venerdì , 12 Giugno 2026
Esemplare di Aethina tumida

Aethina tumida nel Lazio: nuove misure dopo il focolaio di Gaeta

Il Ministero della Salute ha trasmesso il Dispositivo-dirigenziale contenente le misure di sorveglianza, controllo ed eradicazione di Aethina tumida nella Regione Lazio, adottato a seguito della conferma di un focolaio secondario nel comune di Gaeta, in provincia di Latina.

La presenza del piccolo coleottero dell’alveare rappresenta uno degli eventi sanitari più temuti dal settore apistico europeo. Aethina tumida, infatti, è un parassita in grado di compromettere gravemente la vitalità delle colonie attraverso la distruzione dei favi, la contaminazione del miele e il progressivo indebolimento delle famiglie di api, con pesanti conseguenze economiche e produttive per gli apicoltori.

Secondo le informazioni diffuse dalle autorità sanitarie, il focolaio sarebbe riconducibile alla movimentazione non autorizzata di materiale apistico proveniente da aree già soggette a restrizioni sanitarie. La tempestiva attività di controllo da parte dei Servizi Veterinari ha consentito l’individuazione del parassita e l’attivazione immediata delle procedure previste dalla normativa nazionale ed europea in materia di sanità animale.

Le misure previste
Il dispositivo ministeriale stabilisce specifiche limitazioni alla movimentazione di api, bombi, nuclei, sciami, regine, materiale apistico, attrezzature e prodotti considerati a rischio provenienti dalle aree sottoposte a restrizione.

Le misure riguardano in particolare le zone di protezione e le zone di sorveglianza istituite intorno al focolaio, all’interno delle quali vengono rafforzate le attività di monitoraggio epidemiologico, i controlli clinici sugli apiari e le verifiche sulla tracciabilità delle movimentazioni. Tali disposizioni hanno l’obiettivo di impedire la diffusione del parassita verso territori attualmente indenni e di consentire una rapida eradicazione del focolaio.

L’importanza della biosicurezza
L’episodio di Gaeta rappresenta un ulteriore richiamo all’importanza del rispetto delle norme che disciplinano la movimentazione di api e materiale apistico sul territorio nazionale.

Negli ultimi anni l’esperienza maturata nelle aree interessate dalla presenza di Aethina tumida ha dimostrato come la tracciabilità delle movimentazioni, il controllo sanitario degli allevamenti e la collaborazione tra apicoltori e Servizi Veterinari costituiscano gli strumenti più efficaci per limitare la diffusione del parassita. La prevenzione rimane infatti il principale mezzo di difesa a disposizione del settore.

L’invito agli apicoltori
Tutti gli apicoltori, in particolare coloro che operano nelle aree interessate dalle restrizioni o che effettuano attività di nomadismo e compravendita di materiale vivo, sono invitati a consultare attentamente la documentazione ministeriale e a rispettare scrupolosamente le prescrizioni previste.

Particolare attenzione dovrà essere riservata al monitoraggio degli alveari, all’ispezione periodica dei fondi e delle attrezzature, nonché alla tempestiva segnalazione ai Servizi Veterinari competenti di eventuali sintomi o presenze sospette riconducibili ad Aethina tumida.

La tutela del patrimonio apistico nazionale passa anche attraverso la responsabilità individuale di ogni apicoltore. Solo il rigoroso rispetto delle misure di biosicurezza e delle disposizioni sanitarie può contribuire a contenere il rischio di diffusione del piccolo coleottero dell’alveare e a salvaguardare il futuro dell’apicoltura italiana.
Clicca qui per scaricare la nota di trasmissione del Ministero della Salute.

Redazione

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