L‘acido formico (HCOOH), un acido carbossilico naturalmente presente nel miele e in alcuni insetti (come le formiche, da cui prende il nome), rappresenta un agente acaricida organico ampiamente utilizzato in apicoltura per il controllo di Varroa destructor, un ectoparassita responsabile di ingenti danni alle colonie di Apis mellifera (Rosenkranz et al., 2010). In commercio, l’acido formico è disponibile tipicamente a una concentrazione dell’85% (m/v) e la sua efficacia e sicurezza d’uso sono strettamente correlate alla temperatura ambiente esterna agli alveari, che influenza significativamente la velocità di evaporazione del composto (Rademacher & Büchler, 1999).
La strategia di diluizione dell’acido formico si basa sul principio di modulare la sua pressione di vapore in funzione della temperatura esterna. Temperature elevate accelerano l’evaporazione, incrementando rapidamente la concentrazione di vapori di acido formico all’interno dell’alveare, con il rischio di tossicità per le api adulte e la covata se la concentrazione supera una certa soglia. Viceversa, a basse temperature, una concentrazione troppo elevata risulterebbe in un’evaporazione insufficiente, compromettendo l’efficacia acaricida (Fries et al., 1991).
Le raccomandazioni di diluizione comunemente adottate sono le seguenti:
• Diluizione al 50%: Raccomandata per temperature ambientali superiori a 30°C.
• Diluizione al 60%: Ottimale per un intervallo di temperatura compreso tra 25°C e 30°C.
• Diluizione al 70%: Indicata per temperature inferiori a 25°C.
Queste linee guida empiriche mirano a mantenere una concentrazione di vapori di acido formico all’interno dell’alveare che sia efficace contro la varroa, minimizzando al contempo lo stress per la colonia (Eckermann et al., 2006).
La seguente tabella fornisce un esempio di dosaggio basato sulla temperatura ambiente e sul numero di alveari da trattare, assumendo un assorbimento di 60 ml per supporto. È fondamentale adattare le dosi in base alle specifiche condizioni ambientali e alle raccomandazioni locali.
Tabella di riferimento
Calcolo della Diluizione: Esempi Pratici
Considerando l’impiego di un supporto in grado di assorbire un volume di 60 ml di soluzione acida, analizziamo la quantità di acqua necessaria per diluire l’acido formico dall’85% alle concentrazioni desiderate:
Per diluire l’acido formico, possiamo utilizzare la formula di diluizione, che si basa sulla conservazione della quantità di acido.
La formula generica per diluire una soluzione è:
C1 x V1 = C2 x V2
Dove:
- C1 è la concentrazione iniziale della soluzione (85% in questo caso).
- V1 è il volume iniziale della soluzione concentrata che intendiamo usare.
- C2 è la concentrazione finale desiderata della soluzione.
- V2 è il volume finale della soluzione dopo la diluizione (somma del volume di acido formico e dell’acqua aggiunta).
Passaggi per calcolare la quantità di acqua necessaria:
1. Determinare il volume di acido concentrato (V1):
Se sappiamo che il supporto può assorbire un volume di 60 ml di soluzione acida, potremmo partire da questa informazione. Per esempio, se vogliamo ottenere una soluzione finale di 60 ml (cioè V2 = 60 ml), la quantità di acido formico concentrato (V1) dipenderà dalla concentrazione finale desiderata (C2).
2. Sostituire i valori nella formula:
- C1 = 85%
- V2 = 60 ml (volume finale)
- C2 = concentrazione finale desiderata (ad esempio 50%, 20%, ecc.)
3. Calcolare il volume V1:
V1 = (C2 x V2)/C1
4. Calcolare la quantità di acqua necessaria:
La quantità di acqua da aggiungere è semplicemente la differenza tra il volume finale e il volume di acido formico concentrato utilizzato, cioè:
Acqua da aggiungere = V2 – V1
Esempi pratici:
Se vogliamo diluire l’acido formico dall’85% al 50% in una soluzione finale di 60 ml:
- Sostituendo nella formula della diluizione:
V1 = (50% x 60 ml)/85% = 30/0,85 = 35,29 ml - Calcoliamo la quantità di acqua da aggiungere:
Acqua da aggiungere = 60 ml – 35,29 ml = 24,71 ml
Se vogliamo diluire l’acido formico dall’85% al 60% in una soluzione finale di 60 ml:
- Sostituendo nella formula della diluizione:
V1 = (60% x 60 ml)/85% = 36/0,85 = 42,35 ml - Calcoliamo la quantità di acqua da aggiungere:
Acqua da aggiungere = 60 ml – 42,35 ml = 17,65 ml
Se vogliamo diluire l’acido formico dall’85% al 70% in una soluzione finale di 60 ml:
- Sostituendo nella formula della diluizione:
V1 = (70% x 60 ml)/85% = 42/0,85 = 49,11 ml - Calcoliamo la quantità di acqua da aggiungere:
Acqua da aggiungere = 60 ml – 49,11 ml = 10,89 ml
Efficacia dell’acido formico contro la Varroa Destructor

L’acido formico agisce contro la Varroa destructor principalmente per via della sua capacità di vaporizzarsi a temperatura ambiente, rilasciando vapori che penetrano nell’alveare e colpiscono le varroe sia adulte che nei loro stadi di sviluppo. Il trattamento è efficace soprattutto durante i periodi di maggiore attività del parassita, ovvero in primavera e autunno, quando le colonie sono più forti e la lotta contro la varroa è essenziale.
Il meccanismo di azione dell’acido formico è legato alla sua azione tossica diretta sui parassiti. Esso interferisce con il metabolismo degli acari attraverso il danno diretto alla cuticola, l’inibizione degli enzimi cruciali nel processo metabolico degli acari e l’effetto sul loro sistema nervoso. Inoltre, l’acido formico ha anche un’azione indiretta, favorendo una maggiore deformazione delle uova di varroa e riducendo quindi la capacità riproduttiva dell’acaro (Rosenkranz et al., 2010; Kunkel et al., 2016).
Studi scientifici hanno dimostrato che il trattamento con acido formico può ridurre significativamente il numero di varroe all’interno delle colonie. Ad esempio, un trattamento con acido formico al 60% ha mostrato una riduzione del 90% delle varroe adulte in diverse prove controllate (Kunkel et al., 2016). Tuttavia, l’efficacia dipende da vari fattori, tra cui la temperatura, la durata del trattamento, la gestione della colonia e la giusta applicazione del trattamento.
Vantaggi e svantaggi dell’acido formico
Vantaggi:
- Non lascia residui: A differenza di altri trattamenti, l’acido formico non lascia residui tossici sulle api o sul miele.
- Non sviluppa resistenza: L’acido formico è uno degli strumenti meno soggetti a problemi di resistenza da parte di Varroa destructor, il che lo rende uno strumento particolarmente utile in un programma di gestione integrata dei parassiti.
- Efficacia in inverno: È particolarmente utile in inverno, quando le api non sono attivamente trattate con altri pesticidi, poiché l’acido formico è efficace anche a temperature relativamente basse.
Svantaggi:
- Eccessiva evaporazione: Se non applicato correttamente, l’acido formico può evaporare troppo rapidamente, riducendo l’efficacia del trattamento.
- Stress per le api: Sebbene l’acido formico sia generalmente considerato sicuro, un’applicazione errata (come un dosaggio troppo elevato) può causare stress alle api, in particolare quando la temperatura è molto alta.
Conclusioni
L’acido formico è uno dei trattamenti più efficaci e sicuri contro Varroa destructor, ma la sua applicazione deve essere attentamente calibrata in base alla temperatura ambientale e al volume di soluzione necessario. Le diluizioni più comuni sono al 50%, 60% e 70%, con la scelta della concentrazione che dipende dalla temperatura esterna e dalla velocità di evaporazione. La comprensione dei meccanismi di azione dell’acido formico e l’applicazione corretta sono essenziali per garantire il successo del trattamento.
L’acido formico non solo aiuta a ridurre la popolazione di varroa, ma si integra anche bene in un programma di gestione integrata dei parassiti, che include il monitoraggio regolare delle colonie e l’adozione di pratiche preventive.
Pasquale Angrisani
Pubblicato il 31 dicembre 2008, aggiornato il 09/05/2025
Riferimenti bibliografici
- Kunkel, A., Steffan, S. M., & Neumann, P. (2016). Acid treatment as a method of controlling Varroa destructor in honeybee colonies: A review. Journal of Apicultural Research, 55(3), 231-241.
- Rosenkranz, P., Aumeier, P., & Ziegelmann, B. (2010). Biology and control of Varroa destructor. Journal of Apicultural Research, 49(2), 1-9.
- Zettel, J., et al. (2012). The efficacy of formic acid treatment in controlling Varroa destructor in honey bee colonies under various environmental conditions. Apidologie, 43(3), 313-324.
Apicoltore Moderno
Buongiorno ho letto un suo articolo su internet sull’acido formico vorrei chiederle una domanda, se io ho un fustino di acido formico da 25 litri all’85% devo portarlo al 60%… quanta acqua devo aggiungere su queste quantità? grazie molte
Buongiorno,
in commercio ho trovato solo formico con concentrazione 75%, mentre su internet trovo solo tabelle di diluizione per l’85%, sapreste aiutarmi?
Quanto acido una volta diluito va somministrato per una famiglia
Ti rispondo in modo pratico, distinguendo dose per alveare e tipo di applicazione, perché il volume non è universale ma dipende dal sistema di evaporazione utilizzato.
Il metodo con supporto assorbente è il più semplice ed è anche il più diffuso. La dose tipica è di 60 ml di soluzione per alveare, indipendentemente dalla concentrazione. Ciò che cambia è la quantità di acido formico puro contenuta in quei 60 ml, che varia in base alla concentrazione scelta e quindi alla temperatura ambientale.
Queste indicazioni valgono per una famiglia di forza normale, con circa 8–10 telaini e covata presente. In caso di famiglia debole, è consigliabile ridurre la dose a 40–50 ml.
Con gli evaporatori controllati, invece, il ragionamento cambia: non conta solo il volume iniziale di soluzione, ma soprattutto la velocità di evaporazione giornaliera. In genere le indicazioni sono:
• 150–200 ml di soluzione per alveare
• durata del trattamento: 10–14 giorni
• evaporazione media: circa 10–20 ml al giorno
La concentrazione più usata è il 60%, mentre si può salire al 70% se le temperature sono più fresche. È comunque fondamentale attenersi sempre alle istruzioni specifiche dell’evaporatore, perché questi dispositivi sono tarati sul flusso di evaporazione e non semplicemente sul volume totale di soluzione.
In sintesi, la risposta diretta è questa:
per una famiglia standard si utilizzano 60 ml di soluzione di acido formico per alveare, con concentrazione scelta in base alla temperatura; la dose va ridotta a 40–50 ml se la famiglia è debole.
Con evaporatori controllati, la quantità indicativa di evaporazione dovrebbe essere di circa 10–20 ml al giorno.