venerdì , 22 Maggio 2026
Sciame in pausa, pronto a riprendere il loro viaggio. Foto di Pasquale Angrisani.

Trasformare la sciamatura naturale in nuove famiglie di api

All’inizio può sembrare controproducente dedicare tempo e risorse alla creazione di nuclei partendo da un’arnia che ha appena sciamato. Spesso si pensa che l’alveare sia indebolito e che la stagione produttiva sia compromessa. In realtà, la sciamatura non rappresenta soltanto una perdita di miele: può trasformarsi in un’opportunità strategica per rafforzare e moltiplicare l’apiario, sfruttando un evento naturale come mezzo di organizzazione produttiva, e sviluppo dell’attività.

La sciamatura è un fenomeno fisiologico essenziale per la sopravvivenza della specie Apis mellifera, poiché consente la riproduzione dell’intera famiglia. Non si tratta solo della nascita di nuove api all’interno della colonia, ma anche della formazione di nuovi nuclei, naturali o artificiali, che permettono di espandere e migliorare l’apiario (Winston, 1987; Seeley, 1985). Comprendere e gestire questo processo significa trasformare un apparente problema in una risorsa concreta, ottenendo nuove famiglie robuste e vitali.

Quando un alveare sciama, la vecchia regina lascia l’alveare insieme a una parte consistente della popolazione, principalmente api giovani (Winston, 1987). La colonia madre si ritrova improvvisamente privata di forza lavoro e con una temporanea interruzione della deposizione. Le api rimaste, soprattutto bottinatrici, devono riorganizzarsi, curare la covata e progressivamente trasformarsi in nutrici, causando rallentamenti nello sviluppo della colonia e nella raccolta del nettare (Seeley, 2010). Se non si interviene, la colonia può produrre sciami secondari o terziari guidati da regine vergini, indebolendosi fino a compromettere la sopravvivenza invernale. Un intervento tempestivo permette invece di utilizzare le celle reali già presenti per creare nuclei, evitando ulteriori emissioni di sciami e valorizzando un materiale biologico di alta qualità.

Subito dopo la partenza dello sciame primario è fondamentale effettuare un’ispezione accurata dell’arnia. Bisogna osservare i telaini di covata opercolata, la popolazione di api rimasta e la distribuzione delle celle reali lungo i favi. In questa fase preliminare è importante valutare sia il numero delle celle disponibili sia la forza residua della colonia, così da stabilire quanti nuclei sia possibile formare senza indebolire eccessivamente l’alveare. La selezione delle celle reali è un passaggio cruciale: vanno scelte quelle grandi, ben conformate e con superficie rugosa, indice di un buon allevamento, mentre le celle piccole o mal posizionate devono essere rimosse con cura, lasciando un piccolo pezzo di cera alla base per evitare danni ai favi. La cella selezionata va poi inserita nella parte alta della covata, dove la temperatura è più stabile.

La Sciamatura Artificiale, Sotto lo Stesso Tetto
Apertura dell’arnia per controllare lo stato della covata dopo la sciamatura. Foto di Antonio Angrisani

La formazione dei nuclei deve garantire autosufficienza termica e alimentare. In genere, ogni nucleo comprende due telaini di covata opercolata, un telaino ricco di miele e polline e un foglio cereo o un favo già costruito, che permetta alla futura regina di espandere la deposizione. Se i nuclei rimangono nello stesso apiario, è utile aggiungere ulteriori api dall’alveare madre, poiché le api più anziane torneranno naturalmente nella loro posizione originale. Per rafforzare rapidamente il nucleo senza stressare ulteriormente le api, è possibile posizionarlo al posto di un alveare molto forte, spostando quest’ultimo di qualche metro: le bottinatrici rientrando nella posizione precedente rinforzeranno il nucleo con forza lavoro immediata, accelerandone lo sviluppo.

Dopo la formazione, è essenziale evitare controlli frequenti. La regina nascerà in pochi giorni e completerà i voli di orientamento e fecondazione in circa una settimana (Winston, 1987). Disturbi in questa fase possono favorire l’agomitolamento o la perdita della regina. Quando si osservano le prime uova fresche, si può intervenire con una leggera alimentazione stimolante a base di sciroppo 1:1 per sostenere la costruzione dei favi e preparare il nucleo all’inverno.

Adottando questa tecnica, un apicoltore trasforma una perdita produttiva in un investimento futuro. Le regine ottenute derivano da un processo naturale, con alta vigoria e buona adattabilità (Seeley, 1985). Il blocco naturale della covata tra sciamatura e ripresa della deposizione è un momento ideale per intervenire contro la Varroa destructor, migliorando la salute complessiva delle nuove famiglie. La formazione dei nuclei consente anche di sostituire le regine vecchie, ridurre il rischio di ulteriori sciami e aumentare la stabilità dell’apiario, con vantaggi economici e gestionali. Infine, selezionando celle reali di colonie vigorose, si può migliorare gradualmente la genetica dell’intero apiario, trasformando la sciamatura da evento imprevedibile in un vero strumento di crescita e miglioramento continuo.

Redazione

Riferimenti Bibliografici

  1. Seeley, T. D. (1985). Honeybee Ecology: A Study of Adaptation in Social Life. Princeton, NJ: Princeton University Press.
  2. Seeley, T. D. (2010). Honeybee Democracy. Princeton, NJ: Princeton University Press.
  3. Winston, M. L. (1987). The Biology of the Honey Bee. Cambridge, MA: Harvard University Press.

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