lunedì , 25 Maggio 2026
Pulvirenti impegnato nella cura degli alveari un tempo allocati nella Valle dell’Anapo (archivio Cammino)

L’apicoltura secondo Sebastiano Pulvirenti

C’è un paese della Sicilia, cuore del Mediterraneo, che dall’inizio degli anni ’80 celebra il miele ibleo con una delle sagre più antiche dell’Isola. Si tratta di Sortino, comunità cittadina con origini che risalgono alla rocca di Pantalica, antico alveare di pietra legato alle figure mitiche di re Hyblon e di Xuto, rifugiatosi qui dalle ire del fratello Eolo.

Virgilio usava il miele di timo prodotto in queste terre come misura della dolcezza. Lo stesso miele che quest’anno, con l’azienda Hybla, ha ottenuto il massimo riconoscimento delle “Tre Gocce d’Oro” al concorso nazionale di Castel San Pietro Terme, il più antico d’Italia.

L’apicoltura antica rivive coi fascitrari
Angela Sanfilippo, Sebastiano Pulvirenti e Giuseppe Salluzzo.

Sortino è città fondatrice, nel 2000, dell’Associazione nazionale delle Città del Miele; in quegli stessi anni ha ospitato il primo concorso dei mieli mediterranei e promosso progetti di cooperazione internazionale per l’apicoltura razionale, grazie ai quali, per esempio, all’Expo 2015 di Milano il Marocco ha potuto presentare il miele di montagna come eccellenza nazionale.

Non sorprende dunque che proprio a Sortino, dopo un’anteprima a Selinunte, avvenga il lancio del volume di Giuseppe Salluzzo e Angela Sanfilippo: Apicoltura per amore. Sebastiano Pulvirenti, una vita per le api: storia e tecniche dell’apicoltura tradizionale in Sicilia con le arnie di ferula (Edizioni Montaonde, Collana “Apicultura”, 172 pp. a colori, 25 euro); la presentazione è programmata per sabato 27 settembre, h. 17.00, al cine teatro Italia. L’evento si svolge all’interno della 43° edizione della Sagra del Miele, dal 26 al 28 settembre prossimo.

A 43 anni dalla pubblicazione di Api e miele in Sicilia (1982) di Sebastiano Burgaretta, il nuovo testo si propone come opera complementare, utile a descrivere l’importanza etno-antropologica dell’apicoltura siciliana e, in particolare, iblea.

Ferula comune

Se Burgaretta ha saputo ricostruire, prima che se ne perdesse ogni traccia, il contesto culturale in cui è maturata l’arte dei “fascitrari”, i ricercatori Salluzzo e Sanfilippo, coppia anche nella vita,  consegnano oggi alla memoria collettiva la testimonianza diretta di un “mastro fascitraro” sortinese, Sebastiano Pulvirenti, riconosciuto dalla Regione Siciliana come “tesoro umano vivente” e iscritto al REIS – Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia.

Al centro di questo sapere c’è la ferula, l’arbusto con cui gli apicoltori iblei costruivano le loro ingegnose arnie semi-razionali. Per secoli queste tecniche hanno permesso la raccolta di miele e cera. In particolare, il “fascetro”, sistema di arnie a struttura cilindrica, ha consentito la produzione di cera e del cosiddetto spirito re fascritrari, un elisir mitico ottenuto dalla distillazione dei residui del processo di smielatura.

Il valore del volume risiede nella ricostruzione puntuale della vita degli apicoltori, sia sotto il profilo sociale che tecnico. Il testo si configura anche come un vero e proprio manuale del perfetto fascitraro, svelandone i segreti con il tono appassionato di Pulvirenti.

Motore dell’iniziativa editoriale è la determinazione dello stesso Pulvirenti, deciso a trasmettere un sapere antico, oggi minacciato da esigenze di mercato che privilegiano la produzione di miele a scapito della cera (garantita appunto dalle tecniche del fascetro), e da normative igienico-sanitarie introdotte in Italia a partire dagli anni ’80, che vietano l’uso dei bugni villici.

«Sebastiano Pulvirenti ha esercitato il suo mestiere di mastru fascitraru con devozione verso le api – spiega Salluzzo su Apicoltura moderna – come i suoi avi, in un rapporto Uomo-Ape che li portava a curare l’alveare e a riceverne in cambio miele e cera, lasciando sempre scorte sufficienti alle api. Il miele era visto come un dono, non come un fine produttivo».

Pulvirenti estrae un favo dai fascetri-Credit archivio Cammino

Il libro si pone anche come uno strumento di valorizzazione della memoria, in un momento storico in cui alcuni luoghi simbolici rischiano di essere dimenticati. È il caso della Casa Museo Antonino Uccello di Palazzolo Acreide, chiusa da anni per restauri, o della Casa ro’ Fascitraru di Sortino, inaugurata nel 2003 e poi chiusa durante la pandemia nonostante la competenza dimostrata dal direttore Beppe Giuliano. Era qui che le storiche famiglie di apicoltori sortinesi – Blancato, Buccheri, La Pila (i primi a scommettersi fornendo il miele per la Sagra), Musumeci, Pagliaro, Pulvirenti, Saccuzzo, … – sembravano aver ritrovato un luogo di identità condivisa, dopo la chiusura della rinomata sede della “Società dei Fascitrari”, poi “Associazione Apicoltori Sortinesi”, in piazza Verga: nota per le informazioni circa il mercato del miele e per organizzare i momenti religiosi a cui erano particolarmente votati i Fascitrari.

Pulvirenti, nel testo, sceglie di declinare al futuro la sua testimonianza: non una semplice rievocazione, ma un atto di fiducia ai giovani. Tra i suoi allievi cita Francesco Bellomo, oggi impegnato nel garantire la qualità della filiera del miele e nella ripresa del concorso dei mieli dedicato alla memoria del presidente degli apicoltori rag. Paolo Pagliaro, ambasciatore del miele ibleo nel mediterraneo. Una nuova generazione che, nella modernità, continua a praticare l’antica arte dell’apicoltura “con le api nel cuore”.

Sortino quindi continua a esprimere figure di rilievo nel panorama letterario e culturale legato all’apicoltura: si pensi a Peppino Blancato, il “Virgilio” delle Pietre di Pantalica di Vincenzo Consolo e ricordano anche le poesie del fascitraro Raffaele Pagliaro, di don Jeli (come il personaggio della novella verghiana), che mettevano in versi ogni nuova stagione di Sagra del Miele; per chi fosse interessato alle tesi sulla scrittura dialettale di termini come “fascitraro” e “fasciddaru” si segnalano  infine i saggi di Corrado Di Pietro e Massimiliano Magnano, pubblicati nella sezione culturale di www.xuto.it. – https://spiritodimiele.tumblr.com/.

Fonte: camminosiracusa

Info Redazione

Guarda anche

Norroa, un innovativo trattamento a base di RNA contro gli acari Varroa.

Norroa: un trattamento rivoluzionario

Norroa è il marchio scelto da GreenLight Biosciences, un’azienda con sede in Massachusetts specializzata in …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.