A dieci anni dalla sua istituzione, l’Anagrafe apistica nazionale si conferma un pilastro per la governance del comparto apistico italiano e uno strumento centrale per la tutela del patrimonio apistico. Il sistema consente di monitorare in modo puntuale la presenza degli alveari sul territorio, fornendo dati essenziali per la programmazione sanitaria, la tracciabilità produttiva e la difesa della filiera.
L’obbligo di registrazione di tutti i detentori di alveari, inclusi quelli non professionali, rappresenta un unicum nel panorama europeo. “In Italia chiunque possieda anche un solo alveare è tenuto a denunciarne il possesso – sottolinea Raffaele Cirone, presidente della FAI – Federazione Apicoltori Italiani e delegato italiano presso Apimondia –. La denuncia anche del singolo alveare consente un controllo capillare del patrimonio apistico nazionale ed è indispensabile per la gestione delle emergenze sanitarie e per una conoscenza reale del settore”.
Anagrafe Apistica Nazionale
Sistema informativo ufficiale per il censimento di apicoltori, apiari e alveari sul territorio nazionale.
L’iscrizione è obbligatoria per tutti i detentori di api, a qualsiasi titolo, inclusa la detenzione hobbistica e il possesso di un solo alveare.
Finalità: sorveglianza sanitaria del patrimonio apistico, gestione delle emergenze sanitarie, tracciabilità della movimentazione degli alveari e supporto alle politiche di settore.
Il censimento 2025 fotografa un comparto in crescita: gli apicoltori registrati sono 77.449, di cui circa 56.000 familiari e oltre 21.000 professionisti, confermando una struttura produttiva mista ma dinamica. Gli alveari censiti superano quota 1,7 milioni, dato che colloca l’Italia tra i primi Paesi dell’Unione europea per consistenza del patrimonio apistico.
A livello territoriale, Piemonte, Calabria e Sicilia guidano la classifica per numero di colonie (rispettivamente 9,52%, 8,98% e 8,18%). La distribuzione geografica degli alveari conferma il ruolo strategico dell’apicoltura sia nelle aree agricole più intensive sia in quelle marginali e interne, dove la presenza delle api contribuisce alla tutela della biodiversità.
In un contesto segnato da cambiamenti climatici, nuove patologie e crescenti pressioni ambientali, i dati dell’Anagrafe mettono in evidenza anche la resilienza dell’ape italiana, caratterizzata da un patrimonio genetico particolarmente rustico. Un valore strategico che richiede politiche di tutela mirate, soprattutto in relazione alla diffusione dei patogeni, alla pressione ambientale e alla gestione della movimentazione degli alveari. “La conoscenza puntuale della distribuzione degli apiari – spiega Cirone – è essenziale non solo per la prevenzione sanitaria, ma anche per garantire l’efficacia dell’impollinazione e il sostegno all’agricoltura”.
Sul piano normativo, il presidente della FAI ricorda il ruolo svolto dall’Italia nell’introduzione dell’obbligo di indicare il Paese d’origine del miele in etichetta a livello europeo. “Prevalse la linea italiana – afferma – ponendo un primo argine alle pratiche poco trasparenti del mercato”.
Direttiva “Breakfast” – Etichettatura del miele
Dal 14 giugno 2026 è obbligatoria l’indicazione in etichetta di tutti i Paesi di origine dei mieli e, per le miscele, delle relative percentuali. Non è più ammessa la dicitura generica “miscela di mieli UE e non UE”.
La misura è finalizzata ad aumentare la trasparenza del mercato, contrastare le frodi e tutelare la produzione apistica europea
In questo quadro si inserisce la revisione della direttiva “breakfast”, che entrerà in vigore il 14 giugno 2026. Le nuove disposizioni imporranno l’indicazione obbligatoria dei Paesi d’origine e delle percentuali dei mieli utilizzati nelle miscele. “Si tratta di un passaggio cruciale – conclude Cirone – in un mercato in cui oltre il 60% del miele consumato in Europa proviene da Paesi extra UE”.
La nuova normativa rappresenta un’opportunità concreta per contrastare pratiche fraudolente, migliorare la tracciabilità e valorizzare il miele europeo, rafforzando la fiducia dei consumatori e il ruolo degli apicoltori.
Contenuti tratti dalle news di FAI Sicilia.
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Apicoltore Moderno