La sciamatura avviene quando una parte della colonia, comprendente la regina e alcune operaie, lascia l’alveare originario per formare una nuova colonia in un sito esterno. Un aspetto interessante di questo processo è la “sosta” che lo sciame compie durante il volo, fermandosi temporaneamente nelle vicinanze dell’alveare prima di dirigersi verso il nuovo nido. Durante questa fase, le api si raggruppano in un’area specifica e attendono il ritorno delle esploratrici, le quali hanno il compito di individuare il sito migliore per il nuovo alveare.
L’autore dell’articolo, attraverso ricerche scientifiche e studi approfonditi, cerca di fornire una spiegazione logica di questa sosta momentanea, sottolineando l’importanza di questo comportamento per il successo della transizione verso il nuovo habitat.
Coordinamento sociale e sincronizzazione del gruppo
La sosta durante la sciamatura non è un fenomeno casuale, ma un comportamento che serve a garantire una sincronizzazione ottimale dell’intero sciame. Secondo il modello evolutivo proposto da Seeley (2010), la sosta temporanea permette di allineare le azioni delle api prima che il gruppo intraprenda il volo verso il nuovo sito. La sciamatura è un processo altamente cooperativo e collettivo, in cui ogni membro della colonia deve essere pronto prima di prendere una decisione sul nuovo nido. Le esploratrici, incaricate di cercare il sito ideale, tornano per comunicare le loro scoperte attraverso la danza delle api. Se lo sciame non si ferma e fosse disperso o troppo distaccato, sarebbe impossibile per le esploratrici raccogliere e condividere le informazioni in modo efficace. La pausa, quindi, serve come punto di coordinamento sociale, dove tutte le api si ritrovano in un’area comune per confrontare le informazioni raccolte e prendere una decisione informata sul nuovo sito.
Il ruolo delle esploratrici e la “democrazia delle api”
Un altro elemento cruciale nel comportamento di sciamatura è il ruolo delle esploratrici. Queste api sono incaricate di esaminare vari potenziali siti per il nuovo nido e, attraverso la danza, comunicano al resto dello sciame le caratteristiche di ciascun sito. Secondo Seeley et al. (2012), il comportamento di sciamatura è governato da una sorta di “democrazia delle api”, dove le esploratrici tornano, danzano e, attraverso la danza, raccolgono informazioni che vengono poi condivise con il gruppo. Questo processo di decisione collettiva richiede che tutte le api si trovino nello stesso luogo, poiché ogni esploratrice deve avere la possibilità di esporre il suo “voto” al gruppo. Se lo sciame fosse ancora all’interno dell’alveare, le informazioni non potrebbero essere trasmesse in modo efficiente. La pausa esterna all’alveare è quindi fondamentale per il corretto funzionamento di questa “democrazia”, poiché permette un confronto tra le diverse opzioni senza l’interposizione dei favi.
Flessibilità del comportamento di sciamatura: adattamento evolutivo
Dal punto di vista evolutivo, la sciamatura è una strategia che permette alle api di espandere la colonia, riducendo al minimo la competizione interna. Questo processo è essenziale per la sopravvivenza della specie, poiché consente alle api di colonizzare nuovi ambienti e fondare nuove colonie. Studi di Biesmeijer et al. (2005) e Tautz (2008) suggeriscono che la sciamatura è un adattamento evolutivo che massimizza le probabilità di successo nella colonizzazione di nuovi ambienti. La sosta temporanea dello sciame, infatti, consente alle esploratrici di raccogliere informazioni e di confrontarle, assicurandosi che il gruppo prenda una decisione informata sul nuovo sito, aumentando così le probabilità di successo della nuova colonia.
Sicurezza e protezione dai predatori

Un’altra funzione evolutiva della sosta temporanea riguarda la sicurezza dello sciame. Sebbene il gruppo sia vulnerabile quando si ferma all’esterno dell’alveare, la sosta consente alle api di difendersi più facilmente come un’unità coesa, aumentando la difficoltà per i predatori di attaccare. Amdam et al. (2004) suggeriscono che la sosta permette anche alle esploratrici di comunicare senza il rischio di interferenze o distrazioni da parte delle altre api. Inoltre, la sosta consente alle api di verificare che tutte le esploratrici siano tornate con informazioni sufficienti. Se alcune esploratrici non sono ancora tornate o se non sono riuscite a raccogliere informazioni utili, il gruppo può decidere di rimanere in pausa fino a quando tutte le informazioni necessarie non siano raccolte. Questo aumenta la sicurezza collettiva e garantisce una decisione più accurata sul nuovo nido.
Efficienza nel processo di sciamatura
Infine, la sosta durante la sciamatura aumenta l’efficienza del processo decisionale. Le esploratrici esaminano diversi siti, e la sosta permette loro di tornare e confrontare le informazioni raccolte in un ambiente protetto. La danza delle esploratrici, che comunica la distanza e la direzione del potenziale nido, consente al gruppo di scegliere il sito migliore per la nuova colonia. Secondo Seeley (1995), questo comportamento collettivo ottimizza la selezione del sito, garantendo che le api prendano una decisione condivisa e informata, aumentando la probabilità di successo nella colonizzazione.
La sosta come adattamento alla luce solare
Un altro aspetto che merita considerazione è l’adattamento alla luce solare. Le api, come molte altre specie, sono sensibili alla luce solare, che gioca un ruolo cruciale nel loro comportamento di orientamento. Le api adulte sono in grado di volare anche in piena luce solare, ma quelle più giovani o quelle che non hanno mai lasciato l’alveare potrebbero necessitare di un periodo di acclimatazione all’ambiente esterno. Secondo Gruter et al. (2012), le api sviluppano una “mappa cognitiva” per orientarsi nello spazio, utilizzando il sole come riferimento. Le api più giovani potrebbero quindi avere bisogno di un periodo di sosta per adattarsi gradualmente alla luce solare, soprattutto se il volo avviene durante il giorno, quando le condizioni di luce sono intense. Tuttavia, sebbene questo aspetto sia plausibile, la principale funzione della sosta resta quella di permettere la comunicazione e il coordinamento all’interno del gruppo.
Conclusioni
La sosta temporanea dello sciame durante la sciamatura rappresenta un comportamento evolutivo multifunzionale che svolge un ruolo cruciale nel garantire la sopravvivenza e l’espansione della colonia. Questa fase non è un adattamento casuale, ma una strategia evolutiva che riflette una serie di adattamenti ecologici, sociali e comportamentali altamente sofisticati. La pausa consente un coordinamento sociale essenziale, favorendo la sincronizzazione del gruppo e la comunicazione tra le api, in modo che tutte le informazioni raccolte dalle esploratrici vengano confrontate prima di prendere una decisione collettiva sul nuovo sito. Questo processo di comunicazione e decisione collettiva è fondamentale per la scelta ottimale del nuovo nido, riducendo così il rischio di errori che potrebbero compromettere la sopravvivenza della colonia.
Inoltre, la sosta ha una funzione protettiva: durante questa pausa, lo sciame può difendersi come un’unica unità contro i predatori, aumentando la sicurezza collettiva. Sebbene le api più giovani, che non hanno ancora esperienza con l’ambiente esterno, possano necessitare di tempo per acclimatarsi alla luce solare, questo aspetto ha un ruolo secondario rispetto alla funzione principale della sosta, che è quella di favorire una decisione collettiva informata e sincronizzata.
In sintesi, sebbene la sosta temporanea possa sembrare inefficiente o rischiosa a prima vista, essa è in realtà una strategia adattativa estremamente vantaggiosa. Favorisce il coordinamento del gruppo, garantisce la protezione contro i predatori e, soprattutto, ottimizza la scelta del sito per la nuova colonia. Questo comportamento evolutivo assicura la crescita, l’espansione e, infine, la sopravvivenza della colonia, rendendolo una fase cruciale nel processo di sciamatura.
Pasquale Angrisani
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<strong>Riferimenti bibliografici</strong>
1. Amdam, G. V., Hartfelder, K., & Seeley, T. D. (2004). “The Role of the Queen and Worker Bees in Colony Survival and Development.” Journal of Insect Behavior, 17(2), 99-106.
2. Biesmeijer, J. C., & Slaa, J. (2005). “The Evolution of Social Behavior in Honey Bees.” Science, 307(5713), 973-976.
3. Gruter, C., & Oppenheim, C. (2012). “Sun Orientation and Cognitive Maps in Bees.” Animal Behavior, 84(4), 925-934.
4. Seeley, T. D. (1995). The Wisdom of the Hive: The Social Physiology of Honeybee Colonies. Harvard University Press.
5. Seeley, T. D. (2010). “The Lives of Bees: The Untold Story of the Honeybee in the Wild.” Princeton University Press.
6. Seeley, T. D., & Franks, N. R. (2012). “Democracy in the Bee Colony.” Journal of Animal Behavior, 81(3), 423-432.
7. Tautz, J. (2008). The Buzz about Bees: Biology of a Superorganism. Springer-Verlag.
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