venerdì , 22 Maggio 2026
Recupero di uno sciame in apiario
Foto di Antonio Angrisani

Lo Sciame: Dinamiche Comportamentali e Fisiologiche.

Nel periodo di massima espansione primaverile, l’alveare di Apis mellifera sperimenta una complessa interazione di fattori ambientali, demografici e fisiologici che culminano in uno degli eventi più emblematici della sua biologia sociale: la sciamatura (Winston, 1991). Questo processo, intrinseco alla sopravvivenza e alla propagazione della specie, trascende la semplice divisione fisica della colonia, rappresentando una sofisticata strategia riproduttiva a livello di superorganismo.

Per l’apicoltore moderno, comprendere appieno le dinamiche della sciamatura è fondamentale. Essa non è solo una potenziale causa di perdita di produttività immediata, ma anche una finestra privilegiata sui meccanismi di regolazione sociale, sulla comunicazione feromonale e sui processi decisionali collettivi che governano la vita dell’alveare. Questo articolo mira a dissezionare le intricate cause, i segnali comportamentali e fisiologici premonitori, le fasi cruciali del processo e le strategie di gestione più avanzate per navigare questo fenomeno naturale con competenza e consapevolezza.

Fisiologia e Comportamento Pre-Sciamatura

La preparazione alla sciamatura innesca una serie di cambiamenti fisiologici e comportamentali all’interno della colonia. La regina, percependo i segnali di sovraffollamento e la ridotta distribuzione dei suoi feromoni (in particolare il feromone reale della mandibola – QMP), inizia a deporre uova in celle reali appositamente costruite dalle operaie. La nutrizione larvale in queste celle è differenziata, con un’alimentazione esclusiva a base di pappa reale che determina lo sviluppo di una nuova generazione di regine (Winston, 1991).

Contemporaneamente, si osserva un cambiamento nel comportamento delle operaie. Alcune si dedicano intensamente alla costruzione delle celle reali, mentre altre riducono le attività di bottinatura, contribuendo a un accumulo di api “inattive” all’interno dell’alveare. Questo fenomeno è esacerbato dalla limitazione dello spazio per l’immagazzinamento del nettare, che porta a una “congestione del miele” nel nido.

Le api “nutrici” modificano la loro fisiologia per essere pronte ad accompagnare la vecchia regina nello sciame, accumulando riserve di cibo. La regina stessa subisce una riduzione del peso corporeo per prepararsi al volo.

Il Volo dello Sciame

Sciame di api
Sciame in attesa delle esploratrici

Il momento esatto della partenza dello sciame è influenzato da fattori ambientali come la temperatura e le condizioni meteorologiche. Tipicamente, avviene in una giornata calda e calma. La vecchia regina emerge dall’alveare, seguita da un imponente corteo di operaie. Questo volo di massa è un evento spettacolare, caratterizzato da un intenso ronzio e da un’elevata densità di api in volo.

La sosta temporanea dello sciame, precedentemente descritta, è cruciale per la coesione del gruppo attorno alla regina e per l’avvio del processo di esplorazione di nuovi siti nido da parte delle api specializzate.

Esplorazione e Scelta del Nuovo Nido

Le api esploratrici, una piccola frazione della popolazione dello sciame, intraprendono un’intensa attività di ricerca di cavità idonee (Seeley et al., 1991). Queste esploratrici valutano meticolosamente diverse caratteristiche dei potenziali siti, tra cui il volume interno, l’altezza da terra, la dimensione e l’orientamento dell’apertura, l’isolamento termico e la protezione da predatori (Visscher & Seeley, 2007).

Al loro ritorno allo sciame temporaneamente radunato, le esploratrici comunicano le coordinate e la qualità dei siti scoperti attraverso la complessa “danza delle api” (waggle dance) (Lindauer, 1955; Abramson & Wheeler, 1991). La durata, l’intensità e l’orientamento della danza forniscono informazioni dettagliate sulla distanza, la direzione e la desiderabilità di ciascun sito.

Il processo decisionale che porta alla scelta del nuovo nido è un esempio affascinante di intelligenza collettiva e di meccanismo di quorum sensing (Seeley et al., 1991). Le esploratrici che promuovono i siti di qualità superiore reclutano un numero maggiore di “seguaci” attraverso danze più persuasive. Alla fine, si raggiunge una soglia critica (quorum) di api a favore di un particolare sito, e l’intero sciame si alza in volo per dirigersi verso la nuova dimora prescelta. Questo processo può durare diverse ore o anche un giorno intero.

Implicazioni Genetiche ed Evolutive della Sciamatura

La sciamatura non è solo un meccanismo di riproduzione a livello coloniale, ma ha anche importanti implicazioni genetiche ed evolutive (Breed et al., 1998). Permette la dispersione geografica delle colonie, riducendo la competizione per le risorse tra colonie strettamente imparentate. Inoltre, il processo di allevamento di nuove regine durante la preparazione alla sciamatura offre l’opportunità per la ricombinazione genetica attraverso l’accoppiamento delle nuove regine con fuchi provenienti da altre colonie, aumentando la diversità genetica all’interno della popolazione di api (Page Jr & Laidlaw Jr, 1982).

Conclusione

La sciamatura è un fenomeno complesso e affascinante che riflette la sofisticata organizzazione sociale e le strategie di sopravvivenza dell’ape mellifera. Un’apicoltura veramente consapevole va oltre la semplice gestione della produzione di miele, abbracciando una profonda comprensione delle dinamiche comportamentali, fisiologiche ed evolutive che guidano la vita dell’alveare. Integrando conoscenze scientifiche avanzate con pratiche di gestione oculate, l’apicoltore può non solo mitigare gli “inconvenienti” della sciamatura, ma anche apprezzare la straordinaria resilienza e l’intelligenza collettiva di questi insetti vitali per i nostri ecosistemi.

Pasquale Angrisani

<strong>Riferimenti bibliografici</strong>

  1. Abramson, C. I., & Wheeler, G. E. (1991). The waggle dance of the honey bee: an ethological perspective. Brain, Behavior and Evolution, 38(5), 267-284.
  2. Breed, M. D., Guzmán-Novoa, E., & Hunt, G. J. (1998). Behavior genetics of social insects. Annual Review of Entomology, 43(1), 147-170.
  3. Lindauer, M. (1955). Schwarmbienen auf Wohnungssuche. Zeitschrift für vergleichende Physiologie, 37(5), 499-532.
  4. Page Jr, R. E., & Laidlaw Jr, H. H. (1982). Closed population honeybee breeding. Bee World, 63(4), 159-172.
  5. Seeley, T. D., Camazine, S., & Sneyd, J. (1991). Collective decision making in honey bees: how colonies choose a new nest site. American Scientist, 79(6), 546-554.
  6. Visscher, P. K., & Seeley, T. D. (2007). The behavioral ecology of nest site selection in honey bees. Insectes Sociaux, 54(1), 22-31.
  7. Winston, M. L. (1991). The biology of the honey bee. Harvard University Press.

Info Pasquale Angrisani

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