Supponiamo che gli alveari sono il n. 3 e il n. 6 (disegno 1) quindi, procediamo in questo modo:
- si spostano gli alveari, in un altro posto dell’apiario distante alcuni metri; (disegno 2)
- al loro posto si mettono arniette munite di telaini costruiti, contenente miele e polline, prelevati in magazzino o in altri alveari forti;
- un telaino di covata con tutte le api sopra, contenente una cella reale;
- solo una cella reale incastrata tra due telaini;
- una regina feconda in gabbietta.
Dopo queste operazioni le api bottinatrici, che usciranno dagli alveari spostati, dopo il raccolto faranno ritorno nella posizione originaria e dopo un momento di esitazione rientreranno tutte nell’arnietta prendendosi subito cura della covata o della cella reale che favorisce la coesione del nucleo.

Si consiglia poi, per una rapida ripresa degli sciami, dopo la fecondazione delle regine, composti solo da api bottinatrici, (che è un materiale biologico in fase di decadimento) di rinforzarli con telaini contenente covata opercolata prossima allo sfarfallamento, prelevata negli alveari forti.
- la rapidità d’esecuzione;
- non serve aprire o cercare la regina negli alveari che forniscono le api;
- è applicabile anche ai bugni rustici e alveari a favo fisso;
- lo sciame artificiale, essendo privo di covata, può essere trattato contro la varroa
- l’alveare da dove si prelevano le api non deve essere necessariamente selezionato, perché lo sciame farà solo da balia alla regina che trasmetterà dopo la nascita, il suo patrimonio genetico al nuovo nucleo.
L’unico svantaggio di questo metodo sono le api bottinatrici che essendo più aggressive, rispetto alle nutrici, dovranno accettare la regina o la cella reale.
Apicoltore Moderno
Ottimo servizio per la chiarezza espositiva.