sabato , 13 Aprile 2024
L'anestetico in apicoltura
Fumo bianco e denso dovuto alla pirolisi del nitrato d'ammonio. Foto di Antonio Angrisani

L’anestetico in apicoltura

Il protossido d’azoto (N2O) in apicoltura non è molto usato, anche se in molte occasioni dopo che le api sono state anestetizzate (Figura 1) può facilitare il lavoro dell’apicoltore, come:

L'anestetico in apicoltura
Figura 1. Api anestetizzate.
  • fare spostamenti in qualsiasi punto nell’apiario o nel raggio di volo delle api, sfruttando la perdita di memoria;
  • recuperare con tutta tranquillità sciami selvatici difficili da catturare, che si sarebbero dovuti sacrificare;
  • inserire una regina feconda o una cella reale matura (in alveari orfani);
  • costituire dei nuclei, o mini nuclei di fecondazione, senza preoccuparsi che le api ritornino nell’alveare da cui sono state prelevate;
  • la riunione immediata di famiglie o il rinforzo di alcune famiglie con l’aggiunta di uno sciame o di un pacchetto di api.
L'anestetico in apicoltura
Figura 3. Nitrato d’ammonio.

Le sue proprietà come “gas esilarante” sono state descritte per la prima volta da un chimico inglese Sir Humphrey Davy (1778 – 1829), le sue proprietà narcotiche ne hanno favorito l’impiego in chirurgia umana come anestetico.

Se vogliamo praticare l’anestesia alle api è indispensabile impiegare solo del protossido d’azoto puro (Figura 2), quello venduto dai fornitori di materiale apistico, extrema ratio si può produrre dalla decomposizione termica del nitrato d’ammonio (NH4NO3) impiegato in agricoltura come fertilizzante. Quest’ultimo è reperibile sotto forma di cristalli incolori e inodori a basso costo in tutti i consorzi agrari, è molto solubile in acqua (1920 g/l a 20°C) e mediamente solubile in etanolo (38 g/l a 20° C) ed è stabile a temperature ordinarie (Figura 3).

L'anestetico in apicoltura
Figura 2. Protossido di azoto.
L'anestetico in apicoltura
Figura 4. Rotolino di juta imbevuto nella soluzione.

Per ottenere il protossido di azoto (N2O) (decomposizione termica (pirolisi) del nitrato d’ammonio), basta inserire nella caldaia dell’affumicatore, sul combustibile acceso, 5 grammi di nitrato d’ammonio equivalente a un cucchiaino da caffè, con la dose di circa 20 g si riesce ad addormentare un’intera famiglia di api.
Quando la combustione darà luogo ad un fumo di colore bianco e denso, ricco di protossido di azoto, si dirigerà il getto di fumo sulle api per calmarne l’aggressività, bastano all’incirca 15 – 20 secondi affinché le api anestetizzate, solo all’apparenza addormentate, restino inerte per circa 15 minuti, senza peraltro subire danni (Figura 5).

Durante la decomposizione termica del nitrato d’ammonio NH4NO3 → N2O + 2 H2O, la quantità di protossido d’azoto che fuoriesce dall’affumicatore va diminuendo. Si consiglia quindi, per ottenere una fuoriuscita costante del protossido d’azoto (N2O) dall’affumicatore, di utilizzare delle strisce di juta immerse preventivamente in una soluzione contenente nitrato d’ammonio ed acqua, nel rapporto 2:1 e fatte asciugare al sole e conservate poi in sacchetti di plastica sigillate per evitare che assorbino umidità (Figura 4).

L'anestetico in apicoltura
Figura 5. Api al risveglio dopo l’effetto dell’anestesia.

Quando usarlo
L’anestetico va usato saltuariamente solo in casi particolari, quando le api sono particolarmente aggressive e seguendo delle regole precise, perché se viene utilizzato in modo scorretto e ripetuto, comporta dei rischi per le api. Alcuni dei quali sono:

  • un cattivo dosaggio del nitrato d’ammonio immesso nell’affumicatore;
  • quando le api nel periodo che sono addormentate non possono accudire la covata che si raffredda quando la temperatura è bassa;
  • quando la temperatura è alta e lo strato di api che si forma sul fondo dell’alveare è eccessivo, le api possono morire per surriscaldamento.

Non in misura minore va incontro l’apicoltore, se lavora in ambienti chiusi.
Il protossido d’azoto, che si sviluppa dalla decomposizione termica del nitrato d’ammonio, se inalato a basse concentrazioni può provocare vertigini, mal di testa o nausea, ad alte concentrazioni ha effetti anestetici.
In presenza di tali sintomi è opportuno pensare subito di allontanarsi e far cambiare l’aria nel locale. Mentre in ambienti aperti e ben aerati, anche in assenza di vento, è difficile che venga inalato.

Pasquale Angrisani
Aggiornato al 26 dicembre 2022

Info Pasquale Angrisani

Guarda anche

Alveari più salubri

Alveari più salubri

È frequente sul finire dell’inverno o all’inizio della primavera, quando eseguiamo la prima visita negli …

4 Commenti

  1. Vorrei avere la certezza di quello che ho letto nell’articolo. Il nitrato di ammonio è quello che si usa in agricoltura come fertilizzante che si vende nei consorzi agrari.

    • Il nitrato d’ammonio è uno dei più importanti composti azotati, usati come concime in agricoltura, che si vende nei consorzi agrari. È stabile a temperatura ambiente, ma se viene bruciato nella caldaia dell’affumicatore ad una temperatura di 170 – 260°C si decompone producendo il protossido di azoto che è un narcotico sintetico per le api.

  2. Vero ? Grazie e buona giornata

  3. Ho cercato disperatamente nei consorzi agrari il nitrato di ammonio, non lo si trova quasi mai puro. Con una ricerca in internet ho scoperto che è il reagente principale nelle buste di ghiaccio istantaneo, molto più facilmente reperibile in farmacia e in quantità più che sufficiente per scopi apistici (150 gr per busta).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.