domenica , 8 Febbraio 2026
La gestione dei rifiuti nell’azienda apistica

L’apicoltura italiana riceve 10 milioni di euro di aiuti

Il Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio 2025 destina 10 milioni di euro “una tantum” a favore degli apicoltori italiani, per contrastare le difficoltà economiche causate da eventi climatici estremi e altri fattori esterni. I fondi sono destinati alle aziende apistiche che, al 31 dicembre 2023, possedevano almeno 105 alveari registrati nell’Anagrafe Apistica e che sono attualmente operative con almeno 100 alveari.

Il contributo varia in base al numero di alveari, con importi che vanno da 1.206,47 euro per le aziende con 105-199 alveari, fino a 18.553,81 euro per quelle con 1.000 alveari o più. Le risorse complessive sono ripartite tra le diverse categorie in base alla quantità di aziende che rientrano in ciascuna fascia.

• Da 105 a 199 alveari: 1.206,47 euro per azienda.
• Da 200 a 299 alveari: 2.268,59 euro per azienda.
• Da 300 a 499 alveari: 4.248,92 euro per azienda.
• Da 500 a 699 alveari: 6.738,17 euro per azienda.
• Da 700 a 999 alveari: 9.693,58 euro per azienda.
• Da 1.000 alveari in su: 18.553,81 euro per azienda.

Per accedere al contributo, le aziende devono essere iscritte al registro delle imprese, all’anagrafe delle aziende agricole e avere il fascicolo aziendale aggiornato. La domanda deve essere presentata entro il termine del 18 febbraio 2025.

Questo provvedimento risponde alle richieste di Coldiretti e mira a sostenere gli apicoltori professionisti, che fanno dell’apicoltura la loro principale fonte di reddito, in un contesto di crescente attenzione alle problematiche ambientali e climatiche. Le api sono fondamentali per l’impollinazione e per la biodiversità, influenzando la qualità e la quantità di numerose colture agricole, come mele, pere, fragole e meloni.

La Coldiretti segnala che, nonostante le difficoltà, il settore apistico in Puglia è in forte crescita, con un aumento del 167% del numero di alveari e un incremento del 363% delle aziende apistiche. Le produzioni locali comprendono varietà di miele come quelli di mandorle, agrumi, rosmarino, timo, eucalipto e millefiori.

Tuttavia, il miele Made in Italy è minacciato dalle importazioni sleali, in particolare da Paesi extra UE, che spesso utilizzano pratiche di adulterazione, come l’aggiunta di sciroppi zuccherini. Nel 2024, le importazioni sono aumentate dell’11%, mettendo a rischio la qualità del prodotto italiano.

Per difendere l’apicoltura italiana e garantire la qualità del miele, è consigliato acquistare direttamente dai produttori locali, come nelle aziende agricole o nei mercati di Campagna Amica. Questo supporta non solo l’economia locale, ma anche la tutela della biodiversità e la salute dell’ambiente.

Articolo a cura della redazione

Info Redazione

Guarda anche

L'enigma dell'incatenamento delle api in apicoltura

Leonardi (ministero Salute): “L’apicoltura è un laboratorio concreto di salute integrata”

L’apicoltura rappresenta perfettamente l’integrazione tra ambiente, animali e uomo: la “società delle api” è un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.