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Deposizione del miele [Fonte: Normativa alimentare]

Una nuova risorsa nella lotta contro l’adulterazione del miele: la tecnica HPLC-UV Fingerprinting

Negli ultimi anni, il mercato del Miele ha dovuto fronteggiare un aumento dei mieli adulterati, con gravi perdite economiche e dubbi sulla qualità di un prodotto storicamente apprezzato. La crescente domanda di dolcificanti naturali da parte dei consumatori, ha spinto i prezzi globali del miele ai massimi storici, rendendolo significativamente più costoso degli sciroppi zuccherini. Inoltre, in Europa la domanda del miele supera la produzione interna, alimentando un fiorente mercato di importazione. In questo contesto, dove l’individuazione di miele adulterato è ancora complessa, emergono opportunità di frode per i produttori disonesti.

E’ bene ricordare che secondo la direttiva dell’Europea, il miele è soltanto quella “sostanza dolce naturale prodotta dalle api (Apis mellifera) dal nettare delle piante o dalle secrezioni di parti vive delle piante o da escrezioni di insetti fitofagi su parti vive delle piante, che le api raccolgono, trasformano combinandole con sostanze specifiche proprie, depositano, disidratano, immagazzinano e lasciano maturare nei favi” (Commissione Europea, 2002).

A causa del naturale elevato contenuto di zuccheri nel miele, gli sciroppi zuccherini sono tra gli adulteranti più comuni e, a seconda della fonte vegetale dello sciroppo, risultano anche tra i più difficili da individuare.
Questo aspetto è stato recentemente affrontato dalla Commissione Europea attraverso l’azione coordinata “From the Hives (Honey 2021-2022)”, in cui una parte significativa del miele importato nell’UE (il 46% su 320 campioni analizzati) è risultata sospetta di non rispettare le disposizioni della direttiva UE sul miele 2001/110/EC. Quest’azione coordinata dell’UE ha inoltre evidenziato che:

le tecniche analitiche solitamente impiegate per il controllo dell’autenticità del miele (analisi isotopica tramite EA/LC-IRMS, HPAEC-PAD e la spettroscopia NMR), forniscono solo informazioni qualitative (presenza/assenza di marcatori) senza possibilità di stimare il quantitativo di sciroppi esogeni presenti nel miele.
l’analisi isotopica tramite EA/LC-IRMS, solitamente impiegata per individuare sciroppi di amido di mais o canna da zucchero, non è risultata efficace nell’identificazione di campioni di miele sospetti di adulterazione, indicando chiaramente che attualmente questi tipi di sciroppi non sono più utilizzati per adulterare il miele.

In questo contesto è quindi necessaria la messa a punto di nuove metodologie per individuare e quantificare l’adulterazione del miele con sciroppi zuccherini.

Lo studio condotto dalla Dott.ssa Egido e collaboratori mira a valutare la fattibilità dell’approccio HPLC-UV fingerprinting per scoprire le adulterazioni nel miele, dove l’autenticità del miele viene testata confrontando le impronte chimiche dei singoli campioni di miele (uniche come le impronte digitali) con quelle di sciroppi zuccherini usati per l’adulterazione.

A tal fine, sono stati considerati 156 campioni di miele, comprendenti mieli di nettare e di melata provenienti da diverse origini botaniche e geografiche spagnole. Mentre come adulteranti sono stati utilizzati 30 sciroppi zuccherini provenienti da diverse origini geografiche e ottenuti da una vasta gamma di fonti vegetali: agave, mais, fibra, acero, riso e canna da zucchero, alcuni contenenti aromi di miele.

La metodologia proposta è stata in grado di distinguere con precisione il miele autentico da quello adulterato con una classificazione corretta al 100%.

Il metodo è risultato molto efficace per quantificare con precisione i livelli di adulterazione da sciroppo anche quando questa adulterazione rappresenta una percentuale relativamente bassa del prodotto finale (fino al 15% di sciroppo presente), con ottimi risultati anche quando sono stati introdotti variabili reali di frode.

Si può quindi concludere che questa tecnica si presenta come uno strumento semplice e efficace, utile per migliorare i controlli di qualità e prevenire le frodi basate su adulterazioni del miele con sciroppi zuccherini. Ecco quindi una nuova risorsa per il mondo dell’apicoltura nella lotta contro l’adulterazione del miele.

Elisa Monterastelli
Fonte: mieleinforma

Info Redazione

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