domenica , 24 Maggio 2026
Api salve grazie all’IA: la trappola anti calabrone asiatico degli studenti francesi
Vespa velutina in volo, un predatore sempre più presente nei nostri territori

Api salve grazie all’IA: la trappola anti calabrone asiatico degli studenti francesi

Davanti a un alveare sotto attacco, il problema si vede subito. Le api rallentano, restano più vicine all’ingresso, volano meno. Il calabrone asiatico pattuglia l’arnia come un predatore in attesa, prende posizione e consuma energia alla colonia anche solo con la sua presenza. Il nido, però, sta altrove. Spesso in alto, nascosto tra i rami. Oppure in una siepe, in un’area verde, in un punto difficile da raggiungere. Per gli apicoltori il guaio comincia proprio lì: vedere la minaccia è facile, trovarne l’origine richiede tempo.

Il nome scientifico è Vespa velutina nigrithorax, conosciuta anche come calabrone asiatico a zampe gialle. Ha livrea scura, zampe con estremità gialle, dimensioni leggermente inferiori rispetto al calabrone europeo e una forte pressione predatoria sulle api. In Italia è arrivata nel 2012, con le prime segnalazioni in Liguria, poi si è spostata in altre aree della penisola, dalla Toscana al Piemonte, con presenze registrate anche in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Sardegna. La mappa resta da aggiornare di continuo, perché la specie avanza per focolai e nidi individuati sul territorio.

Dentro questa partita si inserisce Safe To Bee, una trappola connessa sviluppata in Francia e pensata per fare due cose molto concrete: catturare in modo selettivo la Vespa velutina e aiutare a localizzare i nidi. Il dispositivo usa un’esca, un sistema di cattura mirato e una camera con intelligenza artificiale per seguire la traiettoria dei calabroni ancora vivi quando vengono rilasciati. L’obiettivo è capire dove tornano, quindi restringere l’area in cui cercare il nido.

La trappola che osserva
L’idea è semplice da raccontare, meno semplice da far funzionare sul campo. La trappola intercetta il calabrone asiatico vicino agli alveari, segnala quando si riempie e libera alcuni esemplari vivi. A quel punto la camera li segue mentre ripartono. Più osservazioni, da punti diversi, possono aiutare a stimare la direzione del nido attraverso un sistema di triangolazione. In pratica: invece di cercare a caso tra alberi, tetti e siepi, si prova a seguire la strada di ritorno dell’insetto.

Il progetto dichiara anche un’altra caratteristica importante: la selettività. Le trappole contro la Vespa velutina sono un tema delicato, perché un dispositivo poco preciso rischia di catturare anche api, farfalle e altri insetti utili. Qui il tentativo è restringere il bersaglio, riducendo l’impatto sugli altri impollinatori. Safe To Bee viene presentato come un sistema autonomo, connesso, alimentato anche da piccoli pannelli solari e collegato a un’applicazione per monitorare il dispositivo e facilitare il contatto con professionisti della rimozione dei nidi.

Il progetto è promettente, però va ancora misurato fuori dalla scheda tecnica. Serve capire quanto il sistema regga nelle condizioni reali: pioggia, vento, distanza, vegetazione, posizione degli apiari, densità dei nidi, comportamento degli insetti. Una trappola funziona davvero quando smette di essere una bella idea e comincia a lavorare accanto agli alveari.

Il rischio, quando si parla di specie invasive, è passare da una semplificazione all’altra. Da una parte l’allarme generico, dall’altra la soluzione salvifica. Il calabrone asiatico richiede un’altra postura: monitoraggio, segnalazioni corrette, interventi mirati, dispositivi selettivi, coordinamento tra apicoltori e istituzioni locali. Safe To Bee entra in questa cornice, con un’idea utile proprio perché prova a ridurre lo spreco di tempo e l’impatto sugli insetti sbagliati.

Una trappola con intelligenza artificiale, da sola, difficilmente cambierà la sorte delle api. Può però diventare un pezzo utile dentro una strategia più ampia, se riuscirà a dimostrare sul campo precisione, resistenza e vera selettività. Le api lavorano già abbastanza. Almeno il nido, qualcuno, deve andarlo a cercare meglio.

Ilaria Rosella Pagliaro
Fonte: greenme

Info Redazione

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