sabato , 2 Maggio 2026
Api, vespe e calabroni, come riconoscerli e quando temerlidelle apida varie angolature
Vespa cabro. Dimensioni: Gli operai e i droni misurano tra i 20 e i 25 mm dalla testa all'addome, mentre la regina misura tra i 35 e i 50 mm anche se solitamente non supera i 35 mm.

Api, vespe e calabroni, come riconoscerli e quando temerli

Con l’arrivo dell’estate aumentano le probabilità di imbatterci in api, vespe, calabroni e simili che ronzano attorno agli avanzi del nostro cibo o corteggiano le aiole fiorite di parchi e giardini. Saperli riconoscere è importante per capire quando sia il caso di allontanarci e quando, invece, possiamo continuare a goderci il pomeriggio in tutta tranquillità.

Quali sono le punture più pericolose?
Api, vespe e calabroni fanno tutti parte dell’ordine degli imenotteri, al quale appartengono diverse famiglie, tra cui quelle delle Apidae (in cui rientrano api e i tenerissimi bombi) e delle Vespidae (che comprendono vespe e calabroni). Le punture delle api sono raramente dannose per gli esseri umani, anche perché questi insetti possono pungere una solta volta (dopodiché perdono il pungiglione e muoiono eviscerati). Vespe e calabroni, al contrario possono pungere più di una volta e tendono a farlo ripetutamente quando si sentono minacciati. Le loro punture sono più dolorose e, a seconda delle specie e della sensibilità della singola persona, possono causare delle reazioni allergiche che, sebbene molto raramente, rischiano di degenerare in uno shock anafilattico. In linea generale, le specie presenti in Italia sono pacifiche e non attaccano cioè gli esseri umani senza ragione, a meno che non ci si avvicini troppo al loro nido o si cerchi di attaccarle a propria volta.

Ape da miele

01 Ape da miele
L’Apis mellifera, nota anche come ape domestica o ape europea, è la specie di ape più comune in Italia. Questi insetti sociali, che vengono ampiamente allevati per la produzione di miele, sono facili da riconoscere per via delle classiche strisce nere sul loro corpo (che ha una dimensione compresa tra gli 1-2 cm) di colore giallo, rosso o marrone (a seconda della sottospecie di appartenenza). Le api tendono a non pungere gli esseri umani se non espressamente attaccate e il loro veleno è solitamente innocuo. Perciò, se le vedete aggirarsi sul vostro balcone, non preoccupatevi: sono più interessate ai vasi di fiori, che a voi. Le api svolgono un ruolo fondamentale per il mantenimento degli ecosistemi naturali, consentendo di conseguenza anche la sopravvivenza nostra e delle altre specie animali e vegetali. Tanto preziose quanto in pericolo: negli ultimi cinquant’anni la vita delle api mellifere sembra essersi addirittura dimezzata e la loro sopravvivenza è minacciata dal largo uso dei fertilizzanti chimici utilizzati per l’agricoltura. Ciò che possiamo fare, nel nostro piccolo, è cercare di non ucciderle, e se ci imbattiamo in qualche alveare, meglio segnalarlo alle autorità competenti, che provvederanno a rimuoverlo in sicurezza.

Bombo

02 Bombo
Al genere bombus (incluso nella famiglia Apidae) appartengono più di 250 specie. Questi insetti impollinatori, parenti delle api, sono anch’essi vestiti di strisce nere e gialle (o rossicce, a seconda della specie), ma portano una taglia in più (essendo lunghi circa 1,5-2,5 cm) e sono pelosi. Anche i bombi sono animali sociali e vivono in colonie, prediligendo le zone dove il clima è temperato. Come le api, i bombi attaccano gli esseri umani solo quando si ritengono minacciati e il loro veleno è pericoloso solo per le persone che ne sono allergiche. Molte specie di bombi che vivono in tutto il mondo sono oggi a rischio a causa dei cambiamenti climatici.

Ape legnaiola (o ape carpentiere viola)

03 Ape legnaiola (o ape carpentiere viola)
Questi insetti impollinatori appartenenti al genere Xylocopa (anch’esso compreso nella famiglia Apidae) possono spaventare per il loro aspetto: corpo grosso e rotondo, lucido, e di colore nero o violaceo. Le api legnaiole (che devono il loro soprannome alla tendenza a vivere in buchi scavati nel legno) talvolta scambiate per calabroni neri, mentre in realtà, proprio come le api mellifere, non sono affatto aggressive; a differenza delle loro “cugine”, però, sono insetti solitari che restano in ibernazione durante i mesi freddi e circolano nell’ambiente a partire da maggio.

Osmia

 04 Osmia
Il genere Osmia, compreso nella famiglia delle Megachilidae comprende più di 350 specie. Si tratta di insetti apoidi non aggressivi, solitari ed efficienti impollinatori che nidificano in cavità o fessure presenti nel terreno, nelle pareti o del legno, che poi riempiono con fango e polline (per questo vengono talvolta soprannominate “api muratrici”). Variano per aspetto e dimensione a seconda della specie di riferimento: le più comuni in Italia sono l’Osmia cornuta l’Osmia Rufa (o bicornis) dal pelo bruno-rossastro per le femmine e grigio-bianco per i maschi.

Ape tagliafoglie

05 Ape tagliafoglie
Alla famiglia delle Megachilidae appartengono anche le api tagliafoglie, anche dette api tappezziere perché le femmine, dopo l’accoppiamento, scavano un buco nel terreno, nel legno o nei fusti cavi delle piante e vi depongono le uova che ricoprono con pezzetti di forma circolare ritagliati dalle foglie delle piante. Sono insetti impollinatori solitari non aggressivi della lunghezza di circa 2 cm, di colore nero, con la parte finale dell’addome ricoperta di peli dorati o arancioni.

Vespa comune

06 Vespa comune
Le vespe fanno parte di una diversa famiglia di imenotteri rispetto alle api e ai bombi, chiamata Vespidae. Le specie più comuni in Italia sono la Vespula vulgaris e la Vespula germanica, entrambe dalla caratteristica forma “a clessidra”, con un restringimento tra il torace e l’addome, all’altezza della vita, e le strisce gialle e nere. Questi insetti impollinatori formano le loro colonie sottoterra, sugli alberi o nelle cavità murarie. Sono attratte dal cibo zuccherino, come marmellate e succhi di frutta. Attaccano gli esseri umani per difesa, solo se minacciate, ma la loro puntura è più dolorosa rispetto a quella delle api. Una stessa vespa, inoltre, può pungere più di una volta.

Vespa cartonaia

07 Vespa cartonaia
Circa 200 specie fanno parte del genere Polistes, anch’esso appartenente alla famiglia delle Vespidae. Questi insetti somigliano alle Vespulae: sono lunghi circa 1,5 cm, di color nero o marrone con strisce dorate e attaccano solo quando si sentono minacciate o ci si avvicina troppo al loro nido. La specie più rappresentativa di questo genere è la Polistes dominula, soprannominata vespa cartonaia proprio a causa della conformazione del suo nido, composto di una sostanza prodotta dall’animale stesso che ricorda la carta.

Calabrone europeo

08 Calabrone europeo
La Vespa crabro ha un aspetto molto simile a quello della vespa comune – vita sottile, colore nero o marrone con strisce gialle – ma è molto più grossa, essendo lunga circa 2,5 cm. Questa grossa vespa sociale non è aggressiva, ma tende a pungere anche più di una volta chi osi avvicinarsi troppo al suo nido: le sue punture sono solitamente dolorose quanto quelle delle vespe, ma possono procurare reazioni avverse di varia gravità a chi fosse allergico al suo veleno.

Vespa orientale

09 Vespa orientale
La Vespa orientalis è un calabrone dal colore rossastro nativo del bacino del Mediterraneo. Vive specialmente nelle regioni meridionali della penisola italiana ma, a causa del progressivo aumento delle temperature dovuto al riscaldamento globale, il suo habitat ideale si sta progressivamente estendendo anche alle zone settentrionali. La crescente diffusione della vespa orientale nel nostro paese rappresenta un pericolo per l’apicoltura, poiché questo insetto attacca le api. L’aggressività nei confronti degli esseri umani è invece paragonabile a quella del calabrone europeo.

Vespa velutina

10 Vespa velutina
Il calabrone asiatico, anche detto calabrone dalle zampe gialle, è una vespa originaria dell’Asia che ha iniziato a diffondersi in alcuni paesi europei (Italia compresa) negli ultimi anni. La Vespa velutina è leggermente più piccola di dimensioni rispetto alla Vespa crabro e ha il corpo scuro e le estremità di colore giallo. È considerata una specie invasiva e può rappresentare una minaccia per le api e gli ecosistemi locali. Meglio tenersi alla larga dal suo nido: le punture di questo insetto, specialmente se ripetute, possono causare reazioni allergiche anche molto gravi.
Federica D’Auria
Fonte: wired

Info Redazione

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