venerdì , 6 Febbraio 2026
Abruzzo

La Regione Abruzzo apre all’Apicoltura Familiare

La notizia è la seguente: la Regione Abruzzo ha ripubblicato l’avviso per la presentazione delle domande per i contributi in apicoltura previsti dal programma apistico regionale 2023/2024

Questo provvedimento nasce per dare esecuzione alla Sentenza n. 278/2024 emessa dal TAR Abruzzo. L’avviso consente, per la prima volta, alle aziende apistiche le cui produzioni sono destinate all’autoconsumo, registrate in BDA “ALLEVAMENTO FAMILIARE”, di accedere ai contributi previsti (es. arnie, bilance, regine, presidi, ecc) facendo domanda fino al prossimo 5 agosto (determinazione n. 12517/24 del 9/7/2024).

Il precedente avviso (determinazione DPD019/165 del 22/11/2023) aveva precluso, come accade in tutte le regioni, a chi svolge apicoltura familiare di accedere ai contributi.

Ma come si è arrivati a questo?
La Regione Abruzzo aveva pubblicato, lo scorso inverno, l’avviso pubblico per la concessione degli aiuti previsti per il settore apicoltura prevedendo, come accade in ogni regione, tra i possibili beneficiari i soli apicoltori professionisti.

L’esclusione dell’apicoltura familiare non è piaciuta all’apicoltore Agostino D’Agostino che aveva fatto domanda di contributo ed era stato escluso per mancanza del requisito. Così Agostino ha presentato ricorso al TAR Abruzzo (11/2024), nei confronti della Regione Abruzzo e di Agea, per l’annullamento dell’Avviso pubblico.

Il TAR Abruzzo con sentenza n. 278/24, nel Giudizio N.R.G. 36/2024, pubblicata il 29 maggio 2024, ha annullato in parte l’Avviso costringendo così la Regione Abruzzo a ripubblicare l’avviso prevedendo anche la partecipazione di chi effettua Apicoltura familiare.

Ma quanti sono gli apicoltori in Italia che fanno Apicoltura familiare e professionale?
Secondo il censimento 2023 (pubblicato su www.vetinfo.it) in Italia sono censiti 74.983 apicoltori di cui:
– 55.307 sono da Apicoltura familiare
– 19.676 sono da Apicoltura professionale

Da una parte l’apicoltura familiare e dall’altro l’apicoltura professionale che vive di una forte crisi a causa degli effetti dei cambiamenti climatici, della mancata produzione e della concorrenza sleale di miele che spesso arriva dall’estero.

Alla luce della sentenza, Agea, Organismo pagatore che ha la funzione di gestire e controllare le spese finanziate dai Fondi Europei FEAGA e FEASR, ha annullato la disposizione modificando le Istruzioni Operative n. 79 prot. 59268 del 31 luglio 2023, punto 6 – Beneficiari:

“Sono escluse dal beneficio le aziende apistiche le cui produzioni sono destinate esclusivamente all’autoconsumo, come registrato in BDA”.

Alla luce di questa importante novità non si esclude che le altre regioni possano aprire alla partecipazione ai contributi a tutto il settore apistico, compreso chi alleva meno di 10 alveari, chi rientra nel campo dell’apicoltura familiare.

Nel frattempo abbiamo sentito telefonicamente Agostino D’agostino che ringraziamo ancora.

Agostino, come mai hai intrapreso questa battaglia?

“𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑏𝑎𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒, 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑡𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑓𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑖 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝐷𝐴 𝑐𝑜𝑚𝑒 “𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒” 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖. 𝐼𝑛𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝐴𝑏𝑟𝑢𝑧𝑧𝑜, 𝑎𝑙 31 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 2023, 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑒𝑛𝑠𝑖𝑡𝑖 2399 𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖:
– 1690 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑛𝑜 𝑙’𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒
– 709 𝑝𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑛𝑜 𝑙’𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒

𝐿𝑎 𝐺𝑖𝑢𝑛𝑡𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎 𝑛. 45 𝑑𝑒𝑙 31 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜 2023, 𝑎𝑣𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑑 𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 “𝑅𝑒𝑔𝑜𝑙𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 (𝑈𝐸) 𝑛. 2021/2115 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑖𝑙 𝑆𝑜𝑡𝑡𝑜𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝐴𝑝𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑜𝑑𝑜 2023/2027 𝑒 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑖 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑒𝑟𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎.

𝐷𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑡𝑜 𝑒𝑑 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑝𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑎𝑏𝑟𝑢𝑧𝑧𝑒𝑠𝑒. 𝑁𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑛𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑂𝐶𝑀 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑎𝑛𝑛𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 2022-2023, 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝐷𝑒𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝐺𝑖𝑢𝑛𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐴𝑏𝑟𝑢𝑧𝑧𝑜, 𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑑𝑎 𝑝𝑟𝑎𝑠𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑜𝑙𝑖𝑑𝑎𝑡𝑎, 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑓𝑖𝑐𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑣𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑜 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝑎𝑛𝑐𝑎 𝐷𝑎𝑡𝑖 𝐴𝑝𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 (𝑛𝑜𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝐵𝐷𝐴) 𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑜 10 𝑎𝑙𝑣𝑒𝑎𝑟𝑖.

𝑁𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑛𝑑𝑎 𝑎𝑛𝑛𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀, 𝑎𝑛𝑛𝑜 2023/24, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑢𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑙 𝑇𝑎𝑣𝑜𝑙𝑜 𝑇𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑣𝑒 𝑠𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑜 𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑜, 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑒 𝑙𝑒 𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑎𝑝𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒 𝑐𝑢𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑎𝑡𝑒 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑢𝑡𝑜𝑐𝑜𝑛𝑠𝑢𝑚𝑜, 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐵𝐷𝐴 𝑐𝑜𝑚𝑒 “𝑎𝑙𝑙𝑒𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒”. 𝑇𝑎𝑙𝑒 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒̀ 𝑓𝑟𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 “𝑐𝑖𝑟𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝐴𝐺𝐸𝐴” 𝑐ℎ𝑒, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑒̀ 𝑛𝑜𝑡𝑜, 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑜 𝑛𝑒́ 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑛𝑡𝑟𝑜𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑟𝑒 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑒𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑎𝑖 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑓𝑖𝑐𝑖 𝑛𝑒́ 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑜𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑖.

𝑆𝑎𝑝𝑝𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐸𝑢𝑟𝑜𝑝𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑎𝑡𝑖 𝑎𝑙𝑙’𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑜 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑝𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑠𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝑏𝑎𝑠𝑒 𝑎𝑙 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑣𝑒𝑎𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑒𝑑𝑢𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒. 𝐴𝑙𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑜̀, ℎ𝑜 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑎 𝑙’𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑎𝑖 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑒 𝑑𝑎𝑖 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑓𝑖𝑐𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑟𝑒𝑔𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑖.

𝑆𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐴𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐴𝑏𝑟𝑢𝑧𝑧𝑜, 𝐸𝑛𝑛𝑖𝑜 𝑃𝑖𝑟𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖, ℎ𝑜 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑎𝑙 𝑇𝐴𝑅.

𝐴 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑔𝑖𝑢𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑑 𝐴𝑑𝑖𝑢𝑣𝑎𝑛𝑑𝑢𝑚 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐴𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝐴𝑏𝑟𝑢𝑧𝑧𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜.
𝑈𝑛 𝑟𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑣𝑣𝑜𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑀𝑎𝑟𝑡𝑎 𝑃𝑖𝑟𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖 (𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 ) 𝑒𝑑 𝐴𝑙𝑓𝑟𝑒𝑑𝑜 𝑄𝑢𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑜𝑟𝑜 𝑑𝑖 𝑇𝑒𝑟𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑠𝑒𝑑𝑒 𝑇𝐴𝑅 𝐴𝑏𝑟𝑢𝑧𝑧𝑜 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑏𝑒𝑛 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎𝑖𝑎 𝑎𝑝𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜𝑟𝑖”.

Fonte: La voce dell’apicoltura

Info Redazione

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2 Commenti

  1. Adesso fate gli scontrini, pagate le tasse e mettete in regola i laboratori, come fanno gli apicoltori professionisti!

  2. L’amore per le api ci unisce, gli interessi ci dividono.

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