domenica , 8 Febbraio 2026
Gestione dell'alveare invernale: garantire api sane durante la stagione fredda
Apiario innevato

Il calendario dell’apicoltore: dicembre

Dicembre è arrivato a chiudere un 2024 che, purtroppo, soprattutto per l’apicoltura, è stato un anno da ricordare nella storia. Scarsità di miele, polline e pappa reale, sciami persi e, anche negli allevamenti di regine, i risultati non sono stati soddisfacenti. Se a tutto questo si aggiungono la varroa e le altre malattie, oltre alla vespa orientalis, il bilancio non è dei più positivi. In più, ci preoccupa la situazione di alcuni alveari, poveri di scorte, e non sappiamo se riusciranno a sopravvivere fino alla primavera.

Nonostante tutto il buon apicoltore sa che l’ape non delude e senz’altro ad un anno di crisi seguirà un anno di abbondanza; perciò non perdiamoci di coraggio e come tutti gli altri anni mettiamoci all’opera per preparare nel migliore dei modi tutto quello che è necessario per l’inizio di una nuova stagione apistica.

In questo mese i lavori da fare in apiario sono ben pochi. Le api sono in glomere al calduccio dell’arnia, se sono state ben invernate e nutrite sverneranno tranquillamente anche sotto la neve. A proposito, la neve può essere lasciata attorno agli alveari perché li ripara dai venti freddi; si lascia anche sopra i tetti, è sufficiente toglierè quel tanto che non entri dalla porticina di volo, perché potrebbe creare eccessiva umidità.

Gli alveari in questo periodo non vanno aperti per nessun motivo, si rischierebbe dl perdere molte api, specialmente quelle che si alzano in volo durante i lavori. Anche la nutrizione liquida in questo periodo deve essere sospesa per l’eccessiva umidità che provocherebbe all’interno dell’alveare. La cosa più opportuna da fare è quindi lasciare gli alveari tranquilli il più possibile, evitando i rumori e aspettando le prime giornate di sole, verso febbraio, per fare una prima visita di controllo.

Per il resto ne abbiamo già parlato a novembre. Ricordo ancora: darsi da fare in magazzino o in laboratorio per preparare tutto il necessario per la prossima stagione in special modo, per chi ancora non l’avesse fatto, preparare i fondi per il controllo della varroasi, che ormai è presente ovunque. Ricordiamoci: la Varroa non c’è là dove non si è cercata.

Per quanto riguarda, ho notato la disponibilità dei veterinari della zona a collaborare con gli apicoltori, ma è importante che questi ultimi si rendano disponibili, altrimenti i problemi non potranno mai essere risolti.

dicembre
La neve non crea alcun problema alle api nella stagione invernale

Spero che tutti gli apicoltori denunciano entro il 31 dicembre gli alveari in BDA è un obbligo che va fatto. Le api stanno vivendo un momento così instabile, è ancor più importante che anche tu faccia la tua parte. Infatti, dobbiamo tener presente che solo quando si avranno sotto controllo tutti gli alveari esistenti nel territorio Italiano si potrà coordinare una lotta efficace non solo contro la varroasi ma anche contro le altre malattie.

Questo periodo invernale sarebbe proprio il momento per una riflessione e per accantonare tutte le divergenze e i malumori per ritrovarsi in qualche serata, con i veterinari, per prendere accordi e scambiarsi opinioni ed esperienze in un clima amichevole lasciando da parte tutte le animosità che a torto o a ragione non fanno altro che dividere proprio nel momento in cui tutti dovremmo essere uniti e concordi.

Perciò coraggio e lasciamo da parte il passato cercando di andare avanti assieme e d’accordo perché questa è l’unica strada da percorrere per la salvezza delle nostre api. Dovremmo diventare tutti degli esperti in apicoltura, potremmo così ottenere anche dalle api dei buoni profitti.

È importante che tutti gli apicoltori imparino ad allevarsi delle regine, poiché a causa dei trattamenti contro la varroasi le regine sono le prime a subirne le conseguenze. Inoltre è importante sostituirle almeno ogni due anni per poter mantenere bassa la produzione di fuchi. ‘

Purtroppo, girando nei vari apiari, ho visto delle cose incredibili. Ci sono apicoltori che hanno arnie con il fondo antivarroa, ma sono ancora troppe le arnie vecchie, malandate, addirittura marce e piene di propoli, tanto che è quasi impossibile aprirle. Ho visto anche molti favi neri e rovinati, al punto da essere abbandonati dalle api. Vorrei quindi invitare tutti a eliminare questi inconvenienti per la salute delle api.

Questo non significa che si debba cambiare tutto l’apiario, in primavera basta travasare un alveare alla volta, fare la pulizia e le modifiche necessarie sull’arnia se è ancora in buone condizioni oppure eliminarla. Durante la pulizia si ha la possibilità di raccogliere la propoli che è molto preziosa e ricercata cercando però di non raschiare le arnie a fondo, basta passarle con la fiamma fino a sciogliere i residui presenti che serviranno come verniciatura interna tenendo presente che una parte di propoli è indispensabile per la salute delle api.

Chiudo questo scritto sperando di poter dare con qualche consiglio un contributo per una buona riuscita nella conduzione dei nostri apiari e augurando a tutti gli apicoltori e loro famigliari un lieto Natale e felice Anno Nuovo.

Pietro Francescatti

Info Redazione

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