martedì , 30 Giugno 2026
Controllo dei melari durante una visita in apiario per verificare la maturazione del miele e lo spazio disponibile per la colonia.

I lavori da fare in apiario nel mese di luglio

Se c’è un mese in cui l’apicoltore non può permettersi di abbassare la guardia, quello è luglio. Le colonie sono ancora al massimo della loro forza, ma è proprio adesso che iniziano a manifestarsi gli effetti del caldo intenso, della riduzione delle fioriture e della crescita esponenziale della Varroa destructor.

Negli anni ho imparato che molte delle difficoltà che incontriamo in autunno e durante lo svernamento nascono proprio dagli errori commessi in questo periodo. Per questo motivo, ogni visita in apiario deve avere un obiettivo preciso: mantenere le colonie sane, produttive e prepararle al meglio per la stagione successiva.

Controllo sempre lo stato di salute delle colonie
Quando apro un alveare non mi limito a verificare se le api sono numerose. Osservo con attenzione il comportamento della colonia, la qualità della covata e la presenza di una regina in piena attività.

Una covata compatta e uniforme è il primo segnale di una colonia in salute. Al contrario, una deposizione irregolare, una diminuzione improvvisa della popolazione o api con comportamenti anomali devono spingermi ad approfondire immediatamente le cause. In estate lo stress dovuto alle alte temperature, la carenza di nutrimento e le virosi associate alla Varroa possono compromettere rapidamente l’equilibrio della famiglia.

Durante ogni controllo dedico sempre qualche minuto all’osservazione della covata per escludere eventuali sintomi riconducibili alla Peste Americana. È una malattia che nessun apicoltore dovrebbe sottovalutare: riconoscerla precocemente significa tutelare non solo la colonia interessata, ma l’intero apiario.

Verifico che le api abbiano ancora risorse sufficienti
Luglio coincide spesso con quella che noi apicoltori chiamiamo “fame estiva”. In molte zone la siccità riduce drasticamente le fioriture e le api iniziano a consumare le riserve accumulate nelle settimane precedenti.

Per questo motivo controllo sempre la presenza di polline fresco, l’attività delle bottinatrici e le scorte disponibili nel nido. Se una colonia mostra evidenti segni di carenza alimentare, intervengo solo dopo aver rimosso tutti i melari destinati alla produzione di miele. È una regola che considero fondamentale: la qualità e la purezza del miele non devono mai essere compromesse da un’alimentazione artificiale.

Gestisco i melari con attenzione
Quando il raccolto è ancora in corso, cerco sempre di garantire alle api spazio sufficiente per lavorare. Un alveare troppo congestionato rende più difficile la ventilazione interna, rallenta la maturazione del miele e aumenta lo stress della colonia.

Prima della smielatura non mi affido esclusivamente all’opercolatura dei favi. Preferisco verificare sempre il contenuto di umidità con il rifrattometro. È uno strumento semplice ma indispensabile per chi vuole produrre un miele stabile, di qualità e con un ridotto rischio di fermentazione.

Dopo l’estrazione lascio il miele nel maturatore il tempo necessario affinché le impurità e le bolle d’aria affiorino naturalmente in superficie, ottenendo così un prodotto pulito e pronto per il confezionamento.

Femmina di Varroa destructor su una larva di ape durante il ciclo riproduttivo.

A luglio la Varroa diventa la priorità assoluta
Se dovessi indicare un solo lavoro da non rimandare, sceglierei senza esitazione il monitoraggio della Varroa.

In questo periodo la popolazione dell’acaro continua ad aumentare mentre quella delle api inizia fisiologicamente a diminuire. Di conseguenza il rapporto tra parassiti e api cresce molto rapidamente e ogni settimana persa può compromettere la nascita delle future api invernali.

Il mio consiglio è di non trattare mai “a calendario”. Prima misuro sempre il livello di infestazione con uno dei metodi di monitoraggio disponibili e solo dopo scelgo il trattamento più adatto, tenendo conto della presenza dei melari, delle condizioni climatiche e dei prodotti autorizzati. Un trattamento eseguito nel momento corretto è molto più efficace di un intervento tardivo.

Luglio è già il primo passo verso lo svernamento
Molti apicoltori pensano allo svernamento solo a settembre. Personalmente credo che lo svernamento inizi già a luglio.

In questo periodo valuto con attenzione la qualità della regina. Se la deposizione è scarsa, irregolare o la colonia mostra evidenti segni di debolezza, considero la sua sostituzione senza attendere l’autunno. Una regina giovane e ben fecondata consentirà alla colonia di allevare api invernali forti, longeve e capaci di affrontare i mesi freddi.

Controllo inoltre lo stato dei favi, elimino quelli troppo vecchi o deteriorati e verifico che la distribuzione delle scorte nel nido sia equilibrata. Sono interventi semplici, ma fanno una grande differenza nella gestione della colonia.

Il consiglio che mi sento di darvi
Dopo tanti anni trascorsi in apiario ho imparato una cosa: il raccolto di miele è importante, ma non deve mai diventare l’unico obiettivo dell’apicoltore.

Le decisioni che prendiamo a luglio determinano la salute delle nostre api nei mesi successivi. Una colonia ben nutrita, con una regina efficiente e una Varroa mantenuta sotto controllo arriverà all’inverno nelle migliori condizioni possibili e ci ricompenserà con una ripartenza vigorosa nella primavera successiva.

Il mio consiglio è quindi di osservare ogni colonia con attenzione, intervenire solo quando è realmente necessario e ricordare sempre che la prevenzione è il miglior strumento a disposizione di ogni apicoltore. È proprio nei mesi più caldi che si costruisce il successo della stagione futura.

Pasquale Angrisani

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