Un gesto vile e deliberato che ha provocato la morte di oltre un milione e mezzo di api e la distruzione di 25 arnie. È quanto accaduto nella giornata di sabato 30 maggio in via Piano Rosso, nella provincia di Latina, dove l’azienda Apicoltura Giammatteo è stata vittima di un grave atto vandalico che ha colpito non solo un’attività produttiva, ma anche un patrimonio fondamentale per l’ambiente e la biodiversità.
A denunciare l’accaduto sono stati gli stessi titolari dell’azienda attraverso un post e un video pubblicati sulla pagina Facebook ufficiale. Le immagini mostrano i danni provocati da un’azione che, secondo gli apicoltori, sarebbe stata pianificata nei minimi dettagli per massimizzare le conseguenze.

Secondo la ricostruzione fornita dall’azienda, le 25 arnie sarebbero state prima sigillate con schiuma espansa nelle aperture di accesso e successivamente trattate con zolfo, provocando il soffocamento delle api al loro interno. Un metodo che lascia pochi dubbi sulla natura intenzionale del gesto.
«Un atto infame e vigliacco», lo definiscono dall’Apicoltura Giammatteo. «Un atto atroce, studiato nei minimi dettagli per non lasciare scampo. Questo è un attacco deliberato e gratuito da parte di chi non ha un briciolo di dignità».
Il danno economico è enorme. Con un solo raid sono andati perduti mesi di lavoro, investimenti e sacrifici. «È andato in fumo il lavoro di intere stagioni, fatto di sudore, sacrifici e notti insonni. Chi ha compiuto questo gesto ha distrutto il frutto delle nostre fatiche quotidiane, agendo nell’ombra come i codardi», scrivono ancora i titolari.
Ma oltre all’aspetto economico, ciò che preoccupa maggiormente è l’impatto ambientale. Le api rappresentano infatti uno degli elementi più importanti per l’equilibrio degli ecosistemi e per l’agricoltura, grazie al loro ruolo insostituibile nell’impollinazione. Colpire questi insetti significa arrecare un danno che va ben oltre i confini dell’azienda coinvolta.
La notizia ha suscitato sgomento e indignazione nell’intero mondo dell’apicoltura. Numerosi apicoltori, associazioni di categoria e operatori del settore hanno espresso vicinanza alla famiglia Giammatteo, sottolineando come un gesto simile colpisca non soltanto una singola azienda, ma una comunità che ogni giorno lavora con dedizione per tutelare le api e l’ambiente. Dietro ogni arnia, infatti, ci sono anni di esperienza, sacrifici, investimenti e un profondo rispetto per la natura. Per questo motivo, il raid di Latina viene percepito come una ferita che coinvolge tutti coloro che operano nel settore apistico.
«La cosa più grave è che è stata colpita la vita di migliaia di api, creature fondamentali per il mondo intero, senza le quali la terra stessa non avrebbe un futuro. Ucciderle significa compiere un gesto folle e distruttivo che danneggia l’ambiente e l’intera comunità».
A parlare è anche Alessandro Giammatteo, uno dei titolari dell’azienda familiare attiva da circa 26 anni tra Lazio e Umbria, che ha immediatamente presentato denuncia ai Carabinieri Forestali. Secondo l’apicoltore, chi ha agito potrebbe conoscere molto bene il settore apistico, considerando le modalità con cui è stato eseguito il sabotaggio.
Nonostante il dolore e la rabbia per quanto accaduto, la famiglia Giammatteo non intende arrendersi. Nel messaggio conclusivo affidato ai social emerge tutta la determinazione di chi ha costruito il proprio lavoro con passione e dedizione.
«Sono state distrutte le nostre arnie e uccise le nostre api, ma non la nostra passione e la nostra determinazione nel continuare ad andare avanti con onestà».
Una ferita profonda per l’azienda e per il territorio, che riaccende l’attenzione sulla tutela degli impollinatori e sul valore di un settore sempre più esposto a difficoltà e minacce. In un momento storico in cui le api sono già messe a dura prova dai cambiamenti climatici, dai pesticidi e dalla perdita degli habitat naturali, episodi come questo assumono un significato ancora più grave. Non si tratta soltanto di un danno economico o di un atto vandalico: è un colpo inferto a un equilibrio delicato da cui dipendono agricoltura, biodiversità e futuro delle nuove generazioni.
Un episodio che non colpisce soltanto un produttore di miele, ma l’intero equilibrio ambientale di cui le api sono custodi indispensabili.
Redazione
Apicoltore Moderno