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Le api invernali: come nascono e perché sono fondamentali per la sopravvivenza della colonia
Corpi grassi (bianchi), ridotti in una bottinatrice (sinistra), completamente sviluppati in una “ape invernale” (destra). Credito fotografico (per permesso): Keller, I P Fluri, A Imdorf (2005) La nutrizione del polline e lo sviluppo della colonia in api mellifere: Parte 1. Bee World 86(1): 3-10.

Le api invernali: come nascono e perché sono fondamentali per la sopravvivenza della colonia

La preparazione di una colonia all’inverno inizia molto prima dell’arrivo del freddo. Già dalla fine dell’estate, quando le giornate si accorciano e calano le risorse nettarifere, la famiglia entra in una fase di transizione che porta alla produzione delle api invernali, operaie fisiologicamente specializzate che sosterranno l’alveare durante i mesi più difficili (Breitkreuz et al., 2021). Questa trasformazione è indotta da segnali ambientali — fotoperiodo, temperatura e disponibilità di polline — e da cambiamenti interni come la riduzione della covata e variazioni feromonali (Mattila & Otis, 2007). Per l’apicoltore ciò significa che la gestione dell’invernamento inizia in realtà a fine estate, periodo in cui è essenziale controllare la forza della colonia, la salute della regina, la pressione della varroa e la disponibilità di scorte.

Le api invernali presentano caratteristiche fisiologiche profondamente diverse dalle api estive. Una delle più importanti è l’accumulo di maggiori riserve di grasso corporeo, che rappresentano un serbatoio di energia indispensabile quando il volo esterno è impossibile e l’attività dell’alveare si concentra sul mantenimento del glomere (Brejcha et al., 2023). A questo si aggiunge l’aumento della vitellogenina, una proteina che non solo contribuisce alla longevità delle api ma rafforza anche il loro sistema immunitario e la resistenza allo stress ossidativo, garantendo la sopravvivenza per diversi mesi (Amdam & Omholt, 2002). Le ghiandole ipofaringee risultano meno attive: poiché in inverno non viene allevata covata, la loro ridotta funzione consente un notevole risparmio energetico (Hrassnigg & Crailsheim, 2005). Anche il comportamento cambia: le api invernali hanno una minore propensione al volo e restano nel glomere per mantenere la temperatura interna dell’alveare, proteggendo in particolare la regina (Cormier et al., 2022).

Da un punto di vista pratico, la qualità delle api invernali è fortemente influenzata dal lavoro dell’apicoltore. Una corretta gestione del polline è fondamentale, perché una nutrizione proteica insufficiente compromette la produzione di vitellogenina e quindi la longevità e la robustezza delle api che dovranno affrontare l’inverno (Di Pasquale et al., 2016). Il controllo tempestivo e mirato della varroa è altrettanto cruciale: parassiti presenti in grandi quantità in fine estate danneggiano le pupe che diventeranno le api invernali, portando spesso a perdite invernali significative (Rosenkranz et al., 2010). Infine, la corretta distribuzione delle scorte e una buona ventilazione dell’arnia aiutano a prevenire fame, umidità e muffe, problematiche tanto pericolose quanto il freddo stesso.

In definitiva, le api invernali rappresentano il pilastro su cui si regge l’intera sopravvivenza della colonia nei mesi più rigidi. Sono loro a mantenere il glomere, a regolare la temperatura, a custodire la regina e a consumare con parsimonia le scorte. Senza questi adattamenti fisiologici e senza una gestione attenta da parte dell’apicoltore, l’inverno resta la fase più critica dell’anno. Garantire la produzione di api invernali sane e longeve significa assicurarsi una colonia forte, pronta a ripartire con vigore alla successiva fioritura primaverile.

Pasquale Angrisani

Riferimenti bibliografici

  1. Amdam, G.V., & Omholt, S.W. (2002). The regulatory anatomy of honeybee lifespan. Journal of Theoretical Biology, 216(2), 209–228.
  2. Breitkreuz, L. et al. (2021). Environmental cues and seasonal colony dynamics in honey bees. Apidologie, 52(3), 497–510.
  3. Brejcha, J. et al. (2023). Fat body dynamics and overwintering physiology in honey bees. Insect Biochemistry and Molecular Biology, 152, 103899.
  4. Cormier, G. et al. (2022). Winter cluster thermoregulation and survival strategies of honey bees. Bee Science Review, 18(1), 45–57.
  5. Di Pasquale, G. et al. (2016). Influence of pollen nutrition on honey bee health. PLOS ONE, 11(3): e0161056.
  6. Hrassnigg, N., & Crailsheim, K. (2005). Differences in drone and worker physiology in honey bees. Apidologie, 36, 255–277.
  7. Mattila, H.R., & Otis, G.W. (2007). Dwindling resources trigger production of winter bees. Insectes Sociaux, 54, 509–516.
  8. Rosenkranz, P., Aumeier, P., & Ziegelmann, B. (2010). Biology and control of Varroa destructor. Journal of Invertebrate Pathology, 103(Suppl 1), S96–S119.
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