mercoledì , 6 Maggio 2026
Marzo: Il Passaggio dall' Inverno alla Primavera per l'Apiario

Il passaggio dell’inverno alla primavera un andamento climatico favorevole per le operazioni apistiche

Il passaggio dall’inverno alla primavera di quest’anno ha portato un andamento climatico piuttosto favorevole per le operazioni apistiche. Nonostante l’alternarsi di giornate di sole e periodi di maltempo durante questi mesi di fine inverno e inizio primavera, le attività in apiario ci hanno permesso di gestire al meglio gli alveari, arrivando a un punto cruciale che si ripresenta ogni anno. Da un lato, la crescita delle colonie e il sovraffollamento, accompagnati dalla crescente disponibilità di risorse, spingono le api verso la sciamatura naturale. Dall’altro, le necessità produttive dell’apicoltore richiedono colonie forti ma stabili, da impiegare nelle fioriture successive.

Il principale problema in questo periodo di transizione dall’inverno alla primavera è il controllo della sciamatura. A ciò si aggiungono altre operazioni, come il rinnovo dei favi e la sostituzione delle regine, che, se vecchie o poco produttive, potrebbero non essere in grado di affrontare la nuova stagione (Winston, 1991).

Monitoraggio degli alveari primaverili
Con l’uscita dall’inverno, ci sono diversi alveari da monitorare: alcuni sono forti e hanno una regina giovane, con un buon potenziale per la raccolta, mentre altri necessitano di un rinnovo della regina, a causa di fattori invernali o primaverili che ne hanno compromesso la salute o la produttività (Roulston & Cane, 2000). Una volta completati questi interventi, si entra nella fase produttiva vera e propria, che comincia con l’aggiunta del primo melario.

Il controllo della sciamatura naturale
La sciamatura è un fenomeno naturale e, sebbene possa essere controllato, non può essere completamente evitato. Ogni anno, il rischio che una colonia sciami è un tema di discussione per gli apicoltori, dato che si tratta di un processo biologico complesso. La tendenza a sciamare varia tra le diverse razze di api e può essere influenzata geneticamente. La scarsa predisposizione alla sciamatura è una delle caratteristiche fondamentali su cui gli apicoltori si basano per selezionare i ceppi più adatti (Seeley, 1995).

Sciamatura
Foto di Antonio Angrisani

Per controllare la sciamatura, è necessario comprendere a fondo le cause che la determinano. Le ragioni principali sono molteplici e vanno suddivise in tre categorie: climatiche, biologiche e legate alla gestione dell’allevamento. In condizioni climatiche favorevoli, la sciamatura è più probabile, così come in anni con raccolti superiori alla media. Tra i fattori biologici che favoriscono la sciamatura troviamo l’età della regina, la presenza di favi vecchi, il sovraffollamento, l’eccesso di fuchi e la disorganizzazione temporanea tra le varie tipologie di api (covata, nutrici, bottinatrici). Questi fattori sono spesso legati da un sistema di segnali chimici che innescano la costruzione delle celle reali, fondamentali per la divisione della colonia (Moritz & Southwick, 1992).

Dal punto di vista operativo, l’apicoltore può adottare diverse misure preventive, mirate a ridurre i fattori che stimolano la sciamatura. Una pratica importante per contenere la sciamatura è il rinnovo biennale delle regine. È stato osservato che le regine giovani hanno meno probabilità di sciamare rispetto a quelle più anziane. Inoltre, l’aumento dello spazio disponibile per la colonia, tramite l’introduzione di favi o fogli cerei, è un altro intervento che aiuta a ridurre il rischio di sciamatura (Oldroyd, 2007).

La gestione della sciamatura non riguarda solo la prevenzione, ma anche l’uso delle celle reali per la creazione di nuovi nuclei. Questa tecnica consente di ottenere nuove colonie senza compromettere la produttività degli alveari esistenti. Una tecnica utile in questo senso è il “salasso”, che prevede il prelievo di favi, api o covata da colonie forti per creare nuclei artificiali.

Rinnovo della regina
Il rinnovo delle regine è una pratica comune, soprattutto nell’apicoltura intensiva, dove si procede solitamente a fine stagione, dopo la raccolta. Tuttavia, negli apiari più piccoli, gestiti in modo più individuale, il rinnovo può essere necessario anche in primavera, prima delle fioriture (Winston, 1991).

Il rinnovo è particolarmente importante per quegli alveari che non sono sopravvissuti bene all’inverno o che presentano segni di malattia, orfanità, diarrea, spopolamento o altre problematiche. Introdurre una regina giovane e prolifica aiuta a ristabilire rapidamente un buono stato di salute e produttività. In questi casi, le celle reali da sciamatura possono essere utilizzate per eseguire il rinnovo della regina in modo rapido ed efficace.

Esistono diversi metodi per sostituire una regina, tra cui la formazione di un nucleo con una nuova cella o regina feconda, da riunire successivamente all’alveare principale. È importante ricordare che lasciare che le api si occupino autonomamente della sostituzione della regina è una pratica che richiede molto tempo e non sempre porta a risultati soddisfacenti (Roulston & Cane, 2000).

Concessione del melario
Quando lo spazio nel nido è esaurito, è il momento di aggiungere il melario. Prima di farlo, è essenziale verificare che non vi siano celle reali, segno di una possibile sciamatura imminente. Se il melario viene aggiunto troppo presto, c’è il rischio di un raffreddamento della covata a causa dell’aumento del volume interno. D’altro canto, aggiungerlo troppo tardi può indurre la sciamatura.

Per evitare che la regina deponga nel melario, è utile inserire un escludi-regina. Una volta aggiunto il melario, i controlli diventano meno frequenti, limitandosi a verificare il riempimento e, se necessario, aggiungere un nuovo melario.

Conclusioni
In attesa che la stagione produca i suoi frutti, l’apicoltore può finalmente godere dei risultati dei propri sforzi, monitorando costantemente il lavoro delle api, che continuano instancabili nelle loro attività. Mentre le operazioni di controllo e rinnovo regolare delle colonie proseguono, il periodo finale della stagione si avvicina, con la smelatura che rappresenta il culmine del lavoro annuale.

Articolo a cura della redazione

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