domenica , 26 Luglio 2026
Calabrone asiatico

Calabrone asiatico: dove si nasconde in primavera? I segnali che conviene cogliere subito

La primavera riapre balconi, rimesse, sottotetti, vasi sul terrazzo e quei piccoli angoli di casa che durante l’inverno restano quasi invisibili. Proprio lì, mentre si riprende confidenza con l’aria mite e con le faccende lasciate in sospeso, una regina di calabrone asiatico può già aver trovato il suo rifugio. Il problema nasce tutto da questa discrezione: il primo nido è minuscolo, resta basso, sfrutta posizioni riparate e passa facilmente per un dettaglio qualsiasi.

In Italia la specie è presente da anni ed è monitorata da una rete nazionale coordinata anche dal CREA; oggi la presenza è consolidata soprattutto in Liguria e Toscana, con segnalazioni o ritrovamenti anche in Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Puglia e Sardegna. Inoltre Vespa velutina rientra tra le specie esotiche invasive di rilevanza unionale.

Tra gronde, pergolati, casotti e davanzali
Tra febbraio e maggio le regine escono dai ripari invernali, si alimentano e cercano il punto giusto da cui far partire una nuova colonia. In questa fase i nidi primari compaiono spesso su manufatti umani: davanzali, terrazzi, sotto le tettoie, nei pergolati, lungo le sporgenze del tetto. È la ragione per cui il primo controllo utile comincia sempre dall’alto, con gli occhi rivolti verso gronde, travi e soffitti dei piccoli annessi di casa. Le segnalazioni italiane degli ultimi anni confermano proprio questo schema stagionale, con i primi avvistamenti già a marzo e i primi nidi primari individuati a fine mese.

Il punto più insidioso resta il casotto degli attrezzi, perché un luogo del genere offre quiete, copertura e pochissimo disturbo. Anche una semplice giunzione tra una trave e il tetto può bastare. Lo stesso vale per le verande, i sottobalconi, le tettoie esterne e quei bordi di copertura che da terra si guardano di rado. La regola utile è semplice: quando un esemplare compie andirivieni ripetuti verso lo stesso punto, quel punto merita attenzione. La regina sta quasi sempre lavorando a un inizio di colonia. In casi più rari il nido primario può comparire anche in ripari naturali: nel 2025, in Toscana, una fondatrice è stata localizzata perfino dentro una fessura rocciosa.

I segnali che conviene cogliere subito
All’inizio il nido ha un aspetto modesto, quasi innocuo, una piccola struttura cartacea che può sembrare una pallina grigiastra attaccata a una superficie riparata. È proprio questa modestia a renderlo sfuggente. In estate il quadro cambia: la colonia cresce, il nido secondario si sposta spesso in posizioni più alte e meno accessibili, talvolta oltre i cinque metri, e intercettarlo diventa molto più difficile. Per questo la primavera resta la finestra più utile per accorgersi della presenza del calabrone asiatico quando il problema è ancora all’inizio.

Un altro elemento utile riguarda il riconoscimento dell’insetto. Vespa velutina mostra una livrea molto scura, una fascia giallo-arancio sull’addome e soprattutto le estremità delle zampe gialle, dettaglio che le ha valso il nome comune di calabrone a zampe gialle. In Italia, inoltre, la confusione cresce per la presenza di Vespa orientalis, specie autoctona del Sud e oggi in espansione verso altre aree della penisola. Guardare bene il colore del corpo e delle zampe aiuta a evitare allarmi sbagliati.

Se trovi un nido, la prudenza vale più dell’improvvisazione
Davanti a un nido, anche piccolo, serve una linea chiara: distanza, calma, segnalazione. Le indicazioni diffuse dalla rete StopVelutina spiegano che i nidi vanno sempre segnalati e che il fai-da-te espone a un rischio concreto, perché in prossimità del nido questi insetti diventano aggressivi e il veleno può provocare anche shock anafilattico.

Per i nidi primari il consiglio operativo resta quello di rivolgersi alle autorità competenti, ai Vigili del Fuoco o alle squadre locali di intervento; per i nidi secondari questa strada diventa ancora più importante. In molte aree italiane la segnalazione passa attraverso referenti regionali, associazioni di apicoltori o il form dedicato di StopVelutina. Il calabrone asiatico lavora presto, in silenzio, e all’inizio occupa spazi che sembrano troppo comuni per destare attenzione. È proprio lì che conviene guardare adesso.

Fonte: StopVelutina

Info Redazione

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