministrando i medicinali indicati dai competenti organi incaricati e travasando le api in arnie pulite e disinfettate, cambiando i favi. Prima e dopo i trattamenti medicinali dare una buona nutrizione tiepida integrata con vitamine che possono essere anche lievito di birra, aglio, limoni, vino bianco o, come detto sopra, un prodotto già pronto e dosato.

Per quanto riguarda la Varroa vorrei fare una raccomandazione, anche se l’avrete sentita più volte, è molto importante che ci impegnamo in una lotta costante ed omogenea nella raccolta dei residui invernali e, appena possibile, nei test diagnostici, in modo da poter stabilire il grado di infestazione esistente per intervenire in tempo dove l’acaro è presente.

Per quanto riguarda i trattamenti vorrei raccomandare di usare, possibilmente, tutti gli stessi prodotti nei tempi e con le modalità che i tecnici indicano, non affidarsi ad iniziative private o solo per sentito dire, altrimenti corriamo il rischio di una lotta inefficace e magari inquinante. Perciò usare prodotti medicinali sì, ma con cautela e soltanto sotto la guida ed il controllo di persone esperte in materia. Solo così potremo salvare il nostro patrimonio apistico.

Altri lavori da fare in apiario in questo mese sono ben pochi tranne i soliti lavori di preparazione del materiale necessario durante la prossima stagione apistica che certamente il diligente apicoltore avrà già predisposto e controllato, cioè pulire e raschiare bene le arnie, i melari, i fondi pigliapolline, i telaini da nido e da melario; preparare nuovi telaini armati con fogli cerei e molte altre cosette tutte importanti per un buon inizio di stagione.

Fatti questi lavori e controlli è meglio lasciare calme e tranquille le api perché avremo ancora giornate fredde ed incerte. È meglio attendere l’inizio della buona stagione per poi procedere più a fondo nei controlli. Potrà succedere di trovare qualche caso di orfanità che sarà difficile rimediare se non si hanno regine di scorta, se non riunire la famiglia orfana ad una con la regina, accertandosi prima che le api siano sane altrimenti si rischia di fare un danno.

Nel caso le famiglie con sintomi di malattia o orfane fossero deboli conviene distruggerle e attendere con fiducia il periodo della sciamatura per rimediare le perdite subite. È sempre meglio un alveare forte che tre deboli, infatti da questi in generale si avranno più delusioni che soddisfazioni. Chiudo augurando a tutti un buon lavoro e tante soddisfazioni.

Pietro Francescatti

Info Redazione

Guarda anche

Parete multifunzionale

Parete multifunzionale

Il mondo dell’apicoltura ci insegna che occorre essere organizzati, e la parete multifunzionale serve a …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.